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Un nuovo spazio ai piedi del grattacielo

Parliamo del grattacielo San Paolo, ormai ultimato e situato tra corso Inghilterra e corso Vittorio Emanuele a Torino. Numerose sono state le critiche che hanno accompagnato il progetto e la costruzione di questo edificio, che ora detiene il record di essere il primo grattacielo costruito a Torino.



Nonostante le polemiche da parte dei cittadini, ora l’edificio è diventato oggetto di curiosità e ammirazione. Renzo Piano, archistar, senatore e progettista dell’opera, ha dimostrato come la tecnologia legata alla funzionalità e alla raffinatezza possa dare vita a qualcosa di ecologico e compatibile con la vecchia città, rimodernandola.

Questi elementi si possono notare semplicemente camminando ai piedi del grattacielo, dove il progettista ha previsto il riassetto del già esistente giardino Nicola Grosa migliorandolo.

All’interno del grattacielo avviene il lavoro, ai suoi piedi lo svago. Il giardino è diventato un nuovo luogo d’incontro per tutte le età, che ruota intorno all’edificio ed è funzionale a esso. Un esempio pratico è l’installazione delle panchine in pietra che nascondono parte delle griglie di aerazione dei posti auto sotterranei, oltre ad assolvere il loro scopo principale: sedersi e rilassarsi.



Quindi, tecnologia + funzionalità = raffinatezza!

Oltre alle panchine, il giardino è attrezzato con tavoli da ping pong, zone più o meno alberate per giocare a pallone o riposarsi con gli amici sdraiati sull’erba fresca (quest’ultima nasconde i posti auto interrati!)
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I piedi del grattacielo sono anche un importante luogo di passaggio grazie alla vicinanza della stazione ferroviaria di Porta Susa.

Insomma, il grattacielo San Paolo non è solo il primo grattacielo di Torino a ospitare uffici e molte altre funzioni (ad esempio una sala conferenze e un ristorante sul tetto), ma possiede anche un nuovo luogo di socializzazione, ovvero un’area di calma in mezzo alla frenesia cittadina, un’area verde in mezzo a tanto cemento, funzionalmente posta ai piedi dell’acciaio.


Fonti immagini:
1-2) Foto di Elena Massa