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Zaha Hadid: un architetto controcorrente

Lo scorso 31 marzo 2016 il mondo dell'architettura ha subito un duro colpo scoprendo la scomparsa improvvisa dell'architetto di fama internazionale Zaha Hadid, morta a Miami a 65 anni.
In questo articolo cerchiamo di scoprire il genio che era questa grande donna che non facilmente si è fatta strada verso il successo.



Zaha Hadid è nata a Baghdad il 31 ottobre 1950, all'interno di una famiglia di elevato livello socioculturale. Studia matematica all'Università Americana di Beirut, ma trasferendosi a Londra nel 1972, si iscrive all'Architectural Association laureandosi in architettura nel 1977. Da subito ha trovato difficoltà a trovare spazio per il suo talento: i pregiudizi erano molti legati soprattutto alla sua origine araba e all'essere donna. Nonostante ciò riuscì ad entrare nello studio dell'architetto Rem Koolhaas che le servì a fare esperienza per poi aprire un proprio studio nel 1980. 

La formazione universitaria, quella matematica prima e quella architettonica dopo, ha portato a definire il suo approccio progettuale un caos controllato, questo perchè i suoi edifici appaiono senza alcun ordine. In realtà, si evidenziano una molteplicità di ordini saggiamente intrecciati fra di loro seguendo un filo logico e matematico.

Hadid non ha mai tentato di uniformarsi con una particolare corrente architettonica, il suo scopo era quello di variare il suo lavoro a seconda del tipo di progetto e, soprattutto, del contesto in cui si trovava. Questa sua continua mutazione l'ha condotta a non specializzarsi in nessuna tipologia edilizia particolare, ma ha sempre accettato le sfide che le venivano proposte con determinazione e serietà.

Tra le opere più importanti che l'hanno consacrata come archistar, c'è sicuramente la Stazione dei Vigili del Fuoco dell'azienda Vitra, a Weil am Rhein (Germania, 1990-1993), il suo primo edificio costruito.
L'edificio è costituito da muri in cemento armato a vista in continua tensione tra loro, incastrati, inclinati e sovrapposti, in lotta con la staticità. Dominano le linee rette che incrociandosi formano spigoli vivi e duri. Particolare è la pensilina con un lungo angolo acuto che si innalza verso il cielo ed è sostenuto da pilastrini inclinati, che danno l'impressione di essere schiacciati sotto il peso dell'imponente struttura.


Altra importante opera dell'architetto Zaha Hadid è il MAXXI, il polo nazionale per l'arte e l'architettura contemporanea con sede a Roma e concluso nel 2009. 
Al contrario della Stazione dei Vigili del Fuoco, questo edificio è caratterizzato da linee curve e volumi che si sovrappongono tra loro creando spazi e percorsi che si intrecciano all'interno e che offrono al visitatore la molteplicità di scelta nel percorso da seguire. Le gallerie sono caratterizzate dalla luce naturale zenitale, filtrata da un sistema particolare di frangisole costituito da lame cementizie. L'edificio ha integrato il nuovo e il vecchio con il recupero di una ex caserma e ben si sposa con il contesto circostante.

A confermare il grande talento di Zaha Hadid è il conferimento del premio Pritzker nel 2004, il premio più ambito in campo architettonico (l'equivalente di un Nobel!). Lei è stata la prima donna a ricevere questa onorificenza. 

Insomma, Zaha Hadid è stata un pilastro dell'architettura contemporanea e le sue opere rimarranno impresse nella mente delle persone per molti decenni. 
Concludiamo l'articolo con una citazione dell'architetto circa il suo approccio verso la progettazione.

"L'architettura deve offrire piacere. Entrando in uno spazio architettonico le persone dovrebbero provare una sensazione di armonia, come se stessero in un paesaggio naturale, al di là delle dimensioni e del valore economico dello stesso."


Fonte testo:
- Monica Colombo (a cura di), I Maestri dell’Architettura, Zaha Hadid, n°4, Hachette, Milano 2010

Fonti immagini:
1) www.cnn.com
2) www.wikipedia.org
3) www.fondazionemaxxi.it
4) www.romebbfive.com