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Archistar senza laurea? Si, è possibile!

Se eravate convinti che tutti i grandi architetti sono in possesso di una laurea, beh, vi siete sbagliati alla grande! Eppure alcuni di loro hanno cambiato la storia dell'architettura moderna e sono diventati quelli che ora consideriamo i capisaldi della cultura architettonica e che qualsiasi aspirante architetto deve studiare e comprendere per il futuro della propria carriera.
Quindi vi presento quattro grandi architetti che non sono in possesso di una laurea, tre dei quali abbiamo già avuto modo di conoscere in precedenti articoli.

1) Mies van der Rohe

Stupiti? E' proprio così, il grande Mies van der Rohe, autore del credo "Less is more" non aveva una laurea e nessun altro titolo abilitativo! Nacque ad Aachen, vicino ad Aquisgrana (Germania) da una modesta famiglia di scalpellini con poche opportunità di intraprendere una strada di formazione nelle scuole. Così imparò l'arte da suo padre e iniziò a interessarsi all'architettura tanto da trasferirsi a Berlino in cerca di lavoro. Con tanta pazienza, volontà e voglia di imparare, il nostro beniamino arrivò in alto, tanto da entrare nei libri di storia dell'architettura.

2) Le Corbusier

Anche lui? Esattamente, non possedeva una laurea, eppure Le Corbusier è tra gli architetti più conosciuti al mondo e che ha definito i famosi 5 punti: pilotis, tetto giardino, pianta libera, facciata libera e finestre a nastro. Qual è il segreto di Le Corbusier? Viaggiare. E anche un pizzico di fortuna! Lui avrebbe dovuto seguire le orme di suo padre come smaltatore di quadranti di orologi, mestiere derivante da una lunga tradizione famigliare legata a un'importante industria orologiera. Così si iscrisse alla scuola di arte decorativa, ma uno dei suoi insegnanti lo spinse a intraprendere la carriera architettonica. Poi, per cinque anni, tra il 1907 e il 1911, sempre sotto consiglio del suo insegnante, iniziò a viaggiare per l'Europa conoscendo e lavorando presso grandi studi di architettura imparando così il mestiere.

3) Frank Lloyd Wright

Siamo seri: non è possibile! E invece vi dico che è possibile. Il grande Frank Lloyd Wright, colui che è stato nominato "il più grande architetto americano di tutti i tempi" nel 1991, in realtà non possiede alcun titolo abilitativo. Lui, però, si iscrisse all'università del Wisconsin dove studiò ingegneria per due anni prima di lasciarla definitivamente, preferendo fare esperienza sul campo. Si trasferì a Chicago e qui trovò il suo più grande maestro, Louis Sullivan, per il quale lavorò per sei anni e che gli insegnò tutti i trucchi del mestiere.


4) Louis Sullivan

Non mi dire: pure l'insegnante di Wright non aveva una laurea? Proprio così! A differenza degli tre architetti, lui studiò architettura all'università del Massachusetts Institute of Technology, ma aveva troppa fretta di iniziare a lavorare sul campo, quindi si ritirò l'ultimo anno e non prese mail il titolo abilitativo! Lui disprezzava l'istruzione formale e questo concetto lo trasmise al suo allievo Wright.

"How strange it seems that education, in practice, so often means suppression: that instead of leading the mind outward to the light of day it crowds things in upon it that darken and weary it". 

("Com'è strano che l'educazione, in pratica, così spesso significhi soppressione: che invece di condurre la mente verso l'esterno alla luce del giorno affolla le cose su di essa che la scuriscono e la stancano"). 

Questo diceva nel 1894. Anche lui viaggiò a lungo fino in Europa per poi tornare a Chicago e divenne il pioniere dei moderni grattacieli.

Quindi, il titolo abilitativo a cosa serve? Serve perchè senza di esso non è possibile firmare progetti, ma di fatto è un semplice pezzo di carta. Non è il titolo abilitativo che fa diventare grandi architetti, grandi dottori o grandi avvocati. E' solo l'impegno, la passione e lo studio che permette a chiunque di essere grande in quello in cui crede.

Shake Your Mind! 

Fonti testo:
-www.archdaily.com

Fonti immagini:
1) thecharnelhouse.org
2) theguardian.com
3) theglobeandmail.com
4) wikimedia.org