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Monet

Appena prorogata fino al 14 febbraio la mostra in corso più visitata d’Italia: Monet e i capolavori del Musée D’Orsay. Presso la Gam di Torino.


Il Musée d’Orsay, che conserva la collezione più importante dell’opera dell’artista, ha concesso oltre quaranta capolavori, per dare vita a una speciale rassegna che documenta l’attività del maestro, testimoniando i momenti più significativi e le svolte che, partendo dagli esordi, hanno portato l’artista a essere considerato il padre dell’Impressionismo.
Il curatore della mostra è Xavier Rey, Conservatore presso il Musée d’Orsay e specialista di Monet, insieme a Virginia Bertone, Conservatrice della GAM di Torino.

Dopo un esordio all’insegna del realismo courbettiano negli anni 60 dell’Ottocento, i dipinti di Monet mostrano la cifra più pura dell’Impressionismo, prima di dare vita, inizialmente tramite uno sguardo sempre più acuto e penetrante, poi attraverso una libertà e un lirismo sempre più marcati, a un intero capitolo dell’arte del XX secolo.

La Mostra viene suddivisa in 7 sezioni distinte.

01. Una formazione poco classica

Cresciuto a Le Havre,Monet si fa notare molto presto per il suo talento di caricaturista, che sviluppa da autodidatta.
Malgrado muova i primi passi nel solco della tradizione, Monet è sempre stato,vicino ai pittori della scuola di Barbizon, la quale intende trasformare il paesaggio di ispirazione classica in una rappresentazione più realistica della natura. Successivamente si avvicina sempre più alla  pratica della pittura en plein-air, che allora si stava diffondendo.
Fin dagli esordi, Monet si inserisce nella linea di Courbet e dei pittori naturalisti.
Fino al 1865, anno in cui Monet parteciperà per la prima volta al Salon ufficiale, l’esposizione annuale nella quale vengono presentati gli artisti. Nella quale furono ammessi due suoi paesaggi,notati dalla critica.


2. Argenteuil

Come molti pittori della sua epoca, Monet viaggia molto. Negli ultimi anni della sua vita, l’agiatezza raggiunta gli permetterà anche di viaggiare regolarmente fuori dalla Francia. La sua carriera è quindi ritmata sui luoghi che abita successivamente e che diventano i punti cardinali delle sue esperienze pittoriche.
Monet si stabilisce ad Argenteuil, vicino a Parigi. Sulle rive della Senna, può concentrare la sua ricerca sulla rappresentazione dell’acqua e dei riflessi nei differenti momenti del giorno o delle stagioni. Si interessa inoltre agli sport acquatici, ai quali sta iniziando a dedicarsi la buona società parigina alla ricerca di svago e di divertimento.
Benché paesaggista, Monet conserva una grande attenzione per le attività umane; in particolare le abitudini di vita, che diventano oggetto di studio di una parte della società che sta acquisendo coscienza di sé, come testimonia la nascita delle nuove scienze sociali, quali la sociologia e la psicologia.

3. Dipingere la città moderna

Di fronte ai rifiuti sempre più frequenti dei loro quadri al Salon ufficiale, i pittori che sarebbero poi diventati gli impressionisti fondano una società anonima per realizzare, nel 1874, l’antico progetto di un’esposizione indipendente.
Se da una parte Monet fa sensazione alla prima manifestazione del gruppo con il dipinto Impression, soleil levant (Impressione, sole nascente), egli si propone al contempo come pittore della vita moderna e della nuova realtà urbana, con un interesse particolare per il porto industriale di Le Havre.
Dopo aver presentato, alla terza mostra impressionista del 1877, diverse vedute della Gare Saint-Lazare, vera e propria cattedrale del XIX secolo, analizzata in tutte le variazioni di luce tra i fumi delle locomotive, è in occasione dell’Esposizione Universale del 1878 che può mettere alla prova la sua tecnica con la rappresentazione della vitalità urbana. Se le scene di interni sono più rare, esse sono tuttavia delle testimonianze brillanti della vita moderna.


4. Monet e la rappresentazione della figura umana

Reso immortale dai suoi paesaggi e dalla sue impressioni dal vero, Monet contribuisce anche al rinnovamento della rappresentazione della figura umana, che diventa soggetto della sua pittura in più momenti della sua carriera.
Partendo dall’idea, che era già stata di Manet, che l’inserimento di personaggi in un paesaggio sarebbe stato indispensabile per farsi notare al Salon, Monet progetta di presentarvi nel 1866, alla sua seconda partecipazione, un enorme dipinto (4,6×6 metri) che rappresenti un Déjeuner sur l’herbe (Colazione sull’erba).
Il soggetto è eminentemente moderno, poiché rappresenta la novità di una società borghese e industriale che scopre gli svaghi e la campagna, diventata più accessibile grazie alle nuove linee ferroviarie.
Monet non presenta il dipinto al Salon, ma vi invia un ritratto in piedi della sua futura sposa, Camille, con un lungo abito verde, che riscuote un grande successo e gli vale senza dubbio la commissione, nel 1868, del Ritratto di Madame Gaudibert, moglie di un ricco commerciante di Le Havre, opera nella quale darà prova di una grande padronanza della restituzione dei riflessi di luce sulle stoffe.
Più che un ritratto, Meditazione è soprattutto la testimonianza di una scena di intimità, così come il ritratto della figliastra Blanche Hoschedé Monet, che sarà a lungo una delle sue modelle preferite.

05. Vétheuil

Dopo un breve ritorno a Parigi, Monet sceglie di stabilirsi di nuovo nei dintorni della capitale nel 1878 a Vétheuil, dove trova un ambiente di vita più gradevole per la moglie Camille, che ha appena dato alla luce il loro secondo figlio e la cui salute si fa sempre più fragile.
Lontano dall’aria di villeggiatura di Argenteuil, Vétheuil offre a Monet una natura intatta: il primo inverno gli dà anche l’opportunità di dipingere degli straordinari paesaggi innevati.
Distante dai tumulti della città, si interessa ora alla vita rurale e al fascino del succedersi delle stagioni, che prefigura il suo lavoro sulle serie di una decina di anni più tardi.
Facendo della chiesa del paese, che domina sulla Senna, un vero e proprio segno di riferimento, ne moltiplica gli angoli di visuale e le atmosfere.
Il soggiorno a Vétheuil è funestato dalla morte di Camille, ma segna anche l’inizio, per il momento ancora modesto, del successo commerciale delle sue opere.


06. Giverny e il moltiplicarsi dei viaggi artistici

All’inizio degli anni ottanta,Monet riesce a trarre sempre maggiore fortuna economica dalla sua pittura.
Nel 1883 decide di trasferirsi a Giverny. E soprattutto privilegia le vedute sulla Senna, come Port-Villez, proprio di fronte a Giverny.
Il superamento dei problemi finanziari gli permette di intraprendere molti viaggi, nel corso dei quali può mettere alla prova la sua tecnica con luci differenti, come quella delle coste della Normandia o della Costa Azzurra.
Scopre a Bordighera, che definisce “un paradiso terrestre”, l’amore per i giardini lussureggianti, che svilupperà poi nel suo giardino di Giverny.
La sua trascrizione del mondo in pittura si fa sempre più personale, tanto nella forma che nei colori, usando la tecnica del frazionamento della pennellata.


7. Monet oltre l’Impressionismo: tra simbolismo e arte moderna


Se gli anni sessanta e settanta sono segnati dalle difficoltà finanziarie, negli anni ottanta Monet raggiunge finalmente una celebrità che gli garantisce una certa agiatezza, e che nel decennio successivo ne farà uno degli artisti di maggior successo del suo tempo.
I colori con i quali Monet restituisce i paesaggi si fanno più personali, e rispondono ormai sempre più a un imperativo artistico soggettivo più che all’esatta trascrizione della percezione.
L’armonia che caratterizza ora la sua pittura la avvicina alla musica e ai suoi principi.
In modo particolare, Monet giunge a sistematizzare il principio delle serie.
Da allora in poi, i temi si succederanno: i Pioppi, oppure Venezia e Londra, dove Monet riesce a cogliere a meraviglia le diverse atmosfere che attraversano le ore del giorno o le stagioni.
Nello spingere questo principio verso formati sempre più grandi, che sfoceranno nel ciclo delle Ninfee del Musée de l’Orangerie, donato allo Stato francese per celebrare la vittoria del 1918. Monet si presenta come uno dei padri della pittura Moderna.


cit.”Il colore è la mia ossessione la mia gioia e il mio tormento”


Fonte Foto: sito ufficiale Gam