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"Ricetto" non è il maschile di "ricetta"!

Durante il periodo Medievale erano numerose le guerre e i saccheggi nei paesi e nelle città, così tante che i re e i paesani avevano la necessità di proteggersi con alte mura, fossati e guardie per evitare che i propri territori venissero invasi. E' in questo periodo che nacquero, soprattutto in territorio piemontese, i ricetti.



La parola ricetto (dal latino receptus che significa "ricovero, rifugio") è un agglomerato di case medievali, chiamate cellule, costruite in pietre e legno recintato da mura difensive e da almeno una torre-porta. Questi raggruppamenti urbani venivano eretti nella città stessa e costituivano una specie di villaggio nel villaggio. Il ricetto era utilizzato solo in caso di pericolo di attacchi nemici, una zona sicura dove rifugiarsi e/o preservare i propri prodotti, frutto di un duro lavoro. 
Dove era possibile, il ricetto veniva posizionato sulla parte sommitale della collina, luogo maggiormente sicuro per natura.

Esistono tre tipologie di ricetto:
1) ricetti atti ad ospitare occasionalmente i contadini che possedevano le terre coltivate lontane dal luogo di solita dimora ed erano, dunque, costretti a spostarsi per alcune settimane;
2) ricetti utilizzati per il ricovero permanente dei prodotti agricoli e per ospitare i paesani in caso di pericolo di guerra;
3) ricetti facenti parte del castello ove risiedeva il feudale del villaggio. Questa ultima tipologia è rara trovarla in Piemonte.



La tipologia più diffusa è la seconda. Le forme è le dimensioni dei ricetti variano a seconda del luogo in cui si trovano, ma essendo che la maggior parte nasce in pianura, la forma risulta essere quadrata o rettangolare. Raramente si trovano forme diverse, ma l'eccezione che conferma la regola è, per esempio, il ricetto di Magnano, in provincia di Biella, che, nascendo sulla sommità della collina, possiede una forma allungata.
Per quanto riguarda la dimensione, essa dipende dal numero di famiglie, animali e prodotti che deve ospitare al suo interno il ricetto. Esso non è pensato per uno sviluppo futuro della comunità, ma solo per la necessità del momento in cui è stato costruito.

L'ingresso al ricetto solitamente avveniva da una torre-porta che fungeva anche da luogo dal quale si suonava la campana del pericolo imminente. 
Le strade all'interno del ricetto si diramano in una principale, che solitamente parte dalla torre-porta ed è grande abbastanza per la percorrenza dei carri agricoli, e dalle vie secondarie che portano alle varie abitazioni. Una strada percorre il ricetto lungo le mura.

Tra tutti i ricetti ancora presenti in Piemonte, vediamo ora l'approfondimento di due di essi.

Ricetto di Candelo

Il ricetto di Candelo (BI) è quello meglio conservato. Non si ha una data certa di nascita, ma si presume che sia stato costruito tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo. La sua fortuna è stata quella di essere utilizzato tutt'ora, in parte, come ricovero dei prodotti agricoli, oltre che come luogo difensivo, per cui ha mantenuto il suo aspetto originario in ottime condizioni. 
Esso è costituito da 200 cellule, tutte di proprietà private, ad eccezione di due. La pianta è pseudo-pentagonale e ha una superficie territoriale di 13.000 mq.
Le mura possedevano una via di ronda, ora quasi totalmente scomparsa, e agli angoli sono presenti le torri di vedetta.
Le cellule sono costituite di pietra e legno e sono prive di fondamenta. Esse sono formate, solitamente, da due piani: il piano terra fungeva da cantina per il vino, il pino superiore, invece, veniva utilizzato per il deposito del grano e cereali.
Grazie al suo stato di conservazione, il ricetto è una meta turistica importante e ospita numerosi eventi.



Ricetto di Magnano

Il ricetto di Magnano (BI) sorge sulla sommità della collina morenica, a cavallo tra la provincia di Biella e di Torino. Questo agglomerato di cellule è stato fondato nel 1204 e serviva da difesa e ricovero per persone, animali e prodotti agricoli. Ad esso si accede dalla torre-porta dalla quale si dirama una strada che si divide in tre vie separate. Le cellule sono costruite principalmente in pietra, addossate tra loro e divise all'interno da due piani, come il ricetto di Candelo. 
Alcune cellule sono crollate a causa dello stato di abbandono. Esse sono tutt'ora di proprietà privata e alcune famiglie si occupano di mantenerle in piedi con piccoli lavori di ristrutturazione. Il ricetto si anima durante il Festival della Musica Antica, ove tutto il paese ospita turisti ed eventi. 


Per maggiori info:

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Fonti testo:
- www.treccani.it
- C.Bonfanti, P.Davico, M.Mattone, Magnano e il suo territorio: un patrimonio da scoprire. Progetti per la sua valorizzazione, Politecnico di Torino, febbraio 2014

Fonti immagini:
1) www.inpiemonteintorino.it
2) C.Bonfanti, P.Davico, M.Mattone, Magnano e il suo territorio: un patrimonio da scoprire. Progetti per la sua valorizzazione, Politecnico di Torino, febbraio 2014, pag. 176
3) viaggiatoricheignorano.blogspot.it
4) iviaggidimanuel.com
5) Foto di Elena Massa