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I Tetti Blu nella "Seconda Rivoli"

Come sanno tutti gli abitanti di Rivoli, la città è divisa in due parti: Rivoli centro e Rivoli Cascine Vica, separate dal cimitero lungo corso Francia che funge da confine. La "seconda Rivoli" è nata nel '900 e si è sviluppata soprattutto negli anni del dopoguerra espandendosi a macchia d'olio grazie all'insediamento delle industrie. Durante gli anni '50 e '70, a causa del cosiddetto boom economico, lo sviluppo residenziale prende il via verso un'urbanizzazione senza regole e del tutto disorganizzata. Un Piano Regolatore Generale Comunale verrà istituito soltanto agli inizi degli anni '70 lasciando nel frattempo che si crei un enorme quartiere-dormitorio privo di identità. In un contesto simile, però, negli anni '80 nacque un'area che si discosta dalla casualità urbanistica di Cascine Vica, per lasciare spazio alla progettazione vera e propria di un grande isolato: i Tetti Blu.



Questo complesso si trova tra la tangenziale nord, via Sestriere, via Tevere e via Pellice. E' stato costruito tra il 1982 e 1988 e il progetto è opera di due grandi architetti che hanno lasciato una forte impronta sul territorio torinese: Roberto Gabetti e Aimaro Isola.
I Tetti Blu (così chiamato per il caratteristico colore della copertura in lamiera di buona parte degli edifici) è studiato come un enorme isolato rettangolare ove i confini sono segnati dalle abitazioni e il centro è costituito da un grande parco. Quest'ultimo è il fulcro che tiene insieme tutto il resto: è stato pensato come zona aperta a tutti, uno spazio che si discosta dall'urbanizzazione incontrollata e invivibile e lascia scoprire agli abitanti un luogo di relax e socializzazione. 

Per quanto riguarda gli edifici, essi sono stati progettati per soddisfare tutte le richieste abitative, si passa quindi dall'avere torri di 6-8 piani a soluzioni a schiera con alloggi triplex (appartamenti su 3 piani). All'interno del parco, vialetti privati si diramano dagli edifici più bassi per poi sfociare nelle più grandi arterie di "traffico" pedonale. La destinazione residenziale è differenziata, in quanto il 30% è di tipo economico popolare, il 15% è edilizia convenzionata e il restante è destinato a edilizia a libero mercato.
Dal punto di vista strutturale ed estetico, gli edifici hanno copertura mono falda (cioè il tetto ha un'unica inclinazione) ciò permette di generare grandi loggiati aerei sostenuti da puntoni metallici che caratterizzano anche visivamente la costruzione. Ai piani più alti delle torri, alcuni balconi tra due edifici contigui, si uniscono formando delle passerelle aeree di forte impatto estetico. 
Tutto il complesso di edifici è rivestito con mattone paramano faccia a vista che segue disegni precisi lungo le facciate e si fonde occasionalmente con le balconate pensili metalliche, sfociando in un contrasto piacevole all'occhio. 

Insomma, questo grande isolato è un piccolo esempio nella seconda Rivoli che si discosta dall'intensiva costruzione confusionale dell'epoca industriale, lasciando spazio alla qualità progettuale, alla funzionalità abitativa e rispettando in concetto di vivibilità.

Fonti testo:
- Nicola Gallino, Edoardo Zanone Poma, Rivoli insolita, guida alla scoperta della città, Città di Rivoli 2010
- Angelo Detragiache (a cura di), Dalla città diffusa alla città diramata, Franco Angeli, Milano 2003

Fonti immagini:
1) www.youtube.com
2) www.westitaly.net
3-4) Nicola Gallino, Edoardo Zanone Poma, Rivoli insolita, guida alla scoperta della città, Città di Rivoli 2010