Immagine Header

Per fare casa ci vogliono tanti alberi!

Viviamo in periodi duri dal punto di vista dell'inquinamento: i valori del pm10 nell'aria sono quasi alle stelle e Torino e città limitrofe corrono ai ripari con blocchi delle automobili e domeniche ecologiche. Come abbiamo già raccontato in questo articolo, l'architettura, purtroppo, gioca un ruolo fondamentale nella produzione di CO2, ma l'obbiettivo principale è trovare nuove soluzioni per ridurre al massimo questo gas.
A far fronte a questo problema è subentrata una moda ormai consolidata dal 2014: i grattacieli verdi!


Abbiamo già visto sulla settimana tematica sul cibo come l'idea del verde sugli edifici abbia origini antiche e in particolare la produzione di orti verticali sia all'ordine del giorno. Abbiamo avuto modo di conoscere anche l'edificio costruito a Torino, 25 Verde, un vero e proprio isolato composto principalmente da piante, ma il vero boom che ha dato avvio alla tendenza internazionale di restituire alla natura ciò che gli edifici hanno occupato è stato l'architetto Stefano Boeri con il suo Bosco Verticale costruito a Milano. Questi due grattacieli sono diventati famosi in tutto il mondo per essere i primi costruiti per ospitare veri e propri alberi d'alto fusto (a differenza di 25 Verde, che non è un grattacielo) e nel 2015 hanno vinto il premio per il grattacielo più bello ed innovativo al mondo.

Bosco Verticale ha dato avvio ad una moda che sta contagiando tutti gli architetti!
In prima linea vediamo la Torre Tao Zhu Yin Yuan, in fase di realizzazione a Taipei (Taiwan), progettata dall'architetto francese Vincent Callebaut (che nel suo immaginario possono essere progettati solo grattacieli verdi!). Il termine per la sua costruzione è fissato per settembre del 2017 e ospiterà residenze. L'edificio prevede la piantumazione di 23 mila alberi in grado di assorbire 130 tonnellate di CO2 all'anno! Formalmente il grattacielo è pensato come una grande spirale composta da un corpo cilindrico centrale, che ospiterà gli ascensori e i parcheggi, e da due ali, che ospiteranno gli appartamenti, dove ogni piano sarà sfasato rispetto a quello soprastante e sottostante di 4,5°. 
Il grattacielo sarà, inoltre, dotato di pannelli fotovoltaici posizionati lungo le balconate e un sistema di recupero dell'acqua piovana.


Un altro esempio di grattacielo verde è il One Central Park, costruito a Sydney, in Australia. Lo studio di architettura Atelier Jean Nouvel ha progettato questo edificio nel 2014 ed esso si suddivide in due edifici caratterizzati da interi pannelli verdi in facciata di dimensioni e altezze diverse che si sommano ai giardini presenti sui balconi di ogni piano. L'idea di base era quella di portare il parco sottostante verso il cielo. 
Anche in questo caso l'obbiettivo è quello di ridurre le emissioni di CO2 e l'ombra delle piante sull'edificio contribuisce a consumi ridotti per il raffrescamento estivo.

Questi sono solo tre esempi della tendenza dei grattacieli verdi, che sembra essere uno dei modi più efficaci per rispondere ai problemi di inquinamento oltre che alla cementificazione eccessiva delle città e alla voglia di ritornare a vivere in mezzo alla natura, in grado di provocare benessere sia fisico che morale.
Concludiamo con questo pensiero di Vincent Callebaut:

“Nel 2050 saremo 9 miliardi di esseri umani sulla Terra e l’80% della popolazione vivrà nelle metropoli. E’ tempo di inventare nuovi stili di vita responsabili e di far tornare la natura nelle nostre città così da migliorare la qualità della vita e il rispetto dell’ambiente”.

Shake Your Mind! 

Fonti testo:
- stefanoboeriarchitetti.net
- rinnovavili.it
- domusweb.it

Fonti immagini:
1) gds.it
2) vincent.callebaut.org