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Organismi. Dall'Art Nouveau di Émile Gallé alla Bioarchitettura

Dal 4 Maggio 2016 al 6 Novembre 2016 alla GAM

Organismi è una mostra d’arte, architettura, design, fotografia e cibo che mette in relazione l’Art Nouveau con la contemporaneità. Propone una nuova visione delle relazioni tra le prospettive organicistiche del tardo Ottocento e degli inizi del Novecento e le visioni biocentriche di oggi.



Per Art Noveau (noto in Italia anche come stile floreale o stile Liberty) si intende il movimento artistico-filosofico attivo nei decenni a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, che influenzò arti figurative, architettura e arti applicate. Questo stile abbracciava i più disparati campi: architettura, decorazione d'interni e urbana, gioielleria, mobilio e tessuti, utensili e oggettistica, illuminazione, arte funeraria. Il movimento trae le sue origini dall'ideologia estetica anglosassone delle Arts and Crafts, che aveva posto l'accento sulla libera creazione dell'artigiano come unica alternativa alla meccanizzazione e alla produzione in serie di oggetti di dubbio valore estetico. L'Art Nouveau, rielaborando questi assunti, aprì la strada al moderno design e all'architettura moderna




Prima di proseguire nella scoperta della mostra ci restano da chiarire i concetti di organicismo e biocentrismo. Si definisce organicistica ogni dottrina filosofica, politica o sociologica che interpreti il mondo, la natura o la società in analogia ad un organismo vivente. Nell'ambito della filosofia politica e della sociologia l'organicismo teorizza che la società sia basata, oppure suggerisce debba basarsi, sul modello di un organismo vivente, ove i singoli rappresentano le cellule e gli ordini gerarchici di società, aziende, imprese e governi, siano tessuti, organi e apparati in relazione di interdipendenza fra di loro e quindi senza singole autonomie. Mentre il biocentrismo è una concezione filosofica secondo la quale l’uomo è solo uno degli innumerevoli elementi dell’universo, e quindi è tenuto a rispettare tutte le altre forme di vita e a vivere in armonia con animali e vegetali. 



La mostra Organismi propone al pubblico una visione delle relazioni che legano due momenti artistici temporalmente distanti, ma accomunati da un'analoga consapevolezza verso l'ambiente. Questo dialogo azzardato vede da una parte alcuni protagonisti dell' Art Nouveau, a partire dalle prospettive organicistiche dell'artista Emile Gallè tra tardo Ottocento e inizio Novecento, dall'altra artisti e architetti e architetti contemporanei, la cui ricerca si può riassumere nell'ampio orizzonte del Biocentrismo e nelle diverse declinazioni di cultura della sostenibilità, ecologia, bioarchitettura, cosmopolitica. Entrambi i periodi sono stati preceduti da profondi, rapidi cambiamenti sul piano scientifico, industriale e tecnologico. Di fronte al cieco progresso che veniva promesso allora dalla scienza applicata, e che di nuovo si promette oggi, diversi intellettuali, artisti, scienziati e filosofi proponevano e propongono modelli organicisti di pensiero, più vicini alla complessità della vita. Non si trattava, nè si tratta oggi, di un ingenuo "ritorno alla natura", ma di nuove alleanze fra il mondo umano e quello non umano del pianeta, fra i più antichi saperi tradizionali, locali e legati alla terra, e le ricerche più avanzate del periodo. La mostra non propone al visitatore un percorso storico lineare ma bensì una storia circolare che attraversa il tempo organicamente.



La mostra è suddivisa in 16 sezioni. A partire dai disegni dei "muri vegetali" di Patrick Blanc realizzati dal 1986 a oggi dalla foresta del Sydney Opera House ideata da Pierre Huyghe nel 2008, il percorso prosegue l’intreccio tra le varie culture, che trovano in Emile Gallé  grande artista del vetro e studioso di botanica, un vero e proprio protagonista, con opere provenienti dal Musée d’Orsay e Musée de Nancy. E così si può ammirare il prezioso vaso «Pomme de pin», il piatto «Aux crabes», in vetro rivestito e inciso con granchi e vegetazione acquatica, e il mobile da musica con decoro di farfalle. E dall’affascinante repertorio di immagini dell’Art Nouveau, tratte dal mondo vegetale e animale, si approda all’architettura Liberty di Raimondo D’Aronco, che nel 1902 ha disegnato i padiglioni per l’Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna di Torino, mentre si notano libri, dipinti, disegni a china di Santiago Ramòn y Cajal, Premio Nobel per la Teoria dei Neuroni nel 1906. Sino all’installazione di Marcos Lutyens, formata da sette tavoli e altrettante seggiole, che durante il vernissage proporrà la seduta ipnotica «Jeune d’Anvers: la main aux eaux» ispirata a «La main aux algues» di Gallé. E poi l’esposizione, si conclude con le testimonianze di arte e bioarchitettura di Mario Cucinella e il progetto «Granai della Memoria», l’alimentazione sostenibile documentata da Carlo Petrini, fondatore di Slow Food.  


Shake your Mind!

fonte testo: http://www.gamtorino.it/it/eventi-e-mostre/organismi-dallart-nouveau-di-%C3%A9mile-gall%C3%A9-alla-bioarchitettura,  http://www.garzantilinguistica.it/ricerca/?q=biocentrismo, http://www.lastampa.it/2016/04/29/torinosette/primapagina/segnalazioni/dal-maggio-alla-gam-lopera-darte-organismo-vivente-1RNHgJUThEu4cHx5P1whQJ/pagina.html, Wikipedia. 

fonte immagini: http://www.outsidersmusica.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/image002-1.jpg
http://www.bitculturali.it/online/wp-content/uploads/2016/05/Mario-Cucinella.jpg
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