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(La Spina Centrale, ultimo appuntamento) Spina 4: la nuova porta nord di Torino

Arriviamo oggi all’ultimo appuntamento riguardante il grande progetto della Spina Centrale di Torino con l’approfondimento della sezione conclusiva del tratto ferroviario interrato, Spina 4. Dopo Spina 1, Spina 2 e Spina 3, considerate ormai quasi concluse, Spina 4 è invece ancora un cantiere aperto.



L’area confina a nord con corso Grosseto, a est con via Cigna, a sud con via Lauro Rossi e via Breglio e a ovest con via Fossata e via Rondaccio. Attualmente le destinazioni d’uso presenti sono molto varie: è presente il Parco Sempione, la stazione ferroviaria Rebaudengo (l’ultima stazione all’interno del Comune di Torino prima della risalita in superficie del tratto ferroviario e prima trasformazione attuata nell’area e aperta al pubblico da dicembre 2012), una scuola d’infanzia e una primaria, un centro sportivo, un’associazione musicale denominata come Spazio 211, piccoli apparati residenziali, edifici industriali (una fabbrica di caramelle, e una ditta di traslochi), un distributore di benzina con autolavaggio annesso e un manufatto di rilevanza storica (la Cascina Fossata risalente al ‘600).

L’area di Spina 4 è molto importante a livello di collegamenti perché costituisce la porta nord della città e l’accesso più vicino a Milano. La zona in cui si trova, Barriera di Milano, è particolarmente degradata sia dal punto di vista architettonico che da quello sociale, è perciò importante il progetto di questo ultimo tassello della Spina Centrale dare nuovo valore e nuove opportunità sia a questa parte di città, sia ai cittadini che la frequentano. Un primo progetto di Spina 4 fu fatto dagli architetti Roberto Gabetti e Aimaro Isola, che come già detto in precedenti articoli sono tra gli architetti più influenti nella città di Torino, già nel 1990, ma di questo progetto vennero realizzati solo alcuni edifici. Successivamente, negli anni 2000, il progetto mutò, incaricati i progettisti dell’Urban Center di Torino, fino ad arrivare al progetto definitivo tra il 2007 e il 2008 che prevede la risistemazione del parco Sempione a nord dell’area e un nuovo parco pubblico a sud, inoltre nuovi edifici con destinazione d’uso residenziale e terziaria. Il boulevard viario centrale all’area terminerebbe in corso Grosseto al centro di esso è prevista una rotonda per convogliare più strade, ricucendo le due parti di città, e intorno a essa sono stati progettati edifici a torri che saranno un importante landmark (punto di riferimento) per chi entra nella città dalla tangenziale nord.

Oltre alla stazione Rebaudengo, che come è stato detto prima è la prima trasformazione avvenuta nell’area, il 31 maggio 2015 è stato inaugurato il nuovo parco posto a sud dell’area denominato Aurelio Peccei, che è stato un dirigente Fiat, fondatore nel 1960 del Club di Roma, interessato alle tematiche ambientali e sostenitore dello sviluppo sostenibile. Il parco copre circa 43 mila metri quadri di terreno ex-industriale bonificato ed è il primo parco smart a livello nazionale. Il progetto ha previsto il riuso di una vecchia fabbrica per ospitare eventi sociali e dotata di pannelli fotovoltaici, la piantumazione di 420 alberi, una vasta area bambini e nuovi percorsi ciclabili. Il parco è altamente sostenibile in quanto la pavimentazione dell’area giochi è fatta di un materiale particolare “mangia-smog”, ovvero che è in grado di assorbire l’inquinamento purificando l’aria circostante, le panchine sono dotate di altoparlanti che raccontano la realizzazione del parco e i materiali utilizzati per costruirlo e sono in fase di realizzazione 10 opere d’arte realizzate dagli studenti di Architettura del Politecnico di Torino e dell’Accademia Albertina di Belle Arti che raccontano la storia operaia dell’area e che verranno installate nel giardino. L’intero parco è frutto della progettazione combinata tra architetti, agronomi, antropologi, ingegneri con i cittadini e i bambini delle scuole limitrofe che attraverso un processo definito di partecipazione, che si serve di incontri e laboratori tra i due tipi di utenze, hanno creato il disegno finale ora realizzato. Tuttora è presente questa forma di partecipazione attraverso una pagina facebook che serve per documentare gli eventi presenti nel parco e nella zona di Barriera di Milano e per dare voce a nuove idee per migliorare l’area.



Il progetto di Spina 4 fa parte anche di un processo più ampio di trasformazione urbanistica che si integra al Progetto Speciale di Spina Centrale, ovvero la Variante 200. Questa variante è uno strumento che affianca il piano regolatore della città di Torino modificandone alcune parti per rispondere meglio alle esigenze odierne. Oltre Spina 4 anche la zona dell’ex-Scalo Vanchiglia (compreso tra corso Novara, corso Regio Parco, il cimitero monumentale, via Regaldi e la confluenza dei fiumi Po e Dora Stura) fa parte del progetto di variante. Le due aree saranno legate dal progetto della linea 2 della metropolitana di Torino che partirà proprio dalla stazione Rebaudengo in Spina 4, attraverserà Scalo Vanchiglia per attraversare la città in senso nord-sud fino al Cimitero Parco. La linea dovrebbe incrociare la linea 1 presso la stazione di Re Umberto. Purtroppo tutto il progetto della Variante è molto difficile da realizzare poiché la maggior parte delle aree sono di proprietà privata e quindi il Comune è alla ricerca di un compromesso con i proprietari delle zone interessate per dare avvio a quest’altro grande progetto urbanistico.

Concludiamo così queste quattro settimane di approfondimento sul Progetto Speciale Spina Centrale. Al prossimo sabato con un nuovo argomento!

Stay tuned!





La metamorfosi del progetto di Spina 4 e Variante 200



Fonti immagini:
1) Google maps
2) foto di Elena Massa
3) Urban Center di Torino
4) www.vicini.to.it
5) www.skyscrapercity.com
6) Urban Center di Torino
7) www.barrieracentro.it