Immagine Header

Ignazio Gardella e il dispensario antitubercolare

"L’architettura di tipo razionalista si propone di utilizzare forme razionali che abbiano un senso e una logica a discapito di forme meramente decorative e inessenziali. Nel Razionalismo si sposano logiche costruttive e di abitabilità."
 - Jacopo Gardella -

Ignazio Gardella (Milano 1905 - Oleggio 1999), padre di Jacopo Gardella, è stato un architetto, figlio di una famiglia di architetti e ingegneri civili, che ha vissuto gli anni del Fascismo, delle Guerre Mondiali e dell'ingresso in Italia del Razionalismo. Questo movimento architettonico nasce in Germania negli anni Venti e si diffonde dopo qualche anno anche in Italia. Al contrario dell'architettura della tradizione, più classica, il Razionalismo punta alla semplificazione degli elementi architettonici per dare maggiore rilievo alla funzionalità.
Ignazio Gardella fu tra i primi architetti ad accogliere questo nuovo modello di architettura nel nostro Paese e a progettare edifici in questo stile. Le sue opere seguono ciò che per lui era importante: costruire edifici perché durino nel tempo, che siano utili per la comunità e fornire risposte adeguate al tema di ogni progetto.

Con questi principi una delle sue prime opere rimane tra le più famose e significative tutt'ora, ovvero il Dispensario antitubercolare di Alessandria.

Il Dispensario antitubercolare è un luogo di prevenzione e analisi preventiva contro la tubercolosi, molto diffusa negli anni '30. In sostanza era il luogo dove i pazienti venivano radiografati per individuare i sintomi della malattia.
L'edificio venne realizzato tra il 1934 e il 1938 e si compone di un parallelepipedo posto in orizzontale, concepito da moduli in pianta di 35 x 35 cm e in altezza di 25 x 35 cm e di due piani fuori terra e uno seminterrato con orientamento est-ovest parallelo ai lati lunghi. L'ingresso avviene al piano terra tramite una scala e si entra in una grande sala d'attesa con ambulatori circostanti, al piano primo la distribuzione è molto simile, ma sono presenti gli uffici amministrativi al posto degli ambulatori che si affacciano sul solarium esterno.

I materiali usati per l'intera struttura sono il cemento armato, il mattone, l'intonaco, il vetro e il vetrocemento.

 
La facciata principale, dalla quale si accede all'edificio, è suddivisa in tre parti scandite dalle solette interpiano. Il piano seminterrato è caratterizzato da mattoni in vetrocemento e da una finestra a nastro. Il piano terra rialzato è caratterizzato da due file di finestre a nastro intervallate da blocchi in vetrocemento, lasciando in muratura piena una parte della facciata; al piano superiore la corrispettiva area priva di finestre del piano sottostante viene qui riempita con vetrocemento e una finestra a nastro corre lungo la facciata fino a circa metà edificio. Questa facciata termina con un motivo in mattoni in corrispondenza del solarium. 
L'alternanza di materiali non è casuale, ma riprende il concetto di modulo già presente all'interno. 

La presenza del vetrocemento, delle finestre a nastro e dei mattoni posizionati in modo tale da creare un motivo forato permettono di far filtrare una grande quantità di luce naturale all'interno dell'edificio.


Attualmente l'edificio viene utilizzato come poliambulatorio, quindi ha mantenuto la sua funzione sanitaria.

Nonostante gli anni della Grande Guerra in cui il regime fascista puntava su un'architettura più tradizionalista con forme riprese dal passato imperiale, Ignazio Gardella riuscì a progettare e permettere la costruzione del dispensario in stile razionalista, lasciandoci un elemento importante della storia architettonica italiana di quei tempi.

Curiosità:

- Essendo che i fascisti non amavano e non capivano a pieno questo tipo di architettura, Ignazio Gardella presentò il progetto del dispensario alla commissione con disegni poco dettagliati. Quando l'edificio era in procinto di essere terminato, le autorità fermarono i lavori perché si resero conto che la realtà era molto diversa dal progetto originario. Solo grazie al senatore Teresio Borsalino, fascista più di nome che di fatto, l'edificio poté essere concluso come era stato ideato fin dall'inizio.

- Molti degli edifici progettati da Gardella hanno avuto una vita difficile: una buona parte è stata demolita o alterata a causa del disinteresse da parte dell'amministrazione o proprietari degli immobili che non hanno appreso a pieno la qualità architettonica. Quindi si sono verificati episodi di cambio del colore originario delle facciate, costruzione di sopraelevazioni del tutto inadeguate con le strutture originarie, modifiche sostanziali delle distribuzioni interne e delle facciate esterne. 
Fortunatamente, però, il Dispensario antitubercolare è stato restaurato negli anni Novanta riportando l'intera struttura allo splendore originario!

Shake Your Mind!

Fonti immagini:
1) acmaweb.com
2) architetturacatania.blogspot.it
3) artefascista.it
4) pinterest.com

Fonti testo:
- www.treccani.it
- architetturacatania.blogspot.it
- "Quando l'architettura era razionale" e "Ignazio Gardella, l'innovatore che fronteggiò il fascismo", di Mario Bocchio, in Notizie (rivista), N° 4, Dicembre 2016, Torino