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Reportage architettonico dal Salone del Libro

Si è concluso con grande successo il Salone del Libro 2017 con immensa gioia degli organizzatori e soddisfazione da parte degli espositori e dei visitatori. Anche gli incontri programmati sono stati molto apprezzati e in particolare vorrei fare un resoconto su due eventi inerenti l'architettura (ovviamente!).

Il primo si è svolto presso lo Spazio Prospettive Digitali il 20 maggio e si intitolava "Dal design alle città creative - verso Torino City of Design 2017". Tanti sono stati gli interventi durante l'incontro incentrato sulla scelta di Torino come città ospitante l'assemblea generale della World Design Organization sostenuta dall'UNESCO.
Tra il 15 e il 16 ottobre 2017 a Torino arriveranno organizzazioni di design da tutto il mondo per comprendere come creatività e cultura siano essenziali per la trasformazione della città. A questo proposito Ezio Manzini, professore onorario al Politecnico di Milano, ha definito Torino come città dal forte potenziale turistico. Questo trend positivo è dovuto alla cultura definita tramite eventi di grande importanza come il Salone del Libro, il Salone del Gusto, etc. Queste sono iniziative che determinano un modo diverso di progettare la città al di fuori dell'urbanistica. L'organizzazione di questi eventi mette in moto un meccanismo socio-tecnico-economico che favorisce la trasformazione della città. Questa trasformazione è data da una progettazione indiretta, ovvero innescata da organizzazioni socio-culturali che favoriscono aggregazione di persone estremamente creative. A questo punto entra in scena il designer che con le sue capacità guida la società verso una migliore progettazione.
Luisa Bocchietto, presidente eletto della World Design Organization, su queste basi, ha definito Torino come esempio per le altre città poichè ha saputo trasformarsi da città industriale a luogo dell'innovazione e della cultura.
Inerente allo sviluppo delle città, Vittorio Salvoni, rappresentante di Fabriano città dell'artigianato, ha parlato di ricostruzione delle città riferendosi a quelle colpite dagli ultimi eventi sismici. Ha affermato che la ricostruzione fisicamente ha senso, ma senza lavoro le persone non possono tornare ai loro paesi d'origine, quindi è necessario proporre una nuova economia basata anche sulla cultura che favorisca lo sviluppo dei luoghi.
Ad appoggiare questo concetto si è aggiunto Gabriele Righi, rappresentante di Parma città della gastronomia, dicendo che la cultura sarà il motore trainante della trasformazione della città anche per uscire dalla crisi economica.
L'incontro è proseguito con la presentazione dell'esperienza di altre città d'Italia entrate nel progetto dell'UNESCO oltre quelle citate prima: Bologna città della musica e Roma città del cinema.
Il design per le città è consapevolezza del presente per la progettazione futura attraverso uno sviluppo urbano sostenibile.


Il secondo incontro avvenuto il 21 maggio è stato la presentazione del libro di Salvatore Settis "Architettura e democrazia" con la partecipazione, oltre dell'autore, dell'archistar Mario Botta e di Marco Travaglio, giornalista e saggista italiano. 
In questo libro l'architettura viene criticata duramente come se fosse messa sotto processo. Marco Travaglio subito si è accanito sulla cultura delle grandi opere, ovvero sui grandi edifici, e li ha definiti brutti, dispendiosi di denaro, energie e ambiente. Lui crede maggiormente alla cultura delle piccole opere che costano poco, sono belle e danno lavoro.
Mario Botta ha esordito dicendo che questo «libro è una spina nel fianco degli architetti» in quanto sono ritenuti i responsabili delle trasformazioni per il futuro, ma non lo possono prevedere totalmente. Botta sostiene che la crisi del sistema cittadino è dato dalla città diffusa che non ha più distinzione tra il centro, ovvero dove è nata la città, e il suo limite oltre il quale c'è la campagna.
Salvatore Settis è intervenuto a questo punto puntualizzando che la responsabilità di una cattiva architettura non è solo l'architetto, ma di tutti gli operatori che lavorano in questo campo. Settis pone l'accento su tre tendenze mondiali che sono un problema per le città:

1) L'espansione della città, ovvero la megalopoli;
2) La verticalizzazione degli edifici come retorica della modernità, ovvero come sintomo di sviluppo;
3) La perdita della centralità ha comportato la generazione di limiti interni che hanno comportato la formazione di ghetti.

Mario Botta si è dimostrato d'accordo con le parole di Settis definendo le tre tendenze come un paradosso. Riguardo alla prima tendenza ha spiegato che l'espansione è dovuta alla speculazione edilizia; la seconda è assurda in quanto non c'è motivo di andare a lavorare a 300 metri di altezza se è possibile farlo a terra; infine per la terza ha commentato dicendo che la città offre pluralità, esperienze e confronti che non sono possibili all'interno di un recinto.

L'incontro si è così concluso.


Due incontri molto diversi, ma molto interessanti che ho voluto riportare in maniera oggettiva in modo da poter lasciare a voi lettori la possibilità di costruirvi un'opinione a riguardo.

Shake Your Mind!

Fonti foto:
1-2) Foto di Elena Massa