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Sfatiamo la sindrome dei “Tre Porcellini” (parte II)

Torniamo nuovamente questa settimana per l’ultimo appuntamento dedicato alla sindrome dei Tre Porcellini! La scorsa volta abbiamo trattato le case di paglia e ora per sfatare totalmente questo mito che ci circonda parliamo delle case in legno.


 
Le case in legno si costruiscono da sempre: dagli uomini primitivi fino ad oggi dove la tecnologia ha permesso di trasformare le tecniche costruttive adattandole alle esigenze attuali. A differenza dei paesi nordici dell’Europa e degli Stati Uniti d’America, in Italia l’uso del legno si è perso negli anni lasciando maggiore spazio al calcestruzzo armano e al laterizio. Ma, negli ultimi anni, gli architetti si stanno sensibilizzando molto verso l’ambiente, andando a ricercare i materiali naturali, ecologici e a basso impatto ambientale.

Le tecniche più usate oggi sono il balloon frame e l’x-lam. Il balloon frame è usato soprattutto nel nord America e consiste nella realizzazione di una struttura a pacchetto in montanti e traversi riempiti di isolante e chiusi da listelli di legno inchiodati o cartongesso. L’x-lam è l’ultima generazione della costruzione in legno in cui i pannelli vengono assemblati insieme a formare pareti multistrato portanti assemblate assieme a secco (senza uso di malte). 

Anche questa volta ci chiediamo: perché dovremmo costruire una casa in legno?
Come per la paglia, dividiamo i motivi in 4 punti.

1 – Isolamento termico e resistenza al fuoco

Il legno è un buon isolante termico, per questo viene spesso usato sotto forma di fibra di legno per isolare le pareti (di qualsiasi materiale esse siano). Dal punto di vista della resistenza al fuoco, a differenza del laterizio, il legno resiste molto meglio alle fiamme (ad esempio il legno d’abete è 7 volte più resistente del laterizio!). Il legno che brucia ha bisogno di tempo prima che collassi (basta vedere questo fenomeno all’interno di un camino o un focolare).

2 – Elasticità e resistenza sismica

Come per la paglia, anche il legno è estremamente elastico (basta pensare a come si flette sotto le correnti del vento), questo permette un’ottima resistenza ai terremoti.

3 – Versatilità

Il legno è possibile usarlo in tanti modi: come struttura portante in diverse tipologie (legno massello, legno lamellare o a pacchetto come il balloon frame), isolante (fibra di legno, sughero o cellulosa soffiata), rivestimento (tavolato verticale o orizzontale o scandole di legno come nell’edificio 25 Verde di cui abbiamo già parlato), pavimenti (il classico parquet) oppure come serramenti. Inoltre è riciclabile, riutilizzabile e trasformabile. Insomma, è un materiale estremamente versatile.

4 – Sostenibilità ambientale e durabilità nel tempo

Anche in quest’ultimo caso, come la paglia, il legno è un materiale naturale, facilmente reperibile e sostenibile. Attraverso un corretto controllo sulla crescita e la piantumazione del legno è possibile avere sempre a disposizione alberi pronti per la costruzione degli edifici senza compromettere i cicli naturali. Inoltre aiuta a ridurre la CO2 nell’aria. Il legno è un materiale molto resistente, come abbiamo già detto, e lo possiamo toccare con mano vedendo gli antichi borghi piemontesi in legno e pietra oppure spostandoci nel resto del mondo con le secolari pagode cinesi.

Quindi, al termine di questi due appuntamenti, possiamo dire che il lupo della favola dei Tre Porcellini non ci fa più così tanta paura e possiamo levarci di dosso la sindrome che ci ha accompagnato fino ad ora!

A conclusione di questi due appuntamenti possiamo goderci il cartone animato Disney del 1933 della favola dei Tre Porcellini!

Video dei Tre Porcellini

Stay tuned!

Fonti immagini:
1) foto di Elena Massa
2) euroistal.it
3) caseprefabbricateinlegno.it