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Il sistema Panopticon: l'esempio delle carceri Le Nuove di Torino

Che cos'è il Panopticon o Panottico? Forse ne avete già sentito parlare, ma per capire esattamente il principio che sta alla base di questo sistema bisogna tornare indietro di un pò di anni.

Nel XVIII secolo iniziò una profonda riflessione riguardo il sistema penitenziario finora utilizzato e le finalità della carcerazione. Fino a quel momento il carcere era stato pensato come un luogo di punizione dove il detenuto doveva subire le peggiori pene per espiare le sue colpe. Il primo a porre un punto interrogativo sui metodi adottati fu Cesare Beccaria, illuminista italiano, che con il suo saggio Dei delitti e delle pene scrisse un'analisi politica e giuridica contro la tortura e la pena di morte. Il suo contributo portò ha un lungo dibattito politico e filosofico dove in molti cercarono di stabilire quali potessero essere le esigenze dei carcerati dal punto di vista umano e altri puntarono alla riorganizzazione architettonica del carcere vero e proprio. Tra questi ultimi emerse l'inglese Jeremy Bentham che nel 1786 inventò il Panopticon.

Il Panopticon ha una struttura ben precisa: l'edificio ideale ha forma in pianta circolare al centro della quale si trova una torre vedetta e le celle singole sono disposte tutte intorno ad essa lungo il confine del cerchio. Ogni cella ha due sole aperture: la prima si affaccia verso l'interno e quindi sulla torre vedetta, la seconda verso l'esterno per dare luce alla cella.
La torre vedetta ha i vetri schermati in modo tale che i detenuti non possano sapere se sono o meno controllati durante il giorno e la notte. Le celle hanno una conformazione tale da costringere il carcerato ad un completo isolamento. Questi due ultimi elementi caratterizzanti il Panopticon sono fondamentali per l'espiazioni delle colpe del detenuto poichè il sapere essere osservati induce i carcerati a rispettare la disciplina e l'isolamento favorisce il pentimento evitando l'abuso di strumenti di tortura.


E ora veniamo a Torino
Il carcere giudiziario Le Nuove è stato costruito tra il 1862 e il 1870 e progettato dall'architetto Giuseppe Polani ispirandosi al sistema Panopticon. L'edificio, a differenza di quello ideale pensato da Bentham, è strutturato con uno schema in pianta a doppia croce dove dal corridoio centrale si diramano i bracci in cui sono ospitate le celle. Nei fulcri delle due croci sono presenti due corpi a tutta altezza a pianta ottagonale. 
Le celle erano state concepite per l'isolamento totale, come previsto dal Panopticon: 648 celle totali di dimensioni 4,00 x 2,00 m o 2,60 x 3,00 m, ognuna illuminata da una finestra posta a 2,10 m di altezza dal pavimento in modo da inquadrare solo il cielo e non permettere al detenuto di capire in che zona del carcere si trovasse.


Le carceri Le Nuove di Torino sono rimaste in funzione fino al 2005. Oggi una parte è stata restaurata e adibita a museo dove è possibile fare visite guidate sia diurne che notturne con il solo uso delle torce elettriche regalando un percorso molto suggestivo e, per i più sensibili, inquietante! 

Oltre a Torino, un esempio fedele all'ideale del Panopticon è quello del Presidio Modelo a Cuba, ormai totalmente abbandonato, ma estremamente interessante e d'effetto. 


Il Panopticon è stato quindi un'evoluzione dell'intero sistema carcerario, sia dal punto di vista umano che architettonico ed è applicabile tutt'oggi con le dovute modifiche in funzione dei cambiamenti legislativi e giudiziari.

Shake Your Mind!

Info:
- Carceri Le Nuove: https://www.museolenuove.it/

Fonti testo:
- www.tropismi.it
- www.museotorino.it

Fonti immagini:
1) wikipedia.org
2-3) museotorino.it
4) atlasobscura.com