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Divisionismo Da Segantini a Balla

Dal 16 settembre 2015 al 10 gennaio 2016 il Museo di Arti Decorative Accorsi – Ometto, Torino ospita la mostra sul Divisionismo Da Segantini a Balla.



Il Museo Accorsi – Ometto è stato aperto nel 1999 da Giulio Ometto, che ha dato vita al grande sogno di Pietro Accorsi. Il Museo è stato allestito seguendo scelte e criteri, che rispecchiano il gusto di chi lo ha immaginato e presenta 27 sale ed oltre tremila opere d’arte fra quadri, ceramiche, mobili, arredi, cristalli e arazzi.

La mostra non permanente sul Divisionismo,a cura di Nicoletta Colombo e organizzata in collaborazione con lo Studio Berman di Giuliana Godio,esplora attraverso quarantacinque opere, i percorsi del Divisionismo partendo dall’epicentro della pittura divisa italiana: il Piemonte e la Lombardia. I dipinti esposti prendono le mosse dai tardi anni Ottanta del secolo XIX e disegnano la storia del Divisionismo di area piemontese e lombarda a partire dai suoi esordi fino a tutto il primo decennio del secolo XX.

Il percorso della mostra si divide in 5 tappe:

- il Divisionismo tra Lombardia e Piemonte,Giovanni Segantini, Vittore Grubicy de Dragon tema Uomo-Natura;
- Giuseppe Pellizza da Volpedo, il quale rappresenta il diviso steso a puntini o filamenti usando colori primari o binari tesi a evocare le percezioni luminose. Il quadro più significativo è L’amore nella vita che fa parte del ciclo Idilli;
- Il vero e i temi umanitari trattati da Angelo Morbelli, Gaetano Previati, Emilio Longoni, Carlo Fornara;
- Il nuovo secolo e il secondo tempo del divisionismo;
- I futuri Futuristi, come Carlo Carrà, Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Leonardo Dudreville, promettenti autori legati per nascita o per formazione alla storia artistica piemontese e lombarda del tempo.



Il Divisionismo è stato un movimento fondamentale per la vita artistica e per la cultura italiana, pienamente inserito, con ruolo autonomo, nelle tendenze figurative europee della fine del secolo XIX e inizi del XX. L’importanza dello studio della luce e il ricorso ai colori puri, stesi in tessiture a puntini e filamenti, erano gli elementi che tracciavano la reazione al realismo in direzione simbolista e socio-umanitaria.

La nuova tendenza prendeva avvio dai secondi anni Ottanta dell’Ottocento, otteneva il varo ufficiale con la Prima Triennale di Milano del 1891 e si protraeva fino a tutti gli anni Venti del Novecento.

L’esposizione conduce il cammino del Divisionismo fino alle soglie del Futurismo, chiudendo cronologicamente l’indagine sulla poetica dei giovani divisionisti al 1910.

Link alla pagina ufficiale della Fondazione Accorsi-Ometto

Stay tuned!

Fonti immagini:
1) sito fondazione Accorsi-Ometto
2) sito milanomagazine