Effetto olimpiade: il villaggio olimpico

Torniamo in pista con la rubrica "Effetto Olimpiade", ovvero come gli edifici sono cambiati dopo 13 anni dalle Olimpiadi del 2006 di Torino.
Dopo aver parlato del Palasport Olimpico e dell'Arco Olimpico, oggi ci focalizziamo sul Villaggio Olimpico.

Il villaggio olimpico è stato costruito durante le Olimpiadi del 2006 per ospitare gli atleti di tutti i Paesi partecipanti. Posto affianco all'Arco e agli ex Mercati Generali, il villaggio si compone di una trentina di palazzine distribuite a scacchiera sul territorio, con i fronti in linea lungo via Pio VII a ovest e via Carlo Bossoli a sud e i fronti aperti a nord verso i Mercati Generali e a est verso la collina.


L'area del villaggio è stata divisa in tre lotti distinti assegnati ognuno a differenti gruppi di progettazione provenienti da tutta Europa:

- il primo lotto a nord è stato affidato a Otto Steidle, Diener + Diener e all'Atelier Krischanitz;
- il secondo lotto, in mezzo, è stato affidato a Benedetto Camerana (coordinatore dell'intero progetto del villaggio olimpico), Giorgio Rosental, Ortner + Ortner e Hilmer + Sattler;
- il terzo lotto a sud è stato affidato a Derossi Associati, Giorgio Rosental ed Emilio Barone.

La differenze tra i vari studi di progettazione è ben visibile sopratutto tra gli edifici lungo le vie Pio VII e Carlo Bossoli del terzo lotto rispetto alle palazzine al centro dell'area di intervento. 
Infatti, gli edifici del lotto 3 visivamente sono caratterizzati dall'uso dei mattoni facciavista, dal legno ad uso frangisole, dall'intonaco bianco e dagli elementi metallici in verde.
Gli edifici degli altri due lotti, invece, sono simili fra loro, nonostante se ne siano occupati studi di progettazione diversi, e hanno facciate completamente intonacate e tinteggiate con i colori primari ovvero il giallo, il rosso e il blu (oltre al bianco).


Dal punto di vista tecnico, le palazzine sono state progettate secondo i principi della sostenibilità:

- tutti gli edifici sono dotati di pannelli fotovoltaici e solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria ed elettricità e sono collegati, inoltre, al teleriscaldamento;
- è presente un sistema di recupero delle acque piovane per l'irrigazione delle aree verdi;
- all'interno del villaggio è esclusa la circolare veicolare;
- i frangisole sono una scelta atta a migliorare il confort termico e visivo all'interno delle abitazioni.

Oggi gli edifici sono destinati ad abitazioni sociali, uffici dell'Arpa e a foresteria per studenti.
Il villaggio è quindi ancora utilizzato per i gruppi di persone con maggiori difficoltà economiche, anche se è stato oggetto (e lo è tuttora) di dispute sociali che si spera possano terminare presto.

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Fonti testo:
- museotorino.it
- archilovers.com

Fonti immagini:
1) Villaggio olimpico - Lotto 2 (flickr.com - Luca Galli)
2) Villaggio Olimpico - Lotto 3 (flick.com - Dante Giorgio Guazzo)
copertina) Foto personale