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L’Arte della bellezza di Gianmaria Buccellati

Ultimo weekend per la mostra “L’Arte della bellezza” di Gianmaria Buccellati alla Reggia di Venaria.



La mostra è una preziosa selezione in larga parte inedita delle straordinarie creazioni di gioielleria e di alta oreficeria realizzate da Gianmaria Buccellati: un’occasione unica per scoprire l’affascinante storia di questa realtà di successo internazionale.

Gianmaria Buccellati è il protagonista di questo viaggio nel nome della tradizione e dell’eccellenza artigianale italiana. Nato nel 1929, Gianmaria dà avvio alla sua storia personale dall’esperienza del padre Mario, che nel 1919 aveva aperto la sua prima boutique di alta gioielleria a Milano, dove aveva conosciuto Gabriele d’Annunzio, che lo aveva definito il “principe degli orafi”, nel 1923 ordino la collana “sautoir” con rubini e berillo giallo.



Nel corso degli anni Gianmaria ha realizzato autentici capolavori attraverso l’utilizzo di oro e argento, perle e pietre preziose, rappresentando il genio italiano nella creazione di opere d’arte, apprezzate ovunque. Ha aperto negozi in tutto il mondo, dall’Occidente all’Estremo Oriente, da Montecarlo a Hong Kong, da Firenze a Tokio e a New York. I suoi splendidi gioielli, ricercati dai personaggi del jet set internazionale, danno la suggestione dell’italianità dello “stile Buccellati”. La consacrazione avviene nel 1979 con l’apertura della boutique Buccellati nella prestigiosa Place Vendôme a Parigi, vero tempio mondiale della haute joaillerie. Nel 2013 il private equity fund Clessidra SGR diventa primo partner investitore del marchio con la famiglia che continua a sovraintendere la direzione creativa delle collezioni.

Una storia italiana, che si snoda lungo tutto il Novecento, di uno dei protagonisti del Made in Italy, un successo di arte e di tecnica, di estro artistico e di capacità artigianale, nonché di fiuto imprenditoriale e di mecenatismo illuminato.



Gianmaria Buccellati, 85 anni, artista geniale, ritenuto non a torto il ‘re’ dei gioiellieri. Quarto di cinque fratelli, Gianmaria fu il primo a seguire la carriera del padre. A 16 anni lavorava già nel negozio e nei laboratori di Milano. Prima come semplice apprendista, imparando l’arte orafa dagli artigiani, poi come disegnatore e creatore. Perché quella era la sua vera natura.

Amava creare con le mani e lavorare i metalli e le pietre preziose, una passione che lo porterà in età matura a girare il mondo alla ricerca del meglio assoluto, ovvero le migliori gemme, i più raffinati materiali. Nel mondo era famoso per questo e, quando cercatori e venditori trovano il ‘pezzo’ unico, lo chiamavano.



All’età di 19 anni, il padre gli affidò la direzione del negozio di Milano mettendolo in condizione di conoscere personalmente i maggiori esponenti del mondo imprenditoriale e finanziario milanese, traendone esperienze e conoscenze determinanti per la sua formazione. Così che quando scomparve il padre, nel 1965, fu in grado, grazie alla sua visione internazionale, di sviluppare il suo marchio ‘Gianmaria Buccellati’ portandolo in tutta Europa e in Estremo Oriente, in particolare a Hong Kong e in Giappone.

Quando, nel 1979, aprì la sua grande boutique a Parigi, in Place Vendome, il suo nome divenne sinonimo mondiale di haute joaillerie. L’arte di Gianmaria è stata celebrata da prestigiosi musei in importanti mostre, come quelle memorabili alla Smithsonian Institution di Washington D.C., nel 2000, al Museo del Cremlino di Mosca, nel 2008, e lo scorso anno presso Palazzo Pitti di Firenze. E ora a Venaria, dove le sue mirabilia – dalla Coppa del Sacro Graaal alla Spilla Gran Dama realizzata nel 2003 con una rarissima perla Melo Melo dei mari del Vitenam, dai gioielli a ‘tulle’ con migliaia di diamanti incastonati agli anelli in fibrolite o alessandrite – si sposano con l’eleganza della Reggia sabauda.



Per salvaguardare il tesoro di conoscenze, oggetti e disegni Buccellati – padre e figlio – nel 2008 è nata l’omonima fondazione, che sta intraprendendo un importante percorso di divulgazione dell’arte orafa nazionale nel mondo. Perché Buccellati, senior e junior, sono stati e sono ancora emblema di quel bello italico ancora oggi prezioso e inimitabile che il mondo ci chiede e ci invidia.

cit. In ogni periodo storico l’uomo è stato in grado di creare bellezza applicando precise matrici formali e per chi fa il mio mestiere confrontarsi il mio ideale di bellezza è un esercizio quotidiano di tensione verso l’assoluto. Io credo che la conquista della bellezza sta sempre relativa al momento in cui la si vive, per questo bisogna continuare a rincorrerla fino allo spasimo.

Per saperne di più segue il link al sito ufficiale!

Shake your mind!

Fonti immagini:
1) sito ufficiale Buccellati
2-3-4-5) Foto di Irene Fascio