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Il Parco del Valentino: meta perfetta per la festa degli innamorati

Vi siete dimenticati di San Valentino e non sapete cosa fare per impressionare anche quest’anno la vostra ragazza? Sembra banale come suggerimento, ma niente è più bello che una bella gita al Parco del Valentino. L’atmosfera è assolutamente romantica: il fiume Po, i sentieri sulla collina, la bella vista, il prato, le fontane, un Borgo Medievale (anche se sapete che è fittizio se avete letto questo articolo) e ovviamente il Castello!



Il parco del Valentino è il più antico della città di Torino, vede la sua nascita agli inizi del 1600 come proprietà del castello omonimo, progettato dall’architetto Carlo Cognengo di Castellamonte nel 1630 e proseguito dal figlio Amedeo di Castellamonte nel 1660. Essendo un parco privato era racchiuso all’interno delle mura del castello, ma nella seconda metà dell’800 la situazione cambiò.

La città inizia a cambiare le proprie abitudini, aumentano le abitazioni e i nuovi cittadini hanno bisogno di un luogo di svago e maggiore salubrità. È in questo periodo che la municipalità pensa alla possibilità di dare una nuova concezione all’idea di parco, intendendolo non solo privato ma anche pubblico e quindi usufruibile da tutti. Dopo l’abbattimento delle mura voluto da Napoleone, nel 1854 il Comune di Torino acquistò la parte settentrionale dei giardini nei pressi del castello e venne bandito un concorso per cercare l’architetto paesaggista che si sarebbe occupato della realizzazione del primo parco cittadino. Vinse il concorso Jean-Baptiste Kettman che diede al parco un’impronta a struttura mista, ovvero unì la struttura all’italiana (o francese) con quella inglese.

Il giardino all’italiana (o francese) è caratterizzato da sentieri lineari, con la presenza di assi principali e da suddivisione geometrica degli spazi ottenuta grazie ad aiuole, siepi e filari di alberi; importante in questo tipo di struttura è la prospettiva e i fondali a ricordare le scenografie teatrali. Al contrario, il giardino all’inglese lascia spazio alle linee sinuose e alla casualità naturale, con grande uso di ruscelli, tempietti, grotte, alberi, grandi spazi aperti dedicati ai prati oppure con carattere più selvaggio. Kettman, utilizzando entrambe le tecniche di progettazione del giardino, ha pensato il parco con grandi assi rettilinei e sentieri secondari curvilinei. Il parco venne inaugurato nel 1858. Il completamento del parco avvenne dopo l’acquisto della rimanente parte sud nel 1864 e si concluse definitivamente nel 1871.

Questo parco ha da sempre una vocazione per le esposizioni nazionali e internazionali, tra le più importanti l’Esposizione Generale Italiana del 1884 che vede nascere il Borgo Medievale.

Curiosità:

- Il nome Valentino è di origine incerta, sono due le versioni che sostengono gli studiosi, ma entrambe legate proprio alla festa degli innamorati. La prima afferma che si celebrava il 14 febbraio una grande festa galante in cui ogni dama chiamava il cavaliere Valentino. La seconda è legata alle reliquie di San Valentino (che ha dato origine alla famosa festa tutt’ora simbolo degli innamorati) che pare siano state conservate nella chiesa di San Vito sul lato opposto al parco, aldilà del Po.

- Il parco è stato anche nominato in un canto popolare torinese dal titolo Piemontesina Bella. La strofa dice « …ricordi quelle sere passate al Valentino, col biondo studentino, che ti stringeva sul cuor… ».

Video del canto popolare Piemontesina Bella

Shake your mind!

Fonti testo:
- http://www.mondovi.polito.it/docenti/mela/dwld/RELAZIONE_Parco%20del%20Valentino.pdf
- http://www.comune.torino.it/verdepubblico/patrimonioverde/parchi-giardini/valentino/valentino.shtml
- http://www.museotorino.it/view/s/b583c61885d64408b96808012bd46217
- http://www.pianetatorino.it/valentino1.htm

Fonti immagini:
1) www.museotorino.it
2) www.osservatoriodelpaesaggio.org