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Effetto Olimpiade: l'arco olimpico

Eccoci ad un'altra puntata della rubrica "Effetto Olimpiade", ovvero come gli edifici sono cambiati dopo 11 anni dalle Olimpiadi del 2006 di Torino. 
Oggi parleremo dell'arco olimpico, che non è decisamente un edificio, ma è sicuramente un elemento che spicca sul paesaggio torinese.

L'arco olimpico è stato realizzato come elemento complementare alla passerella pedonale d'unione tra la zona est e ovest della città attraversata dal trincerone ferroviario. Il concorso è stato vinto dal team dello Studio Benedetto Camerana, un architetto importante nell'ambiente architettonico torinese, che grazie ad un gruppo internazionale di progettisti ha dato vita a qualcosa che ha convinto la commissione giudicatrice.

Il progetto principale trattava, dunque, la passerella pedonale di collegamento tra gli ex-mercati generali (anch'essi oggetto di ristrutturazione per le olimpiadi e dei quali parleremo prossimamente) e il rinnovato Lingotto. E' sempre stato chiaro, però, che la passerella dovesse avere un elemento che la contraddistinguesse e rimanesse un simbolo nel tempo. Per questo motivo l'architetto Camerana ha chiamato il progettista Hugh Dutton a contribuire con il suo genio, alla progettazione di simbolo. 

Il progetto dell'arco ha avuto da subito alcuni elementi principali:
- richiamare gli archi degli ex-mercati generali;
- divenire un simbolo, un passaggio dalla città industriale a quella della tecnologia e dei servizi;
- utilizzare metodi innovativi che lo facessero sembrare incredibilmente leggero.

L'opera strutturale nel complesso non fu semplice da applicare a causa del passaggio continuo dei treni nel trincerone. Costruzione e trasporto hanno convissuto per tutto il tempo, ad eccezione di una sola notte, quando il traffico ferroviario è stato interrotto per alcune ore per il posizionamento della struttura principale. 
La passerella è stata realizzata in acciaio, sostenuta da pilastri che si diramano a V e da travi reticolari ove poggia il percorso pedonale vero e proprio. Per evitare cadute accidentali, l'intera passerella ha reti di sicurezza alte 2,50 m, è lunga circa 400 m e alta 11,8 m. 


L'arco, alto 69 m e largo 55 m, appoggia su strutture in cemento armato ed è caratterizzato dal fatto dell'avere una configurazione geometrica parabolica e dall'essere inclinato. A mantenere in piedi e a stabilizzare l'arco sono gli stralli, ovvero cavi in acciaio ad alta resistenza o in fibra di carbonio (uno strallo è composto da più cavi intrecciati tra loro).
Il rapporto dell'arco con i 32 stralli installati (di lunghezza massima 113 m e diametro massimo 75 mm) è lo stesso che è presente nelle ruote delle biciclette: il cerchione sostiene il peso della bici e del ciclista grazie ai raggi collegati alla struttura principale. Allo stesso modo l'arco olimpico è stabilizzato dagli stralli e la sua inclinazione ottimizza l'angolo dei cavi e quindi la loro resistenza a trazione.


Dopo 11 anni dalle Olimpiadi, l'arco olimpico è diventato un simbolo della città di Torino, un elemento ben visibile nello skyline torinese grazie anche al suo colore rosso acceso che lo caratterizza. Ancora oggi la passerella è utilizzata per il flusso di persone dalla zona est a quella ovest della città, che permette di ammirare Torino da uno spazio libero dagli edifici.



Curiosità
L'arco olimpico pesa 460 tonnellate, le fondazioni pesano 182 tonnellate. Il peso totale dell'intera costruzione (arco e passerella) è di 660 tonnellate.

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Fonti testo:
- divisare.com
- it.spaziomondo.com

Fonti immagini:
1) haf.paris.com
2-3) divisare.com
4) Foto di Elena Massa