Fotografia Etica: #TroviamociaLodi

La decima edizione del Festival della Fotografia Etica di Lodi  si terrà dal 5 al 27 Ottobre 2019.

Alberto Prina, uno dei fondatori del Festival, ospite durante RCF19 - Rivoli Città Fotografica 2019 - ci svela la macchina che sta dietro a questo evento di portata internazionale, che porta migliaia di persone a visitare le storie fotografiche selezionate.

Molti gli spazi e i focus ritagliati, mirati anche a dar luce ai fotografi emergenti anche se l'obiettivo primario resta quello di far scattare una scintilla nella coscienza dei visitatori che possa portare un cambiamento concreto nel mondo in cui viviamo.

Ma partiamo dall'inizio e vediamo cosa si intende con Festival della Fotografia Etica.

CHI E' ALBERTO PRINA?
Fondatore del Gruppo Fotografico Progetto Immagine,
ha ideato e coordina il Festival della Fotografia Etica dalla sua prima edizione.
 Lavora come fotografo di reportage e fotogiornalista sviluppando progetti nel campo della comunicazione fotografica, multimedia e fotografia collaborativa.
Docente di fotografia, organizza corsi e workshop sulla fotografia di racconto e sulle tecniche digitali di post produzione.

Sito web: www.mrpraina.com


COSA SI INTENDE PER FOTOGRAFIA ETICA?
   Questo progetto intende esplorare attraverso vari autori un suo concetto, una sua idea di fotografia etica.
Intanto non è il festival etico della fotografia. Cioè non vuol essere, non ha la presunzione di essere, un festival etico.
E' un festival sulla fotografia etica, che come tale non ha una definizione precisa, come neppure l'etica ce l'ha.

Nella sua prima edizione era una fotografia che aveva come committente delle mostre (cioè chi sostanzialmente paga ) delle ONG. Noi credevamo e crediamo fortemente che i loro valori siano fortemente etici. Sono organizzazioni senza scopo di lucro, e che si rifanno a dei valori profonodamente legati all'umano, cioè legati all'esistenza delle persone, alla qualità della vita delle persone e via dicendo.
Quindi quando abbiamo pensato a questo tipo di fotografia, cioè quella che aveva come committente una ONG, abbiamo detto:
- è fotogiornalismo?
No, perché non ha il puro scopo di documentare, informare (come può essere invece il fotogiornalismo).
- è documentaristica?
Sì, ma ha come committente, come obiettivo, scopo, di portare cambiamento. Cerca di comunicare dei valori, dei problemi, per indurre un'azione. Sicuramente è una fotografia che si rifà a dei valori etici.

E allora l'abbiamo definito "Festival della Fotografia Etica". E con il tempo è diventata anche la fotografia che parla alle coscienze.
E ciò avviene quando il dialogo tra immagine e chi legge non è solo quello di documentare, testimoniare, ma anche stimolare e portare all'azione, generare quello scatto interiore che porta alla riflessione e all'azione. Quindi parlare alla coscienza.

   Nel tempo le mostre esposte a Lodi son cresciute sempre di più - ultima edizione contava 25 mostre - che si son sviluppate anche su temi molto differenti.

CHE COSA E' DIVENTATO IN 10 ANNI?
   Gli appuntamenti 5, 10 anni hanno una notevole importanza; innanzitutto perché non c'era scritto da nessuna parte che ce l'avremmo sicuramente fatta. E poi perché permettono di fermarsi a ragionare. Perché in genere non c'è mai tempo di fermarsi a ragionare per due motivi pricipali che riguardano il fatto che si è sempre proiettati
1. nell'edizione successiva;
2. alla ricerca di fondi;
Invece, arrivando a 10 anni, si può dire che in qualche modo ce la faremo anche questa volta, e quindi ci si può ritalgiare un momento per riflettere su cosa è stato fatto in questi 10 anni.

   Il Festival della Fotografia Etica nasce nel 2010 a Lodi su una spinta presa e maturata sul Festival di Perpignan - un festival di reportage in Francia.
   Nasce da un'associazione di volontariato - Progetto Immagine - come la voglia di comunicare attraverso le immagini fotografiche. E ogni anno si è incrementato di qualcosa, e abbiamo sempre fatto attenzione che ogni edizione si arricchisse di qualcosa, che raccontasse a qualcun altro, che avesse più mostre, o mostre differenti per crescere sempre più. Non è mai rimasto uguale.

Arrivati al 10° anno è quindi importante fermarsi un attimo e fare il punto.



DIAMO I NUMERI
   Guardiamo alcuni numeri, che per quanto freddi sono un indicatore comune e che ci danno un senso di realtà, una base comune.
All'inizio avevamo solo una settimana, poi due, tre e ora siamo arrivati a 4 - anche se poi di fatto sono 4 weekend!

   Nel 2018 abbiamo avuto 772 candidature provenienti da 51 differenti nazionalità da tutti i 5 continenti.
Abbiamo avuto nella scorsa edizione 17.723 visitatori, che messi in relazione con la popolazione di Lodi, vuole dire che è come se circa la metà degli abitanti di Lodi si sia riversata nel centro per il festival.
In realtà il popolo del festival (così ci piace chiamarlo) è costituito da circa:
- - > 1/3 lodigiani
- - > 1/3 milanesi
- - > 1/3 da altre provincie italiane
(anche 200 -300 stranieri, grazie anche al lavoro fatto con le città gemellate)

   Stampiamo l'80% delle mostre con una fortissima serialità, in modo che ci sia una certa coerenza e poi le portiamo anche in giro a chi ce le chiede.
Tutto questo è stato realizzato con un budget di 200.000 e 300.000 euro essenzialmente senza supporto pubblico diretto ( il comune di Lodi intervine solo con supporto logistico), con il lavoro svolto da un nucleo ristretto di 5-10 persone e con il contributo di un gruppo allargato di circa 20. Poi volontari: tantissimi, più di 100 !


   Una cosa che c'è da dire è che non facciamo aperitivi o inaugurazioni ufficiali; semplicemente apriamo le mostre. Questo perché tutti e 4 i weekend sono importanti allo stesso modo, tutti gli autori fanno le visite guidate alle loro mostre.
L'autore viene e porta per una o due ore il pubblico in giro spiegando il suo lavoro, il suo progetto.
Si entra con un braccialetto che permette di tornare tutte le volte che si vuole.

   Per il futuro contiamo di incrementare il tessuto di formazione: gli incontri  e i workshop oltre la mostra fotografica; perché ogni mostra è il frutto di tutto un lavoro complesso che ci sta dietro.


EDUCAZIONE: coinvolgere anche gli studenti
Laura Covelli (Responsabile Attività Educational) ci spiega come dalla seconda edizione abbiano iniziato a portare la foto nel contesto scolastico, invitando gli studenti prima a prendere visione dei progetti esposti, e poi a partecipare anche attivamente con i progetti di alternanza scuola lavoro (supporto agli allestimenti, supporto all'attività di traduzione per i licei linguistici; oppure accoglienza) in modo da rendere il festival un luogo più aperto alle scuole e nel quale i giovani potessero tornare a entrare in contatto con la fotografia per padroneggiare questo strumento, ovviamente anche in riferimento al discorso dei social, per cui devono riuscire a comprendere quali sono i pericoli della fotografia.


In tal senso il Festival dà un supporto creando delle attività didattiche per gli insegnanti, fornendo degli appunti, dei quaderni sulla fotografia e sul come leggere le immagini;

" un po' come si faceva una volta quando si portavano i quotidiani in classe e si raccontava il mondo attraverso quello che si leggeva.
Ora lo facciamo provando a portare la fotografia tra i banchi
e aiutare proprio gli studenti e i docenti a comprenderne l'importanza e a leggerne il messaggio"
, dice L. Covelli.

Da notare come alcuni tra i ragazzi (che arrivano un po' da tutta Italia) rimangono poi in qualche modo legati al festival una volta terminate le ore di alternanza scuola lavoro anche negli anni a venire, diventando parte dello staff ufficiale per il costante contributo che negli anni hanno dato e per la conoscenza che hanno portato a casa.

SPAZI
Di spunti per attività scolastiche di certo non mancano; basta guardare i concept che stanno dietro agli spazi dedicati alle mostre, a cominciare da:

- Spazio Long time PROJECT: lavori che hanno richiesto molti anni, costituiti da 40-50 immagini per approfondire il tema presentato. Serve a comprendere l'evoluzione di fenomeni che si sviluppano in tempi molto lunghi, e che risulterebbero altresì incomprensibili con un singolo scatto che congela solo un momento particolare.
- Singol Shot (per chi partecipa con 1 sola fotografia), non un concorso della foto più bella, la foto migliore: c'è una selezione di 30 immagini, che vengono stampate ed esposte a una mostra e poi una foto è la vincitrice assoluta.
Il suo obiettivo più profondo è raccontare un tema da tanti punti di vista.
E quando una persona entra a vedere questa mostra vede con un unico sguardo tanti stili, profondità, approcci, modi di essere come fotografo completamente differenti: sfumature sullo stesso tema.
E ancora:
- Spazio No Profit, dedicato alle ONG;
- Concorso World Report Award, che non è limitato ai confini italiani, ma costituisce una sorta di grande affresco dell'analisi della fotografi nel mondo;
- Spazio Tematico, quest'anno a tema ITALY;
- Spazio Spot Light, per progetti tra le 20 e le 40 foto, per porre l'attenzione sui talenti emergenti;

Ma sono solo alcuni degli spazi ai quali si aggiunge tutta la sezione OFF del Festival.

IMPORTANTISSIMO
A. Prina conclude dicendo:
"La fotografia può essere uno strumento che mette in contatto 2 mondi: il fotografo con il soggetto che fotografa; ma poi anche il soggetto fotografato con chi viene a vedere la mostra. La macchina fotografica è probabilmente uno degli strumenti più relazionali al mondo."

"Questo è un messaggio importantissimo: il festival non nasce per i fotografi ma per chiunque sia interessato a ciò che succede nel mondo; in altre parole, il festival è interessato a portare attraverso la fotografia il mondo.
Tanté che la metà delle persone che vengono al festival vengono non per le fotografie, ma per le storie che le fotografie  portano, per le tematiche che noi andiamo a esplorare.
E che esploriamo con il più potente strumento che abbiamo in questo momento, la fotografia: lenta rispetto al video (lascia il tempo di riflettere), concreta rispetto a un testo (che è un linguaggio più astratto). "

Direi che a questo punto non resta che citare l'ashtag ufficiale del festival:  #troviamocialodi , per diventare parte del cambiamento!

Shake Your Mind!


PER APPROFONDIRE:
info sul Festival - dal 5 al 27 Ottobre 2019 -
www.festivaldellafotografiaetica.it

FFE fino al 27 ottobre Lodi - HW upgrade

Festival Fotografia Etica di Lodi, tutto sull'edizione 2019 - pmstudionews

Gerd Altmann da Pixabay