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La Galleria Sabauda

La Galleria Sabauda è da considerarsi una delle più importanti pinacoteche d’Italia con oltre 180 anni di storia e più 700 opere di autori italiani ed europei prodotte dal Duecento al Novecento. Fu edificata nel 1832 per volontà di Carlo Alberto.



LA STORIA  

Il 2 ottobre 1832, nel giorno del suo compleanno, Carlo Alberto apre al pubblico le collezioni d’arte provenienti dal Palazzo Reale e da altre prestigiose dimore della dinastia sabauda. Questo straordinario atto di liberalità sancisce la nascita della Reale Galleria.
Il nuovo museo accoglie, accanto all’antica quadreria ducale e reale conservata nella reggia torinese, le collezioni del ramo Savoia-Carignano e quelle provenienti da Palazzo Reale. L’incarico della direzione è affidato al marchese Roberto d’Azeglio, nominato gentiluomo di camera onorario del re, responsabile delle gallerie e degli oggetti d’arte della corona. Nel 1836 d’Azeglio dà inizio alla pubblicazione della Reale Galleria illustrata di Torino, in cui numerosi dipinti sono riprodotti in stampe realizzate dai più celebri incisori del tempo. 
Le collezioni vengono intanto incrementate con donazioni e acquisti, volti soprattutto a colmare le lacune che le raccolte sabaude presentavano nell’ambito dell’arte rinascimentale italiana. Nel 1864 viene donata all’istituzione la prestigiosa collezione dei marchesi Tancredi e Giulia Falletti di Barolo, che presenta interessanti confronti con le raccolte sabaude.Nel 1860 per volontà di Vittorio Emanuele II, la Reale Galleria è ceduta dalla corona allo Stato e assume il titolo di Regia Pinacoteca Nazionale, passando dalla proprietà dinastica alle dipendenze del Ministero dell'Istruzione Pubblica. 
Ben presto la sede della Galleria comincia a rivelarsi non idonea alla funzione museale, sia a causa delle sfavorevoli condizioni ambientali, più volte lamentate dai direttori, sia per la delicata coabitazione con istituzioni di diversa natura, in quanto dal 1848 gli stessi locali erano utilizzati come uffici del Senato Subalpino, che in Palazzo Madama aveva stabilito la propria sede.
Nel 1865 le collezioni lasciano l’originaria sede di Palazzo Madama e vengono quindi trasferite al secondo piano del Palazzo dell’Accademia delle Scienze, costruito a partire dal 1679 per accogliere il Collegio dei Nobili. La nuova sede era destinata ad ospitare le collezioni per circa un secolo e mezzo. Gli spazi vengono appositamente riadattati e serviti da un monumentale scalone di accesso, progettato da Alessandro Mazzucchetti.
L’ordinamento delle collezioni, distribuite in quindici sale, segue l’ordine cronologico e la suddivisione secondo le scuole pittoriche. Sotto la direzione del barone Francesco Gamba viene istituito un centro di studi, supportato da una biblioteca specialistica e da un gabinetto dei disegni e delle stampe. Tuttavia, anche la nuova sede risulta insufficiente per la ricchezza delle collezioni, pertanto, durante la lunga direzione di Alessandro Baudi di Vesme, si attua un ampliamento degli spazi, con la realizzazione di cinque nuove grandi sale di esposizione illuminate da lucernai. Nel 1899 veniva dato alle stampe il primo catalogo analitico dei dipinti in esposizione, riedito nel 1909.
Il 1930 segna l’ingresso della straordinaria collezione dell’industriale e finanziere Riccardo Gualino, donata alla Regia Pinacoteca. Nel 1932 il museo celebra il suo primo centenario e assume la nuova denominazione di Galleria Sabauda, che rievoca l’origine delle sue principali collezioni. 
Allo scoppio della seconda Guerra Mondiale, le opere sono messe al sicuro presso il Castello di Guiglia (Modena) e successivamente presso i Borromeo all’Isola Bella del Lago Maggiore, per tornare infine nel palazzo dell’Accademia delle Scienze nel 1947, dopo una prima ristrutturazione dell’edificio.
Tra il 1952 e il 1959, sotto la direzione di Noemi Gabrielli, il museo affronta una profonda evoluzione, con la trasformazione degli spazi espositivi su progetto di Piero Sampaolesi. Il nuovo allestimento, concepito per raddoppiare la superficie disponibile, si avvale di strutture svincolate dall’architettura originaria del palazzo ed ispirate ai più avanzati criteri di sobrio razionalismo architettonico.
Nel 1982, centocinquantesimo anniversario di istituzione della Galleria Sabauda, vennero iniziati i lavori di riordino strutturale, facendosi strada l’ipotesi di un progetto di riordinamento delle raccolte per recuperare l’intera fisionomia del collezionismo sabaudo. Al 1997 risale il riallestimento del settore dedicato alle Scuole piemontesi, mentre il 2004 vede il riordino delle Scuole italiane dal XIV al XVI secolo. Il 20 marzo 2012 la Galleria Sabauda ha lasciato la sua sede storica, e contestualmente il 5 aprile è stata aperta al pubblico la nuova sede presso la Manica Nuova di Palazzo Reale con ingresso in via XX settembre 86.



IL MUSEO OGGI 

Nella nuova sede della galleria Sabauda presso la Manica Nuova di Palazzo Reale, al piano terreno, sono presentati al pubblico i "Capolavori della galleria Sabauda". Vi sono esposte 95 opere, tra dipinti e statue, scelte tra i capolavori delle collezioni del Museo in attesa che, nel 2014, venga ristrutturato l’intero edificio in cui verranno riallestite le collezioni della Galleria. 
Tra le opere dei maestri italiani dal Trecento al Cinquecento si possono ora ammirare la Madonna con Bambino del Beato Angelico, l’Arcangelo Raffaele e Tobiolo di Antonio e Piero del Pollaiolo, i Tre Arcangeli e Tobiolo di Filippino Lippi, la Madonna con Bambino e santi dipinta da Andrea Mantegna con l’aiuto di un collaboratore e la grande tela con la Cena in casa di Simone di Paolo Veronese. Tra i dipinti di pittori piemontesi sono esposte opere di Martino Spanzotti, Defendente Ferrari, Macrino d’Alba e Gaudenzio Ferrari. Tra le opere italiane di Sei e Settecento si possono annoverare la bellissima Annunciazione di Orazio Gentileschi, uno dei quattro tondi raffiguranti le allegorie degli Elementi di Francesco Albani, la Santa Francesca romana del Guercino e le tele di soggetto biblico eseguite per Vittorio Amedeo II da Sebastiano Ricci e Francesco Solimena, il San Giovanni Nepomuceno confessa la regina di Boemia di Giuseppe Maria Crespi e una celebre veduta di Torino realizzate da Bernardo Bellotto durante il suo breve soggiorno in città nella primavera del 1745. La Galleria Sabauda vanta all’interno delle sue raccolte una ricca presenza di dipinti di scuola fiamminga e olandese dal Quattrocento al Seicento: tra i primitivi sono visibili Le stigmate di san Francesco, capolavoro di Jan van Eyck, i due pannelli con Donatore in orazione e Visitazione eseguiti da Rogier van der Weyden e bottega e la Passione di Cristo di Hans Memling, commissionata all’artista dal finanziere fiorentino Tommaso Portinari. Straordinari per importanza e qualità pittorica sono, poi, il Ritratto di vecchio (forse Allegoria dell’Accidia) di Rembrandt van Rijn, le due tele raffiguranti Ercole e Dejanira di Pieter Paul Rubens, I figli di Carlo I d’Inghilterra e Il principe Tommaso di Savoia-Carignano a cavallo, due aulici ritratti barocchi di Anton van Dyck. Provengono dalla famosissima quadreria del principe Eugenio di Savoia Soissons (1663-1736), grande condottiero al servizio della corte viennese, vincitore dei Turchi, amante delle arti e colto collezionista, la Giovane olandese alla finestra di Gerard Dou, i Quattro tori di Paulus Potter, e il San Giovanni Battista di Guido Reni.



MOSTRA TEMPORANEA: DUE OPERE DI BOTTICELLI A CONFRONTO  
Dal 20 luglio al 18 settembre 2016 
Diverse e uguali al contempo, le due Venere si specchiano una nell’altra in un’eccezionale mostra confronto. Le due opere hanno viaggiato parecchio insieme negli ultimi mesi: dopo Berlino e Londra, giungono in Italia, per offrirsi insieme al pubblico e poter essere ammirate in un unico colpo d’occhio. Al termine della mostra la Venere di Torino resterà ai Musei Reali, la gemella tedesca sarà invece ricollocata presso la Gamäldegalerie di Berlino.

Shake your Mind! 

fonte sito: http://www.galleriasabauda.beniculturali.it/, http://www.poloreale.beniculturali.it/index.php/it/eventi/175-venere-incontra-venere
fonte foto: http://www.lacivettaditorino.it/wp-content/uploads/2015/01/Galleria-Sabauda-Edificio-www.lacivettaditorino-3.jpg, http://teatriemusei.ovest.com/_img_sez/1549-2-grande-1-galleria-sabauda-galleria.jpg, http://www.poloreale.beniculturali.it/index.php/it/eventi/175-venere-incontra-venere