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Le mura intorno Rivoli: ne rimangono solo due tracce

La nostra Rivoli, un tempo, come tante altre città, era circondata da mura. Forse molti di voi non lo sapevano perché non ci sono tracce visibili nel territorio, tranne due che si mimetizzano bene nel contesto storico cittadino.

Le prime documentazioni sulle mura di Rivoli risalgono al XII secolo quando lentamente i borghi rurali vengono in parte abbandonati per spostarsi verso il borgo centrale sulle pendici della collina morenica fortificata. La pianta urbanistica si compone di isolati rettangolari con edifici di due piani fuori terra disposti lungo una strada principale (l’odierna via Fratelli Piol). In questo periodo Rivoli è governata prima da signori locali (i primi dei quali si hanno notizie sono discendenti dei Marchesi di Ivrea) e poi dalla chiesa dal 1159; solo nel 1247 la città diventa definitivamente di proprietà sabauda. Rivoli era di grande interesse strategico perché era una delle tappe principali della via francigena ovvero la via che portava fino alla Francia passando per zone interessante dal pellegrinaggio come l’abbazia della Sacra di San Michele e quella di Novalesa. Era inoltre un punto strategico per il controllo dei valichi alpini. Ciò faceva si che la città fosse interessata da numerose guerre per la sua conquista.

Le mura, dunque, servivano propriamente come difesa del borgo e utile per fermare i pellegrini e fare pagare loro un pedaggio per l’attraversamento della città incrementando in questo modo l’economia locale.

Le mura erano aperte lungo il perimetro da sei porte: la Porta Sorda (sull’attuale via Grandi), la Porta Chiostra (su via Fiorito), la Porta di Media Nocte (lungo via Roma), la Porta di San Paolo (verso Alpignano), la Porta di San Martino (alla fine di via Grandi) e la Porta Strada (su via Piol, altezza di piazza Garibaldi).
Di queste porte solo una rimane a testimonianza di ciò che c’è stato, ovvero la Porta Sorda, che risale al ‘400.

Ma perché e quando le mura vennero abbattute?
La distruzione delle mura avvenne come conseguenza di diversi fattori a partire dagli inizi del ‘400: il prosperare di Torino come capitale del Piemonte, la guerra e il dominio francese e la peste.
Diventando Torino il nuovo centro di comando, Rivoli venne abbandonata progressivamente dalle grandi famiglie nobili. La città non rappresentava più una “capitale itinerante” ovvero un luogo dove i principi si insediavano per un determinato periodo che per Rivoli fu più lungo del normale per la sua posizione privilegiata. Lo spostamento dei Savoia diede inizio alla regressione sebbene non fu determinante poiché la città viveva una vita abbastanza autonoma rispetto al potere sovrano. Furono le vicende belliche a mettere in ginocchio Rivoli che fu vittima di numerosi attacchi da parte delle truppe francesi proprio per la sua posizione strategica. Il re di Francia Francesco I si batteva contro Carlo V imperatore per la successione del ducato di Milano. L’intero Piemonte era sotto attacco in mezzo a due fuochi nemici. Rivoli venne più volte saccheggiata e doveva ospitare anche le truppe, che portarono malattie quali la peste.

Dopo molti duri colpi, nel 1543 le mura cittadine vennero abbattute dall’esercito francese e così Rivoli smise di essere un borgo fortificato.

Ciò che rimane della testimonianza di Rivoli come fortezza è solo la Porta Sorda, come abbiamo detto in precedenza, e un piccolo tratto di mura con la presenza di un torrione all’interno del cortile di via al Castello 10. Dal punto di vista urbanistico la città conserva molte altre testimonianze del suo periodo medievale…ma di questo ne parleremo in un altro articolo!

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Fonti immagini:
1) Massimo Centini, Storia di Rivoli
2) Foto di Manuele Quintino
3)  N. Gallino, E. Zanone Poma, Rivoli insolita