Bauhaus: la scuola dell'architettura moderna (parte 2)

Eccoci alla seconda puntata dedicata al Bauhaus, la scuola di architettura che ha piantato le radici per il modernismo tra i primi anni del '900 fino alla II Guerra Mondiale. Nello scorso articolo abbiamo introdotto l'argomento parlando della scuola, come era strutturata e la sua storia nell'arco di 14 anni di vita. Oggi parliamo del primo direttore e fondatore della scuola, ovvero l'architetto Walter Gropius.

Walter Gropius nasce a Berlino nel 1883 e completa la sua formazione da architetto tra Monaco di Baviera e la capitale tedesca. Lavora sotto gli insegnamenti dell'architetto Peter Behrens per poi aprire un suo studio insieme al collega Adolf Meyer nel 1925 a Berlino.

Quando fondò la Bauhaus nel 1919 il suo pensiero si configurava in un ritorno alle origini dove arte e artigianato dovevano fondersi insieme. Gropius aveva come punto di riferimento le cattedrali gotiche alle quali associava l'idea che esse fossero state costruite da artigiani senza la guida di progettisti veri e propri. Attraverso queste sue convinzioni, Gropius riteneva che se gli artigiani fossero stati iniziati ai bisogni dell'epoca moderna, allora avrebbero potuto costruire il nuovo immaginario architettonico, proprio come era stato fatto in epoca medievale con le cattedrali gotiche.

Secondo questi principi, Walter Gropius rimandava al movimento Arts and Crafts dove l'artigianato era sinonimo di qualità, quindi alla necessità di portare la sensibilità estetica all'interno del design funzionale.

«Quest’idea di una fondamentale unità sottostante a tutti i campi del design fu il principio ispiratore che mi guidò nella fondazione della scuola. […] Nella realizzazione di questo progetto mi proposi di risolvere il delicato problema di come conciliare la creatività del design con la perizia tecnica. Questo significava trovare un nuovo, e fino ad allora inedito, genere di collaborazione che potesse essere formato a una uguale competenza in entrambi i campi. […] Insistevo sulla necessità di una pratica manuale, non in quanto fine a sé stessa, o con l’idea di trarne vantaggi producendo occasionalmente oggetti di artigianato, ma come metodo formativo completo per la mano e per l’occhio, oltre che come primo stadio pratico per l’elaborazione e la gestione di processi industriali». 

Walter Gropius in “La Nuova Architettura e il Bauhaus” (1935)

Gropius tenendo fede alla sua idea, chiamò a insegnare tra i banchi della Bauhaus artisti e architetti tra cui Vasilij Kandinskij, Johannes Itten, Lyonel Feininger, Theo van Doesburg, Paul Klee e Oskar Schlemmer
In poche parole la Bauhaus conciliava le più importanti arti dell'epoca con il fine ultimo di educare ad un'architettura consapevole sotto tutti i punti di vista, sia estetica che funzionale.

Walter Gropius lasciò il Bauhaus nel 1928 e passò il comando all'architetto Hannes Meyer, di cui parleremo nel prossimo articolo!

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Fonti testo:
- William J.R. Curtis, L’architettura moderna dal 1900, Phaidon, Londra 2009;
- domusweb.it

Fonti immagini:
- wikimedia commons (by René Spitz)