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Tamara de Lempicka

Dal 19 marzo al 30 agosto a Palazzo Chiablese Torino



All’interno di Palazzo Chiablese si può ammirare la mostra, completa e molto ben organizzata, che racconta nel dettaglio la vita e le caratteristiche della pittrice polacca più famosa e chic d’Europa: Tamara de Lempicka, esempio di donna forte ma femminile e sexy allo stesso tempo.

Le sue opere sono in stile art déco, un movimento artistico che univa le arti decorative alla pittura, all’architettura e alla moda. Creò un’immagine affascinante da diva, paragonabile a quella di altri artisti dell’epoca come Gabriele D’Annunzio ed Eleonora Duse. I suoi dipinti sono diventati nella cultura pop simbolo degli anni Venti, con le donne dalle forme geometriche, dal trucco pesante e dallo sguardo seducente, che indossano vestiti eleganti alla guida di auto costose. Lempicka, che era dichiaratamente bisessuale, si sposò, ebbe una figlia e molti amanti, fu tra le protagoniste della vita bohémienne parigina dell’epoca, e fu amica di Pablo Picasso, Jean Cocteau e André Gide.

A renderla nuovamente famosa ha contribuito anche l’apprezzamento per le sue opere di alcune attuali star di Hollywood, in particolare Madonna. La cantante e attrice, oltre a collezionare le sue opere ne ha inserito delle riproduzioni nei video delle sue canzoni e nelle scenografie dei suoi concerti.

La mostra è allestita nelle stanze del Palazzo Chiabalese, antica dimora signorile nel centro di Torino, e riflette attraverso le oltre 80 opere esposte la vita e il percorso artistico della pittrice. Lempicka nacque a Varsavia nel 1898, si trasferì a Parigi con la famiglia nel 1920 e studiò pittura in Accademia. Negli anni Venti e Trenta del Novecento Lempicka viaggiò molto in Europa e, tra le altre cose, fu ospite per alcuni giorni di D’Annunzio al Vittoriale, a Gardone Riviera. Dopo l’inizio della seconda guerra mondiale si trasferì negli Stati Uniti e visse a Beverly Hills, New York e Houston; dal 1978 al 1980, quando morì, visse in Messico, a Cuernavaca.

La vita di Tamara de Lempicka — che in una lettera scritta nel 1936 si definiva «un essere infelice, tormentato, senza patria, senza casa…» — ha contribuito alla varietà delle sue opere: figure religiose e corpi nudi, nature morte e illustrazioni per riviste di moda. La mostra, che si apre col famoso quadro Ragazza in verde conservato al Pompidou di Parigi, si sviluppa in sette sezioni dedicate rispettivamente al rapporto tra l’arte e i molti luoghi in cui Lempicka ha vissuto; alle sue nature morte; ai ritratti della figlia Kizette; ai dipinti di arte sacra; e alle opere non solo pittoriche legate alla moda. Le ultime due sezioni raccolgono i ritratti di amanti e i famosi nudi, maschili e femminili.




Fonti immagini:
1) sito Newspettacolo
2) Sito Arte.it