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Raffaello, il Sole delle Arti

Appena conclusa alla Reggia di Venaria la mostra di Raffaello. (1483 –1520)



Basterebbe prendere in prestito la copertina di un celebre album dei Pink Floyd: The Dark Side of the Moon. Un prisma stilizzato su sfondo nero, illuminato da un raggio di luce che libera un arcobaleno di colori, dove il prisma è l’individuo, impegnato in una profonda ricerca sulla realtà. Non a caso, nella sala che dà accesso alla mostra, il visitatore si trova di fronte a una serie di pannelli neri sui quali si declinano bande di diversi colori, restituendo tutta la difficoltà nell’ingabbiare l’opera del maestro in pochi concetti.

Il fulcro della mostra è costituito da un nucleo di celebri capolavori, che evocano il racconto della sua prodigiosa carriera artistica, le persone che ha conosciuto, le diverse città dove ha vissuto. A documentare gli anni della sua formazione è una scelta di opere dei maestri che hanno avuto un ruolo fondamentale, vale a dire il padre Giovanni Santi, il Perugino, il Pinturicchio e Luca Signorelli.

La mostra intende accostarsi alla geniale personalità di Raffaello anche da un punto di vista inconsueto e imprevedibile, vale a dire illustrando il suo impegno creativo verso le cosiddette “arti applicate”, che tradussero nelle rispettive tecniche suoi cartoni e disegni nonché incisioni tratte dalla sua opera, e che nel corso del Cinque e Seicento costituirono il veicolo privilegiato per la diffusione e la conoscenza in Italia e nel resto d’Europa delle invenzioni figurative dell’Urbinate: arazzi, maioliche, monete, cristalli di rocca, placchette, smalti, vetri, armature, intagli.

Per le richieste di prestito delle opere sono coinvolte le più importanti istituzioni museali italiane e straniere come i Musei Vaticani, il Residenzschloss di Dresda, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Victoria and Albert Museum di Londra, la Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia, gli Uffizi, la Galleria Palatina di Palazzo Pitti, il Museo Nazionale del Bargello e il Palazzo Corsini di Firenze, il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, la Galleria Nazionale delle Marche di Urbino, i Musei Civici di Pesaro e il Museo di Capodimonte di Napoli.

Il percorso della mostra si suddivideva nelle seguenti sezioni:

- L’apprendistato di Raffaello tra Urbino e l’Umbria
- Raffaello e Urbino.
- Ritratte di Principi e Dame
- Le ‘Madonne’ di Raffaello e la loro fortuna
- Le stanze Vaticane di Raffaello
- Le invenzioni raffaellistiche, le incisioni e la Maiolica istoriata
- Le logge e la Bibbia di Raffaello
- La subblime manifestazione del divino nel mondo naturale: la visione di Ezechiele
- Temi di storia Sacra
- I mosaici della cappella Chigi in Santa Maria del Popolo
- Raffaello e l’arte dell’oreficeria
- Raffaello e Valerio Belli “Principe degli incisori in gemme e cristalli”
- La fortuna dei modelli raffaelleschi nelle “Arti congeneri” Storie e miti
- Il Giudizio di Paride
- Il Trionfo di Galatea
- La pesca miracolosa
- Gli arazzi con gli atti degli apostoli per la cappella Sistina
 
Fin dall’inizio del percorso, oggetti e quadri sono accostati in maniera impeccabile: il pendente a forma di scorpione associato al ritratto di Elisabetta Gonzaga contribuisce a connotare la moda del XVI secolo, spingendosi più in là rispetto alle canoniche interpretazioni astrologiche.
Si passa poi alla fortuna delle Madonne prima di accedere alle sale dedicate alle Stanze Vaticane, attraverso l’installazione della porta proveniente dalla Stanza di Eliodoro. Ma l’immersione è solo simbolica, non potendo fruire degli affreschi originali con cui dovrebbero dialogare i diversi manufatti, ripetendo il medesimo discorso nelle sale seguenti, dedicate all’appartamento del cardinal Bibbiena e alla Farnesina. Come nel Cinquecento, le incisioni restano un patrimonio prezioso, custodito in luoghi per lo più interdetti al pubblico.

UN’ARTE CELESTIALE

Ben descrive la complessa produzione dell’artista una delle più interessanti opere esposte, l’Estasi di Santa Cecilia. Qui la sconfitta della musica degli uomini dimostra come questa sia infinitamente inferiore rispetto alla bellezza dell’armonia celeste, illustrata dal coro angelico nella parte superiore del quadro. Se solo gli angeli e i santi possono comprendere la musica dei cieli, un discorso simile può valere per l’arte di Raffaello.

Segue un video della mostra!


“Sono andato a vedere le opere di Raffaello a Roma: sono molto belle e avrei dovuto vederle tanto tempo prima. Sono piene di erudizione e di saggezza. Raffaello non cercava, come me, le cose impossibili, ma è bello.” cit. Pierre-Auguste Renoir

Fonti immagini:
1-2-4-5) Foto di Irene Fascio
3) Foto di Elena Massa