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Il Castello di Rivoli: tutto ciò che non sapevi, dalle stalle alle stelle!

Tutti noi conosciamo bene il Castello di Rivoli, il simbolo della città, in cima alla collina morenica, con un passato regale e ora famoso museo. Ma primo di diventare ciò che è ora, il castello ha subito numerose trasformazioni ed è stato protagonista di molte vicissitudini che ne hanno determinato l’aspetto attuale.



In breve, il castello sorge sui resti di un antico castello medievale, che era stato rimaneggiato da Emanuele Filiberto per essere adattato a residenza della Casa Sabauda nel 1600. Il complesso di Rivoli doveva essere una residenza coronata da quattro torri angolari e con un lungo edificio, la Pinacoteca del duca, quella che oggi conosciamo con il nome di Manica Lunga. Il progetto fu affidato a Carlo di Castellamonte e successivamente al figlio Amedeo di Castellamonte nel 1644 che termina la costruzione del castello e buona parte della Manica. Nel 1693 l’edificio subisce i primi danni dovuti all’incendio causato dai francesi durante la guerra. Nel 1713 il famoso architetto Filippo Juvarra venne incaricato da Vittorio Emanuele II di procedere con un nuovo progetto del castello. Quest’ultimo prevedeva un nuovo castello senza la presenza della Manica Lunga. I lavori si fermarono nel 1718 per mancanza di soldi lasciando incompiuto il cuore del castello, ovvero l’atrio d’ingresso. I Savoia decisero nel 1883 di affidare l’edificio al Comune di Rivoli il quale lo usò in diversi modi: vi alloggiò un battaglio di fanteria, durante le Guerre Mondiali venne occupato da truppe tedesche, frazionato in alloggi per senza tetto e altre destinazioni improprie quali una segheria, un negozio di alimentari e stalle per animali. Un vero e proprio abbandono di un grande edificio incompiuto!

Soltanto nel 1978 la Regione Piemonte ha preso a cuore il castello e ha deciso di intervenire per trasformarlo in un museo. Il castello presentava degradi significativi: la vegetazione aveva invaso i terrazzi, i muri erano intrisi di umidità, mancavano diversi infissi determinando la rovina di molte decorazioni, pavimenti e arredi. Il tema del restauro è stato quello di fissare una situazione storicizzata, anche se frammentaria, lasciando i segni delle vicissitudini patite dall’edificio nel corso dei secoli. Tutto è stato conservato nella sua incompletezza, ciò che era stato mutilato dal tempo è stato risanato evitando di reinventarne le parti mancanti.

Curiosità sul restauro:

- l’entrata attuale alle due parti del castello doveva essere il grande atrio d’ingresso e sono in parte presenti le basi delle colonne che dovevano sostenere archi e volte. Adesso a terra, è stata riportata la pianta dell’atrio seguendo il disegno di Juvarra attraverso l’uso di pietre bianche. Ciò è ben visibile dalla piccola scatola in acciaio e cristallo che sporge dalla grande parete in mattoni sul lato ovest;



- l’ingresso della Manica Lunga è una vetrata che specchia la scala d’ingresso al castello questo per ricordare che ci sarebbe dovuta essere una scala speculare a quella esistente;

- nel castello, la grande scala in acciaio e vetro è appoggiata da un lato ai piani intermedi e dall’altro lato è appesa tramite cavi in acciaio a una trave che regge l’intera struttura. Essa è stata costruita fuori opera (ovvero non direttamente all’interno dell’edificio) e calata successivamente dall’alto mentre era ancora in corso il rifacimento del tetto;

- recentemente è stata scoperta la cisterna dell’acqua nel piazzale est progettata da Juvarra di diametro 11 metri e profondità 3,5 metri;

- il restauro ha seguito i principi della reversibilità, ovvero ogni nuovo oggetto (come le scale) ha una propria autonomia strutturale non gravando sull’esistente, quindi potrebbe essere rimosso senza problemi.

Il detto dice “Dalle stelle alle stalle” ed è stato proprio così per il castello, ma successivamente è tornato alla luce il suo splendore “dalle stalle alle stelle”. Da grande edificio regale mai concluso è diventato un magazzino per gli usi più disparati, fino alla sua conclusione in grande Museo d’Arte Contemporanea tra i più importanti a livello mondiale, tra i restauri più ben fatti nel territorio e bene protetto dall’UNESCO.

Stay tuned!


Fonti immagini:
1) artslife.com
2) Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, la residenza sabauda, la collezione, Umberto Allemandi & C. e castellodirivoli.org
3) Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, la residenza sabauda, la collezione, Umberto Allemandi & C.
4) Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, la residenza sabauda, la collezione, Umberto Allemandi & C. e castellodirivoli.org
5) Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, la residenza sabauda, la collezione, Umberto Allemandi & C.