Due parole con Mauro Alessandria, responsabile di Rivoli Città Fotografica 2019

Di Federico Mo e Irene Fascio per Redazione Post Spritzum

Torna anche quest’anno l’appuntamento con Rivoli Città Fotografica, che prevede un concorso gratuito a tema libero  – la scadenza per presentare il proprio progetto è il 3 marzo 2019 – e a seguire una rassegna con mostre e ospiti che si svolgerà a Rivoli dal 14 giugno al 7 luglio 2019.
 
Noi di Post Spritzum siamo andati a parlare con gli organizzatori:  “Il Gruppo Fotografico Rivolese l’Obiettivo”  e in particolare con il responsabile di "Rivoli… Città Fotografica", Mauro Alessandria.



 Che cosa è il concorso e la rassegna “Rivoli…Città Fotografica”, essendo giunto alla terza edizione, almeno noi rivolesi, lo conosciamo:
un evento diffuso, volto a promuovere e sviluppare forme di condivisione della cultura fotografica fra i tanti appassionati e professionisti.
Qual è però un motivo per cui qualcuno dovrebbe partecipare al concorso “Rivoli… Città Fotografica 2019” come fotografo?

Allora, sicuramente come fotografo la cosa più importante è il momento di confronto, tra progetti diversi ed espressioni artistiche della fotografia differenti. Nel senso che Rivoli Città Fotografica vuole essere un contenitore in cui aprire una serie di possibilità di vedere la fotografia sotto vari aspetti senza esaurirli completamente.

Partiamo dalla fotografia naturalistica piuttosto che dalla fotografia di reportage; o ancora la fotografia documentaristica o quella ritrattistica.
Quindi ognuno si esprime liberamente e – importante! - il partecipante tramite il proprio progetto deve raccontare una sua storia.

L’altro aspetto importante è che è un libero spazio dato a disposizione: quindi non ha costi per partecipare. E permette a ogni partecipante di metterci, quello che diciamo noi, “la faccia”: non basta presentare il progetto, ma bisogna poi venirlo a raccontare spiegando il perché è stato fatto e che cosa c’è dietro a quel progetto; e ci deve anche raccontare quali sono le progettualità future (se le si hanno).

Quindi, a differenza di altre rassegne dove si presentano gli elaborati più belli o le persone più tecnicamente brave che hanno realizzato le cose più d’impatto, di fatto Rivoli Città Fotografica è un contenitore dove c’è un mondo che si confronta. Si confronta con aspetti estetici, aspetti espressivi, aspetti psicologici … varie declinazioni. Questo – del confronto - è sicuramente secondo me il valore portante.

 Cosa c’è di nuovo quest’anno rispetto alle precedenti edizioni?

Quest’anno la novità sarà il tentativo di far confrontare, di far esprimere i ragazzi; questo il motivo della Sezione meno 18, riservata a chi ha meno di 18 anni.

E inoltre, sempre quest’anno, abbiamo una serie di focus nuovi e importanti: le declinazioni della fotografia. Declinazioni che vanno dalla fotografia all’interno del cinema (che cos’è la fotografia all’interno del cinema e che cosa fa un direttore della fotografia nel cinema); un confronto tra la fotografia e la letteratura (quindi chi ha scritto libri o chi ha realizzato libri di fotografia); la fotografia e la fumettistica (il confronto tra uno che disegna fumetti e uno invece che scatta immagini- c’è una serie di similitudini che vogliamo mettere in evidenza durante la discussione! ); oltre agli ospiti che ci saranno.


Rivoli Città Fotografica non ha un tema al contrario di altre rassegne come “Il festival della Fotografia Etica di Lodi” piuttosto che quello della fotografia sportiva, quella di reportage … ma vuole proprio essere un contenitore aperto attraverso gli spazi che ci rende disponibile il Comune di Rivoli e la sinergia che facciamo con le attività commerciali esistenti.

A proposito di spazi … dove saranno esposte le fotografie?

Porteremo le fotografie – singole o progetti presentati –  nei negozi e negli spazi pubblici  o comunali (come la Casa del Conte Verde e la Chiesa di Santa Croce e la Biblioteca Alda Merini); alcuni negozi ospiteranno i progetti dei ragazzi realizzati anche in collaborazione con lo spazio giovani  IoCentro.
Questa è l’essenza: cioè il prendere un’area dove la fotografia è diffusa in più posti possibili e farla diventare un luogo di confronto legato al tema della fotografia.

    Cosa può trovare il pubblico ?

Cosa può trovare non lo so, lo vedremo: dipende dalla bravura e dalla bellezza dei progetti iscritti e selezionati (n.d.r. scherzando).
Sicuramente ci saranno una serie di ospiti, alcuni sono già individuati e rappresentano delle loro tipicità.
Ci sarà un ospite che si occuperà in particolare di fotografia all’interno del mondo del web e del perché creare un blog legato alla fotografia: Sara Munari che ha un sito che si chiama Musa Fotografia. È una fotografa di Lecco che in questi ultimi anni si è messa in evidenza per la capacità di generare una piattaforma di discussione critica sulla fotografia.
Sicuramente tra gli ospiti avremo Alessandro Scatolini che ci farà una discussione critica sulla fotografia molto libera e molto aperta, così come è avvenuta lo scorso anno; e poi al pomeriggio farà la lettura portfolio.
 Avremo uno spazio dedicato esclusivamente alla Street Photography con  la possibilità di presentare progetti e avere le letture portfolio.
Avremo due giornate tecniche legate alla possibilità di effettuare scatti con le macchine fotografiche date a disposizione e saranno dedicate una alla fotografia architettonica e l’altra invece al glamour; e avremo un’ulteriore giornata tecnica dedicata solo ai giovani meno 18.
Una cosa importante che sta venendo fuori - e che sicuramente concretizzeremmo - è che daremo la possibilità a due Istituti, che stanno lavorando a un progetto fotografico con ragazzi e ragazze che hanno tra i 10 e i 12 anni di Torino, di poter esporre il loro lavoro.
Quindi è un caleidoscopio che gira intorno al tema della fotografia. Ci sarà un po’ di tutto. Poi oggi siamo sotto Natale, abbiamo ancora 5 mesi in cui dobbiamo lavorare al consolidamento di alcuni aspetti.
Però questi sono sicuramente gli appuntamenti certi. Poi speriamo di aggiungere altri elementi che nel frattempo stiamo contrattando.

Per concludere, un paio di curiosità sulle scorse edizioni …

Fatti curiosi.. la prima edizione è stata.. come  dire… mal interpretata, nel senso che il titolo Rivoli Città Fotografica ha portato la gente a presentare un sacco di progetti e di fotografie su Rivoli – che non era il vero senso della nostra iniziativa.

Perché il vero senso era trasformare Rivoli in una città dedicata alla fotografia..

Esatto, questo era il significato. O raccontare le proprie storie attraverso la fotografia. Però ha avuto il vantaggio che si è incominciato a fare un percorso di critica e di analisi su questo.

L’anno scorso invece per esempio l’aspetto bello è che la seconda edizione ha visto il coinvolgimento di un grande pubblico. L’unico luogo di cui abbiamo la certezza delle persone che sono passate è la Casa del Conte Verde: solo lì sono venute più di 400 persone a vedere le fotografie e i progetti.
Ciò ha creato una serie di sinergie nel senso che si è cominciato anche a dialogare tra gruppi (fotografici). Quindi questo ha permesso di conoscere delle persone, di conoscere dei progetti e così i gruppi di zona - e non solamente del torinese - hanno avuto modo di incontrarsi e di confrontarsi.
E l’altro aspetto che ha funzionato molto è quello della fotografia e della psicologia, con la lettura del portfolio che ha trovato molte adesioni, molte persone presenti a mettersi in discussione; perché poi la cosa difficile è che le letture dei progetti vengono fatte all’aperto… un po’ come nelle agorà: c’è “l’insegnante” - che poi in realtà non è un insegnante ma è uno che ti aiuta a ragionare- ci sei tu con le tue fotografie, e c’è la gente attorno che ti ascolta. Quindi è un momento in cui si può sia catturare idee, generare idee, sia discuterle con altre persone che “leggono” le tue immagini.

  È anche un po’ il momento della verifica quello di presentare bene il proprio progetto, le proprie foto. Vuole dire mettersi in gioco, capire cosa gli altri capiscono del tuo messaggio tramite ciò che hai realizzato grazie all'estetica ma soprattutto a quello che è stato catturato nello scatto.

Sì esatto, l’arrivo del tuo messaggio. Questo è un aspetto importante, un aspetto bello.

 E sprona a migliorarsi, immagino.

Sì, soprattutto sprona nel momento in cui tu decidi di non fare semplicemente un’azione estetica. Ti sprona anche sulla riflessione del tipo di linguaggio che hai utilizzato: se è un linguaggio che capiscono, oppure, se stai parlando una lingua che gli altri non sanno.  

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