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Museo Nazionale del Cinema

Il Museo del cinema uno sei musei più importanti al mondo per la ricchezza del patrimonio e per la molteplicità delle sue attività scientifiche e divulgative. Ma ciò che lo rende unico è l’attenzione per il suo allestimento espositivo, a cura di François Confino che ha lavorato d’ingegno e fantasia, moltiplicando i percorsi di visita per dare vita a una presentazione spettacolare, con stimoli uditivi e visivi proprio come quando si assiste alla proiezione di un film. Il museo è ospitato all’interno della Mole Antonelliana, simbolo della città di Torino. 



Il Museo è suddiviso in 4 aree espositive con diversi percorsi di visita:
 
L’ARCHEOLOGIA DEL CINEMA:
A metà dello scalone si accede al piano dedicato all’Archeologia del Cinema.
Visitate le otto sale tematiche per sperimentare in prima persona gli spettacoli ottici e i dispositivi che hanno segnato alcune tappe fondamentali per la nascita del cinema.
Per conoscere il funzionamento degli apparecchi e scoprirne i principi tecnici, toccate ed esplorate con le mani i modelli visivi e tattili. Percorrete invece la lunga sequenza di vetrine per ammirare la preziosa collezione del Museo Nazionale del Cinema e soffermatevi davanti ai video per scoprire i tesori conservati nei depositi.
Didascalie digitali e TAG rendono la visita accessibile a tutti e offrono approfondimenti e curiosità sulle opere esposte.



L’AULA DEL TEMPIO
Al centro della Mole Antonelliana, si trova la grande Aula del Tempio, il cuore spettacolare del Museo. Attraversata in verticale dall’ascensore in cristallo, che sale sino al tempietto panoramico posto a 85 metri di altezza, è circondata da cappelle dedicate al culto del cinema, con suggestive scenografie che illustrano alcuni grandi temi e generi della settima arte: l’animazione, il cinema dell’assurdo, l’horror e il fantastico, il cinema degli specchi, il western, il musical, la fantascienza, il cinema sperimentale e quello familiare, i melodrammi di amore e morte e il 3D. Le due ultime cappelle sono rispettivamente dedicate al capolavoro del cinema muto italiano, Cabiria di Giovanni Pastrone, e a Torino Città del Cinema.
Seduto sulle chaises longues, il visitatore può inoltre assistere alla proiezione di tre film proiettati sugli schermi giganti.
Dall’Aula del Tempio si accede infine alla rampa elicoidale che, come una pellicola cinematografica, si srotola a salire verso la cupola. Il percorso è sede delle mostre temporanee e permette di ammirare l’Aula del Tempio dall’alto in una visione spettacolare e mozzafiato.

LA MACCHINA DEL CINEMA
Con un ascensore, si sale al livello della Macchina del Cinema, l’area espositiva dedicata alle diverse componenti dell’industria del film e alle fasi di realizzazione di un’opera cinematografica: gli studi di produzione, con un omaggio a una tra le più celebri case di produzione italiane, la Titanus, la regia, la sceneggiatura, gli attori e lo star-system, i costumi di scena, la scenografia, gli storyboard, la sala cinematografica. Inattesi allestimenti scenografici, documenti di produzione, oggetti di scena, fotografie, bozzetti e montaggi di celebri sequenze, accompagnano il visitatore in un percorso che dall’ideazione conduce alla produzione e alla distribuzione di un film.
Un breve percorso didattico, appositamente realizzato da Davide Ferrario per il Museo del Cinema, introduce il visitatore ai segreti della fabbricazione di un film e alla scoperta degli elementi del linguaggio cinematografico: le riprese, l’illuminazione, il montaggio, il sonoro, gli effetti speciali. Infine, tre alcove esemplificano in un percorso interattivo l’evoluzione degli effetti speciali.



LA GALLERIA DEI MANIFESTI
Disposti come in una serie di schermi fantasmagorici e colorati, di diversa grandezza, i manifesti esposti ripercorrono la storia del cinema, i film e gli autori più rilevanti e illustrano l’evoluzione del gusto figurativo, della grafica e della cartellonistica pubblicitaria.

MOSTRE TEMPORANEE
In questo momento la mostra Temporanea è dedicata a ECHO EN CUBA. Il cinema nella grafica cubana. Manifesti dalla collezione Bardellotto . Mole Antonelliana, 4 febbraio - 29 agosto 2016 
 
Dall’inizio degli anni Quaranta si inaugurano a Cuba oltre 400 cinematografi (di cui un quarto all’Avana): i primi titoli ad essere proposti, di origine europea, messicana ed argentina, sono pubblicizzati con uno stile di evidente derivazione occidentale, frutto dell’influenza dei vicini Stati Uniti.
In seguito alla rivoluzione castrista, datata 1 gennaio 1959, e alla costituzione dell’ICAIC (Instituto Cubano de Arte e Industria Cinematograficos), istituito il 24 marzo 1959, i grafici iniziano ad interpretare con un nuovo stile i lungometraggi e documentari che giungono da ogni parte del globo.
 
L’autonomia formale di cui godono, unita ad una capacità di sintesi espressiva unica, consentiranno loro di formare un originale movimento di veri e propri artisti dediti alla propaganda cinematografica.
 
Hecho en Cuba, "fatto a Cuba", diventa sinonimo di creatività e abilità, e i carteles de cine ne costituiscono la testimonianza più valida ed efficace.



Il Museo è più di un museo è un’esperienza di totale immersione nella storia del cinema, un’esperienza da non perdere.
Shake your mind!