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C’era una volta la ferrovia a Rivoli…144 anni di storia all’imbocco di Corso Francia

Forse non tutti lo sanno, forse pochi se la possono ricordare, probabilmente qualcuno ha vissuto solo in parte questa trasformazione, ma all’imbocco di Corso Francia 144 anni fa, nel 1871, nasceva la ferrovia di Rivoli che collegava la città a Torino presso piazza Statuto.


 
La linea fu creata per collegare le due città più rapidamente, oltre che la città di Collegno posta tra i due Comuni; l’accordo venne stipulato con l’impresario Giovanni Colli e il collegamento fu aperto al pubblico il 17 settembre del 1871. Il sedime ferroviario occupava l’intera carreggiata di sinistra (in direzione Torino), il percorso totale era lungo 11,6 km e i vagoni erano trainati da locomotive a vapore che raggiungevano i 45 km/h e percorrevano l’intero tragitto in 38 minuti. Le fermate da Rivoli erano: Cascine Vica, Leumann, Regina Margherita, Unica-Nuova Cinta Aeronautica, Pozzo Strada e Torino Piazza Statuto. Il percorso non era totalmente a livello stradale, ma era interrato da piazza Statuto fino all’incrocio con via Principi D’Acaja, risaliva poi rimanendo in una sorta di trincea per poi risalire del tutto all’altezza di piazza Bernini. La stazione di Rivoli, architettonicamente parlando, era posta all’angolo dell’attuale incrocio tra corso Francia e corso Susa, aveva un corpo di fabbrica centrale a due piani, con l’ingresso alla biglietteria e l’orologio in cima alla facciata, che si diramava ai lati in due edifici a un piano e terminavano con due torri con funzione di porte d’ingresso ai binari ruotate in modo da essere parallele una rispetto a corso Francia e l’altra a corso Susa. Davanti alla stazione era presente una piazzetta pedonale con al centro l’obelisco che ancora è presente attualmente nella rotonda all’inizio di corso Francia.

La stazione di piazza Statuto era molto più grande e aveva una pianta a L, l’ingresso principale era verso piazza Statuto, costituito da una torre merlata centrale porticata con l’orologio in cima ove si entrava in un atrio a doppia altezza (ovvero a due piani), il corpo di fabbricava curvava verso corso Francia per terminare con una parte con ingresso a tre archi al piano terra. Il rivestimento era in pietra, mentre per la stazione di Rivoli era intonacata.
A seguito di un cambio della gestione dell’intera ferrovia, nel 1914 venne eliminato il sistema di trazione a vapore e sostituito da quello elettrico, in questo modo i tempi di percorrenza si riducevano a 27 minuti e l’intero sedime ferroviario fu portato a livello terra.

La ferrovia Rivoli-Torino rimase attiva fino al 12 novembre 1955 quando i treni furono sostituiti totalmente dai moderni filobus. Entrambe le stazioni furono demolite e sostituite. A Torino, nel 1959 venne costruito un nuovo edificio a destinazione d’uso residenziale e terziaria definito come Grattacielo, progettato dallo studio di architettura composto da Gian Luigi Banfi, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti ed Ernesto Nathan Rogers, lo stesso che ha progettato la Torre Velasca a Milano. L’edificio post-razionalista ha una torre centrale angolare alta 14 piani e termina ai lati con un’altezza di 6 piani; questa costruzione è stata più volte criticata perché ritenuta uno “pseudograttacielo, sporco e brutto”.



A Rivoli, invece, la stazione è stata sostituita negli stessi anni dal nuovo capolinea dei filobus ed è stata liberata la carreggiata di sinistra di corso Francia. L’edificio oltre a servire da capolinea e da biglietteria, era occupato anche da attività commerciali.
I filobus vennero sostituiti nel 1979 dagli autobus dell’azienda Viberti (qualcuno se li ricorderà gli autobus doppi arancioni!) e dal 2009 circa dai più moderni autobus a basso impatto ambientale della Iveco. La stazione degli autobus di Rivoli è stata negli ultimi anni 2000 demolita poiché non più utilizzata e sostituita da nuovi edifici, con funzione sia residenziale che commerciale, ormai in fase di ultimazione.

Queste nuove costruzioni hanno tre torri che caratterizzano la facciata lungo corso Francia, i primi due piani (piano terra e piano mezzanino) hanno funzione commerciale e terziaria e si trovano al di sotto di una galleria porticata che si dirama verso l’interno del lotto. I piani commerciali hanno esternamente un rivestimento in bugnato (ovvero in pietra), e ai piani superiori in intonaco. Questo tipo di disegno dell’edificio ricorda gli edifici storici torinesi presenti nel centro città lungo via Po, ad esempio, che hanno anche loro il portico ai primi due piani e il bugnato come rivestimento.

Termina così il nostro appuntamento sull’architettura, alla prossima settimana!
Stay tuned!

Fonti immagini:
1) www.ferrovie.it
2) www.bdtorino.net
3) www.gtt.to.it
4) www.ferrovie.it
5) http://media.getrix.it/