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Riduzione CO2: l’obiettivo principale degli architetti

Il mondo sta attraversando un periodo molto difficile: il suo equilibrio è messo a dura prova dalla cattiva attività dell’uomo verso l’ambiente, un sistema che ci sta ospitando da miliardi di anni e che stiamo sfruttando al massimo delle sue possibilità, con conseguenze disastrose. Questo è il tema principale della conferenza sul clima COP21 che si sta tenendo a Parigi in questi giorni e che vede 195 Paesi decidere per il futuro dell’ambiente in modo tale da agire, prima che sia troppo tardi, sulle opere dell’uomo per non interferire troppo sui cambiamenti climatici.



Il Global Warming (riscaldamento globale) e il concetto di sostenibilità sono argomenti in architettura, e non solo, che si portano avanti da anni: da dopo la II Guerra Mondiale ci si è resi conto che la maggior parte delle tecnologie dell’epoca sfruttavano il petrolio e questo non sarebbe durato in eterno, ma soprattutto ciò portava ad un grande quantitativo di CO2 sparata in atmosfera. Ma la sensibilizzazione sull’importanza di limitare questo gas serra non era ancora forte come oggi. All’epoca si pensava allo sviluppo delle città, delle tecnologie e quindi si puntava allo sfruttamento massimo dei combustibili fossili che la natura era in grado di offrire. Nonostante ciò le riflessioni sul clima e l’ambiente erano già presenti e timidamente facevano capolino in un atmosfera in cui tutti correvano come dei treni alla ricerca dell’ultima trovata.

Ora, però, c’è un’inversione di tendenza: no ai combustibili fossili, si alle energie rinnovabili e sostenibili. Il consumo eccessivo di CO2 ha portato all’innalzamento della temperatura globale di quasi 2°C rispetto all’età pre-industriale portando ad anomali eventi atmosferici, come ben sappiamo. A conclusione della conferenza di Parigi, uno degli elementi chiave è proprio tagliare le emissioni nocive, quindi evitare gli sprechi, usare le energie rinnovabili e usare tecnologie efficienti dal punto di vista energetico.

L’architettura in tutto ciò ha un ruolo fondamentale: i sistemi di riscaldamento nelle nostre case sono uno degli elementi più inquinanti presenti nelle città, oltre all’automobile e alle fabbriche. Spesso le caldaie sono vecchie e obsolete e rilasciano quantitativi di CO2 enormi in atmosfera. Contribuisce a ciò l’esistenza di un patrimonio immobiliare risalente agli anni ’50 e ’70 in cui si costruiva tanto e male spargendosi a macchia d’olio sul territorio (almeno per quanto riguarda l’Italia). Questi edifici erano stati costruiti senza isolamento termico poiché non c’erano normative che lo rendessero obbligatorio. Ciò significa che per riscaldare queste case e mantenerle calde è necessario maggiore riscaldamento e quindi maggiori emissioni di CO2.

Fortunatamente ora sono presenti leggi che impongono l’uso dell’isolante nelle nuove costruzioni e incentivi per inserirlo in quelle vecchie. Gli architetti e gli ingegneri sono i primi chiamati a stare nei termini degli accordi presi per ridurre le emissioni e non contribuire al riscaldamento globale, bensì a ritrovare l’equilibrio tra uomo e ambiente. Come detto, è importante un buon isolamento termico per le abitazioni e non solo, nuove caldaie in grado di sfruttare energie rinnovabili, come i raggi solari e il vento, e limitare le espulsioni di CO2.

La città di Torino è all’avanguardia su questi argomenti. Dal 1991 al 2014 ha ridotto del 22% le emissioni di C02 (fonte Metro) rispetto al Pacchetto cambiamenti climatici ed energia 202020 entrato in vigore nel 2009 e indetto dall’Unione Europea. Questo piano prevede la riduzione della CO2 e degli altri gas serra del 20% (rispetto al 1990), 20% in più di energia prodotta da fonti rinnovabili e portare al 20% il risparmio energetico, il tutto entro il 2020. Quindi Torino ha superato già questo obiettivo e si prevede, di conseguenza, un aumento sempre maggiore di queste percentuali fino all’anno prefissato.

Tutto ciò non è semplice da realizzare ma sicuramente non impossibile. A livello architettonico sarebbe necessario restaurare le intere città per rallentale decisamente il global warming e migliorare la qualità dell’aria che respiriamo ogni giorno, ma combattere contro un’ambiente che cambia è impegnativo e non è possibile sgarrare se vogliamo salvaguardare il pianeta.

Stay Tuned!

Fonti immagini:
1) panoramio.com
2) atlasweb.it