Bauhaus: la scuola dell'architettura moderna (parte 1)

Oggi inizia il primo di quattro appuntamenti dedicati alla Bauhaus, la scuola che ha fatto la storia dell'architettura moderna, e dei suoi tre direttori e architetti: Walter Gropius, Hannes Meyer e Ludwig Mies van der Rohe.

La Bauhaus venne fondata nel 1919 a Weimar, in Germania, da Walter Gropius, dalla fusione di due istituzioni esistenti: la vecchia Accademia di Belle Arti e la Scuola di Arti Applicate. 
La sua fondazione avviene in un periodo particolare per la Germania dell'epoca: era appena terminata la Prima Guerra Mondiale e la società non sapeva cosa aspettarsi in futuro. L'obbiettivo della Bauhaus era quello di rigenerare la cultura visiva tedesca, perduta durante la guerra, attraverso la fusione dell'arte e dell'artigianato. 

Lo studente era tenuto a imparare varie materie, quali la tessitura tipica dell'artigianato, per poterle sfruttare come spunto per le decorazioni o le distribuzioni interne degli edifici. Inoltre gli studenti venivano sottoposti a un corso base per disimparare tutti i cliché delle tradizioni accademiche delle altre scuole europee, questo per imporre la sperimentazione con le forme e i materiali, senza essere legati a convenzioni imposte. Questo corso base era definito Vorkurs e in un primo tempo venne insegnato da Johannes Itten, il padre fondatore della teoria del colore.

Altro elemento importante nella Bauhaus era quello di entrare in rapporto con il concetto di macchina, ovvero con la produzione in serie. Ciò serviva per migliorare lo studente e indurlo ad evitare il mero aspetto funzionale delle cose per fare spazio a una maggiore consapevolezza del "sentimento" legato agli oggetti. Walter Gropius diceva:

"L'architettura nell'arco delle ultime generazioni è diventata debolmente sentimentale, estetica e decorativa...noi rinneghiamo questo tipo di architettura. Noi miriamo a creare un'architettura organica, chiara [...] noi vogliamo un'architettura adatta al nostro mondo di macchine, di radio, di automobili veloci [...]".


Nel 1925 la Bauhaus, a causa di critiche dell'estrema destra politica, viene trasferita a Dessau, città che la ospita e ne finanzia la costruzione del nuovo edificio. La nuova sede era stata progettata da Walter Gropius con parallelepipedi di dimensioni e altezze diverse, collegati tra loro tramite elementi di connessione contenenti corridoi e servizi. Importante fu l'uso sapiente delle superfici vetrate a seconda degli spazi interni per unire l'illuminazione con la funzione. In questo nuovo edificio convogliano tutti i principi che venivano insegnati all'interno della scuola di funzionalità, forma ed espressione.

Nel 1928 la direzione della Bauhaus passò a Hannes Meyer fino al 1930 quando la guida passò a Ludwig Mies van der Rohe
Purtroppo a causa di pressioni da parte dei politici nazionalsocialisti in disaccordo con le idee del Bauhaus, costrinsero a chiudere la scuola a Dessau nel 1932 e Mies van der Rohe decise di trasferirla a Berlino, dove però con l'avvento del potere nazista dovette chiudere definitivamente nel 1933, costringendo molti architetti a fuggire in America (tra i quali proprio Mies van der Rohe) per evitare le imposizioni del nuovo governo sulle proprie architetture.

Nonostante la chiusura della Bauhaus, le idee trasmesse al suo interno non smisero di influenzare il mondo architettonico attraverso gli architetti che vi avevano studiato al suo interno, contribuendo così a fare la storia dell'architettura moderna.

Vi do appuntamento al prossimo articolo con Walter Gropius!

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Fonti testo:
- William J.R. Curtis, L’architettura moderna dal 1900, Phaidon, Londra 2009;
- Treccani

Fonti immagini:
- pixabay.com