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Effetto Olimpiade: il Palasport Olimpico

Con questo articolo apriamo la rubrica "Effetto Olimpiade", in cui vedremo come, a 10 anni dalle Olimpiadi invernali del 2006, gli edifici costruiti o recuperati per l'occasione, si siano trasformati in questo decennio.
Il primo edificio che andremo ad analizzare è il Palasport Olimpico, detto anche PalaIsozaki, oppure attualmente PalaAlpitour.

Il Palasport è stato progettato e costruito tra il 2000 e il 2006 dall'architetto Arata Isozaki di cui abbiamo già parlato in questo articolo.
L'edificio nasce a pochi metri dallo stadio olimpico in zona Santa Rita e ha assolto la funzione di impianto per le gare di hockey sul ghiaccio. 



Dal punto di vista architettonico l'edificio si presenta come un grande parallelepipedo sospeso sopra un altro costituito da cemento armato e rivestito da lastre di vetro alte 5 metri. Il parallelepipedo sospeso è coperto interamente da pannelli di acciaio distribuiti in maniera sfalsata e irregolare in modo tale da creare dinamicità di luci e ombre con ciò che viene riflesso dai pannelli stessi. L'uso dell'acciaio, grazie alle riflessioni e al suo colore freddo, ricorda il ghiaccio che ben si sposa con l'ambiente olimpico torinese del 2006.   

L'interno è composto da quattro livelli
- il secondo interrato, a 7 metri sotto terra, ospita la pista da hockey e i locali di servizio;
- il primo interrato, a 4 metri sotto terra, ospitava le famiglie olimpiche, i media e le federazioni sportive;
- il piano terra è destinato agli accessi e alla distribuzione e movimentazione delle tribune;
- il piano primo, a 6 metri di altezza, ospita il ballatoio di distribuzione e il servizio ristoro.



Come è utilizzato questo edificio a 10 anni dalla sua costruzione?
Il Palasport è tutt'ora utilizzato per numerosi eventi culturali: spesso viene utilizzato per concerti da star internazionali e nazionali, per spettacoli teatrali e come palazzetto dello sport. 
Ciò è possibile grazie alla progettazione di Isozaki che pensò al futuro di questo edificio rendendolo flessibile e versatile. Infatti le tribune sono mobili, ovvero possono spostarsi favorendo un maggiore spazio a livello della pista, come anche il palco e le pareti interne. Il pavimento, grazie ad un sistema idraulico è in grado di risalire e "impacchettare" le tribune per dimezzare i posti a sedere.
L'acustica dell'ambiente è stata progettata per soddisfare i tanti usi possibili: i pannelli in alluminio macroforati all'interno della pista sono fonoassorbenti, regolando la diffusione del suono. 

Insomma, il Palasport è ampiamente usato anche oggi, non ha perso il suo utilizzo principale, ma soprattutto è in grado di soddisfare a pieno le richieste culturali della città!

Curiosità

Per quanto possa sembrare non poi così grande esternamente, il Palasport olimpico contiene fino a 12.300 posti a sedere superando il Mediolanum Forum di Assago (Milano) e il PalaLottomatica di Roma. Con questo numero si è giudicato il posto come più grande palasport d'Italia!

Shake Your Mind!

Fonti testo:
- Anna Sartea (a cura di), I Maestri dell’Architettura, Arata Isozaki, Hachette, Milano 2010

Fonti immagini:
1) nba24.it
2) guidadiviaggio.it