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Via Pietro Micca: non sarebbe esistita se non fosse per Napoli!

Via Pietro Micca a Torino collega piazza Castello con piazza Solferino ma a differenza del resto del centro città, questa strada è relativamente recente. Essa, probabilmente, non sarebbe mai esistita se non fosse per un grave problema accaduto nella lontana città di Napoli.


 
Siamo nel 1884 quando a Napoli scoppia l’epidemia di colera. Ciò succede per mancanza di quartieri salubri nella città, le condizioni igenico-sanitarie erano in una situazione estrema. Per cambiare drasticamente la situazione, il 18 marzo del 1885 venne istituita la Legge di Napoli che forniva finanziamenti per risanare i quartieri degradati rendendoli più salubri.
Questa legge si basava sui concetti di esproprio e indennità: il primo è l’acquisizione da parte dell’amministrazione pubblica di elementi (edifici, aree) di proprietà privata per ragioni di utilità pubblica (in questo caso il risanamento cittadino); il secondo è il calcolo dei soldi che i proprietari percepivano con gli affitti. In questo modo l’amministrazione pubblica poteva acquistare le aree da risanare e combattere il colera.



Torino decise di accogliere questa legge nel 1893 poiché gli isolati che costituivano il centro storico, essendo a matrice urbanistica medievale (la famosa scacchiera), erano poco salubri: gli edifici molto vicini tra loro impedivano la corretta circolazione dell’aria e il passaggio di luce. Si applicò, quindi, lo sventramento ovvero delineare un nuovo asse urbanistico a tavolino. Così nacque via Pietro Micca. A differenza delle altre strade del centro storico torinese (fatta eccezione per via Po) la nuova strada era stata tracciata in diagonale poiché si voleva unire in linea d’aria Palazzo Madama di piazza Castello con la Cittadella. Il progetto venne seguito dall’architetto Carlo Ceppi dall’espropriazione fino all’edificazione dei nuovi edifici che assunsero il nuovo stile eclettico, ovvero l’unione di diversi linguaggi architettonici come il liberty, il tardo-barocco e il neoclassico.

Il nuovo asse viario ha interessato anche la chiesa di San Tommaso costruita nel 1584 che si trovava proprio nel punto in cui bisognava sventrare. Inizialmente si pensò di abbatterla ma successivamente si decise di modificare la pianta spostando l’ingresso. Carlo Ceppi si occupò personalmente della sua trasformazione.

Via Pietro Micca venne aperta al pubblico nel maggio del 1897.

Stay tuned!

Fonti immagini:
1) flickr.com
2) museotorino.it e archiviomautorino.wordpress.com
3) wikipedia.org