NH Carlina: da albergo di virtù a hotel di lusso

A Torino sono tanti gli edifici storici che sono stati ristrutturati per essere riportati a nuovo splendore: abbiamo per esempio parlato delle OGR, della Fondazione Agnelli o ancora della Cascina Marchesa. Oggi vi voglio parlare dell'edificio che ancora in molti ricordano come Casa Gramsci, ovvero NH Carlina.


Cenni storici

Ci troviamo in piazza Carlo Emanuele II, che tutti i torinesi chiamano piazza Carlina, e più precisamente parliamo dell'edificio/isolato delimitato dalla piazza, via Maria Vittoria, via Santa Croce e via San Massimo.
Questo edificio nasce nel tardo '600 e venne eretto per diventare un Albergo di Virtù. L'Albergo di Virtù era stato fondato nel 1580 dalla Compagnia di San Paolo e aveva come funzione quella di "sbandire dall'ozio e dalla mendicità formando una compagnia detta della carità per ricoverare i poveri inabili al lavoro ed insegnare agli altri l'esercizio di un'arte" (Cibrario 1856, pp. 626-7); in sostanza dava un posto sicuro a chi non possedeva casa e insegnava loro un mestiere per poter guadagnare soldi ed essere indipendenti.

Il nuovo edificio costruito in piazza Carlina per ospitare l'Albergo, però, tarda nell'apertura e solo nel 1689 possono entrarvi i primi ospiti. Inizialmente la configurazione in pianta dell'edificio era a C con la manica principale verso la piazza, le altre due maniche su via Maria Vittoria e via Santa Croce e un muro di cinta chiudeva l'isolato su via San Massimo.

Purtroppo l'edificio, nonostante fosse stato aperto da pochi anni, nel 1721 risultava già in pessime condizioni. Successivamente vennero apportate modifiche sostanziali: venne fatta una prima sopraelevazione lungo la manica di via Maria Vittoria nel 1788, venne costruita la manica su via San Massimo intorno ai primi anni dell'800, nel 1843 venne progettata la sopraelevazione lungo la piazza e, infine, alla fine dell'800 venne innalzata la manica su via San Massimo.

L'edificio intorno alla fine dell'800 perse la sua funzione di Albergo di Virtù e nel 1902 venne venduto all'imprenditore Augusto Segre che, apportando ulteriori modifiche interne, lo adibisce a casa da reddito. E' grazie a questo periodo che l'edificio inizia a essere definito Casa Gramsci, perchè, tra il 1911 e il 1922 circa, il celebre Antonio Gramsci venne ad abitarci.

Successivamente, passata la II Guerra Mondiale, l'edificio venne ceduto alla Comunità ebraica da Silvio Segre, figlio di Augusto, destinandolo a ospizio israelitico fino al 1980 quando venne a sua volta dato in cessione alla Città di Torino divenendo casa popolare. Alla fine degli anni '90 l'edificio venne, infine, abbandonato completamente.


Dobbiamo aspettare fino alla fine degli anni 2000 per riprendere in mano questo edificio dimenticato. Nel frattempo, non essendo custodito, l'edificio ha ospitato abusivi che hanno acceso focolai, buttato immondizia, scritto sui muri e chi più ne ha, più ne metta!

La svolta

Finalmente la svolta arrivò grazie alla società di hotel spagnola NH che comprò l'edificio per trasformarlo nell'NH Collection Carlina. Questo acquisto fu discusso a lungo con manifestazioni di disaccordo da parte della cittadinanza vicina agli ideali di Antonio Gramsci. 

Ad ogni modo, l'edificio venne riqualificato e ristrutturato completamente e il lato positivo è che questo non è più un edificio abbandonato in mezzo alla città.


Il restauro e la ristrutturazione sono a opera dei progettisti architetti Federico De Giuli, Cristiano Pistis, Franco Fusari e Davide Dutto e ingegnere Gianni Vercelli. 
Il progetto si è basato su due concetti:
- le caratteristiche barocche dell'isolato;
- la transizione moderna della città all'inizio del XX secolo.
In questi due concetti alloggia anche il fondamentale rapporto che l'edificio avrebbe dovuto avere con il contesto urbano e i cittadini. 

Su queste basi, il cortile interno è diventato il cuore del progetto attorno al quale si basa tutto il resto. In particolare, sui portici del cortile sono state inserite due strutture in acciaio dotate di tende a rullo che vengono azionate per proteggere l'interno dal calore estivo. Sotto i portici, inoltre, sono stati predisposti i tavoli per la colazione degli ospiti e il cortile può essere utilizzato da chiunque per ricevimenti e feste.

All'interno sono stati recuperati tutti gli elementi originali che si sono conservati, come lo scalone di fianco al banco ricevimento di origine Ottocentesca, con bellissime ringhiere in ferro battuto. Le camere e l'arredamento sono minimali e sono stati usati materiali che ricordano l'edilizia residenziale di inizio '900, come le cementine bianche e nere dei pavimenti, la pietra di Luserna e il legno di rovere. 

All'ultimo piano la terrazza dona una splendida vista sulla cupola della Mole Antonelliana e ospita un cocktail bar accessibile a chiunque, anche per chi non è ospite dell'hotel. Inoltre, sono presenti piccoli orti dove vengono coltivate piante aromatiche utili ai cuochi del ristorante del piano terra, anche quest'ultimo accessibile al pubblico.


Infine, al piano terra era presente, già dall'origine, una cappella intitolata alla Vergine Maria della quale si conserva l'intera struttura e soprattutto i mosaici del pavimento; con la ristrutturazione è stata sconsacrata ed è diventata una sala conferenze.

Un altro edificio storico di Torino è tornato all'antico splendore, rispettandone i tratti originali, rendendolo accessibile al pubblico esterno e unendo la modernità con la storia.

Curiosità

- Durante la II Guerra Mondiale, l'angolo tra via San Massimo e via Maria Vittoria è stato bombardato distruggendo molti appartamenti dell'ultimo piano che sono stati successivamente ricostruiti;

- La struttura in acciaio sui portici del cortile sarà in futuro la base per un'installazione artistica a cura dell'artista torinese Enrico De Paris che vedrà grandi alberi e piante intrecciarsi con l'acciaio della struttura in un perfetto equilibrio tra uomo e natura;

- All'ingresso dell'hotel è inglobata nel marciapiede una targa in ottone che ricorda Silvio Segre e sulla facciata dell'edificio è presente una lastra in pietra in onore di Antonio Gramsci.

Shake Your Mind!

Fonti testo:
- Open House Torino;
- Luigi Cibrario, Storia di Torino, Torino 1856;
- Jacopo Bernardi, Cenni storici sull'Albergo di Virtù in Torino (estratto dall'Appendice del Calendario Generale del Regno del 1858), Torino, 1858

Fonti immagini:
1) e copertina: foto personale;
2) www.lastampa.it;
3-6) Foto di Simone Cavuoti