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Carlo Pittara e la scuola di Rivara

Un momento magico dell’Ottocento pedemontano
Museo di Arti Decorative Accorsi – Ometto
22 settembre 2016 – 15 gennaio 2017
Il Museo Accorsi – Ometto presenta un’esposizione che intende esplorare il percorso artistico di quei pittori che, frequentarono il “cenacolo” di Rivara, animato dalla figura di Carlo Pittara.



La mostra indaga quella che fu un’esperienza individuale e collettiva di incontri estivi nel paese canavesano: un cenacolo di artisti piemontesi e liguri che influenzeranno la declinazione del realismo di molti pittori, rivoluzionando inoltre, in senso moderno, il gusto del pubblico.
Dodici sono gli artisti presentati, provenienti da diverse regioni italiane e non solo, a sottolineare l’importanza di una stagione artistica che supera i confini regionali. Accanto ai piemontesi Carlo Pittara, Vittorio Avondo, Ernesto Bertea, Federico Pastoris (a cui si aggiungeranno più tardi i torinesi Giovanni Battista Carpanetto, Adolfo Dalbesio e Francesco Romero, di Moncalvo) sono presenti artisti liguri (Ernesto Rayper e Alberto Issel) o “naturalizzati” come tali (gli iberici D’Andrade e De Avendaño), nonché il fiorentino di natali, ma giunto a Torino in tenera età, Antenore Soldi.


Il momento che essi rappresentano è caratterizzato dalla ricerca di un sensibile realismo nella rappresentazione del paesaggio agreste, con accenti diversi, ma improntati dalla comune attenzione verso il paesaggio ancora intriso di romanticismo dello svizzero Alexandre Calame (che quasi tutti conobbero inizialmente a Ginevra), presto attratti dal paesaggi dei pittori di Barbizon in Francia e dalle novità di Corot e dal linguaggio fontanesiano attraverso contatti diretti, poi rinnovati negli anni di Rivara, con il maestro reggiano a Volpiano, tramite anche le esortazioni del ligure Tammar Luxoro.
Il confronto tra i pittori iberici e quelli liguri iniziò dapprima negli incontri a Carcare, nel Savonese, poi, sopratutto d’estate o in autunno, a Rivara, dove il lavoro gomito a gomito ebbe momenti catalizzanti, specie dopo l’inserimento nel gruppo di Rayper, su esortazione di D’Andrade. La scelta di confrontarsi con il paesaggio di Rivara avvenne non solo per la bellezza del  paesaggio agreste, ma perché tutti potevano godere della generosa ospitalità del banchiere Carlo Ogliani, cognato di Pittara, rivarese d’origine e proprietario di un’accogliente villa, poi anche del vasto castello acquistato all’inizio degli anni Settanta.


L’abituale consuetudine dei gioviali incontri, che connotò la rivoluzione “realista” di quei compagni di cavalletto, ebbe il proprio momento di maggiore vitalità e di fulgore a cavallo del 1870, sino alla precoce morte di Rayper nel 1873 e a uno stillicidio di abbandoni alla fine del decennio, tra cui quello, parziale, dello stesso Pittara, che ritroviamo a Roma nel 1877 e a Parigi dopo il 1880 (anche se di ritorno a Rivara ogni anno per qualche mese); così Avondo, D’Andrade, Pastoris e Bertea, variamente e progressivamente attratti dal restauro e dallo studio dei monumenti del Medioevo pedemontano. Sino a Carpanetto e Dalbesio, inclini altresì, come lo stesso Pittara, alle fascinazioni parigine della sintassi pittorica di De Nittis e Boldini.
Valorizzata in primis dal poeta Giovanni Camerana, poi dai critici Emilio Zanzi, Marziano Bernardi e in ultimo e autorevolmente da Roberto Longhi, l’importanza della cosiddetta Scuola di Rivara era già stata riconosciuta da Telemaco Signorini che, tuttavia, dimenticò Pittara per sottolineare il ruolo innovatore di Ernesto Rayper, indubbiamente la figura più dotata del gruppo. Anche se Carlo Pittara fu il più produttivo e vario, sebbene discontinuo, realista del cenacolo pedemontano. Alla visione campestre, tra paesaggi bucolici, fiumi e animali e uomini al lavoro, Pittara associa spesso una visione sociale o etica.


A questa “epopea” tardo-ottocentesca, che seppe definitivamente accantonare la ridondanza della pittura di storia e i ritardi di gusto dell’insegnamento accademico con un’espressione gioviale e sincera della realtà, la “verde” Rivara ha legato per sempre il proprio nome: luogo di una pacifica, osteggiata a lungo ma definitiva “rivoluzione” che ha segnato l’attualità della pittura piemontese, ligure e, in parte, attraverso Gignous, lombarda del maturo Ottocento.




Carlo Pittara Biografia 

Piemontese, Carlo Pittara si forma nell'ambito dell'Accademia Albertina di Torino seguendo gli insegnamenti di Giuseppe Camino. Nel 1856 si trasferisce a Ginevra, in Svizzera, dove si specializza sotto la guida di Charles Humbert, pittore noto per le raffigurazioni di animali. A Ginevra conosce Gustave Castan e Durand. Tra il 1858 e il 1860 fa tappa a Parigi, dove gli stimoli dell'Esposizione universale del 1855 non si sono ancora spenti: viene a contatto con Corot e Charles Jacque e subisce il fascino della Scuola di Barbizon, che già conosceva dall'esperienza ginevrina. 
Dopo Parigi trascorre tre anni di soggiorno a Roma. Paesaggista di gusto romantico e realista, Pittara a partire dal 1861 è tra gli animatori della Scuola di Rivara, un gruppo di artisti che si riuniscono per varie estati a Rivara, nel Canavese: Ernesto Bertea, Alberto Issel, Serafín Avendaño, Antenore Soldi, Ernesto Rayper, Casimiro Teja, Federigo Pastoris. Li anima il desiderio di trasporre nelle proprie tele l'immediatezza del "vero", dipingendo en plein air e rinnovando la pittura del paesaggio, seguendo un percorso simile a quello portato avanti dalla scuola grigia ligure.
Con l'opera Sistema infallibile di ristorare le finanze italiane nel 1870 Pittara vince la medaglia d'oro all' "esposizione d'Arti Belle" a Parma. Negli ultimi dieci anni di vita trascorre lunghi periodi invernali a Parigi, dove a partire dal 1880 viene influenzato da un certo impressionismo che sarà d'ispirazione anche ai Macchiaioli. Muore nel 1891 a Rivara.




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fonte testo:
-http://www.fondazioneaccorsi-ometto.it
-https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Pittara
-http://www.comune.rivara.to.it

fonte immagini: 
1.http://www.seetorino.com/wp-content/uploads/2016/09/Pittara-Rive-della-Senna_-001_a.jpg
2.http://www.ottocentoligure.it/images/p003_1_04.jpg
3.http://www.fondazioneaccorsi-ometto.it
4.http://65.media.tumblr.com
5.http://digilander.libero.it/rivaraonline/Scuola_di_Rivara/Dipinti/Dintorni%20di%20Rivara.jpg
6.http://www.fondazioneaccorsi-ometto.it/it/mostre/gallery/le-mostre-in-corso/