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Fondazione Agnelli: l'edificio delle connessioni

"Non mi piace il passato se non per quel tanto che fissa la nostra identità. Io amo il futuro e mi piacciono i giovani. La mia vita è stata tutta una scommessa sul futuro."
Gianni Agnelli

Questa è la prima cosa che si può vedere una volta varcata la soglia della nuovissima sede della Fondazione Agnelli, fondazione senza scopo di lucro nata con lo scopo di "approfondire e diffondere la conoscenza delle condizioni da cui dipende il progresso dell'Italia in campo economico, scientifico, sociale e culturale" (cit. Statuto della fondazione). Il progetto di ristrutturazione, a cura dello studio Carlo Ratti Associati, rispecchia a pieno il pensiero di Giovanni Agnelli, infatti l'edificio è la concretizzazione del nuovo concetto di ufficio.


La Fondazione si compone di due edifici, il primo che affaccia sul Parco del Valentino è stato costruito nei primi anni del XX secolo ed è stato la residenza di Giovanni Agnelli, il secondo, attaccato al precedente, è stato costruito intorno al 1960 su progetto dell'architetto Amedeo Albertini, successivamente rimaneggiato anche dagli architetti Gabetti e Isola, e insieme al primo ebbe la funzione di hub sperimentale.
L'ultima ristrutturazione di questo luogo ha visto l'architetto Carlo Ratti mettere in pratica tecnologie decisamente innovative per i nuovi uffici della Fondazione. La parola chiave che si può utilizzare per questo luogo è "connessione". E con "connessione" non intendo solo quella virtuale attraverso internet, ma anche fisica e addirittura temporale. 


Connessione temporale

Iniziamo con la connessione temporale, quella che si percepisce immediatamente appena si varca l'ingresso dell'edificio lungo Via Giacosa. La porta scorrevole si apre e ci troviamo nella zona filtro vetrata ove possiamo vedere, oltre alle piante decorative e una grande pietra che crea un'ambiente decisamente zen, un pilastro in cemento armato grezzo, segno della vecchia fabbrica. La struttura storica dell'edificio è ben visibile anche nell'area di co-working al piano terra, un grande open space che ospita il Talent Garden e che ha tutta l'aria di un edificio industriale, simbolo di creazione. Inizialmente quest'area era completamente chiusa con piccoli uffici, ma i muri divisori sono stati eliminati per permettere la formazione di un ambiente più luminoso, aperto e a contatto con il passato della costruzione e i suoi materiali.
Altra connessione temporale è quella tra i due edifici: attraverso due porte si passa dallo stile industriale a quello elegante novecentesco che si mescola con elementi contemporanei aggiunti con la ristrutturazione di quest'anno. 
La storia è decisamente palpabile con la vista e con il tatto e questa interazione prosegue in tutti piani dell'edificio.


Connessione fisica

La connessione fisica avviene tra l'edificio e l'esterno, tra i vari piani della struttura e tra i luoghi di lavoro. In che modo tutto ciò? In primis la connessione tra edificio ed esterno avviene attraverso la nuova caffetteria, un cubo vetrato che fuoriesce dal corpo principale per relazionarsi alla città essendo accessibile a tutti i cittadini. I fruitori della Fondazione possono vantare la possibilità di estendere il loro luogo di lavoro anche nel giardino che circonda l'edificio poichè esso è dotato di wifi e zone di ombra che offrono perfetto relax.
La connessione tra i vari piani dell'edificio, invece, è particolarmente evidente tra i piani primo, secondo e terzo della manica del 1960 poichè i progettisti hanno pensato di creare dei fori nei solai e "riempirli" con delle reti pedonabili! Questa zona è decisamente stimolante a livello creativo, rilassante e divertente, perfetta per una pausa o per dare vita a nuove idee. E' come tornare ad un tratto bambini! 
Attraverso le reti è possibile comunicare con le persone che passano al piano inferiore o superiore!
La connessione tra i luoghi di lavoro, infine, è quella del grande openspace del Talent Garden o ancora quella degli uffici nella vecchia residenza Agnelli, dove le porte sono in vetro e anche alcuni box ad uso ufficio sono completamente vetrati. 



Connessione virtuale

Questa connessione è probabilmente quella che lascia maggiormente senza parole! Tutti gli uffici sono dotati di un sistema tecnologico che permette di modificare la climatizzazione e l'illuminazione dall'individuo che usufruisce dello spazio attraverso semplici comandi. In questo modo è possibile per chiunque personalizzare la propria area di lavoro secondo i propri bisogni, quindi niente caldo opprimente d'estate o freddo d'inverno, ad esempio! Nel momento in cui il luogo di lavoro viene lasciato libero il sistema va in stand by riducendo il consumo di energia. In versione beta è anche presente una app per smartphone che permette di prenotare sale riunioni o postazioni negli spazi di co-working, o ancora di geolocalizzare all'interno dell'edificio gli utenti, migliorando così la produttività lavorativa.
In ultimo, dotata di sistemi tecnologici è la caffetteria dove una parete di piccoli schermi mostrano immagini di Torino oltre a una serie di numeri progressivi e che, al momento della pronta ordinazione, lo schermo indicante il numero della propria prenotazione si apre per permettere di prendere ciò che si è ordinato. E ancora i cestini, divisi per la raccolta differenziata, hanno sportelli meccanizzati per aprirsi quando ci si avvicina per buttare l'immondizia!


Insomma, questa nuova ristrutturazione è decisamente unica nel suo genere (almeno a Torino!) e apre le porte al futuro degli uffici nel mondo lavorativo.

Shake Your Mind!

Fonti testo:
- www.carloratti.com
- www.fga.it

Fonti immagini:
1-5) Foto di Elena Massa 
(copertina) www.fga.it