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Spiritelli, Amorini, Genietti e Cherubini

Allegorie e decorazione di putti dal Barocco al Neoclassico
Museo di Arti Decorative Accorsi – Ometto, Torino
19 febbraio 2016 – 5 giugno 2016



La mostra, curata da Vittorio Natale, presenta un tema che non è mai stato oggetto di un' iniziativa espositiva monografica in Europa.
Sotto le variate spoglie di spiritelli, amorini, genietti o di cherubini – come recita il titolo della mostra – i putti, ispirati all’arte antica romana, hanno trovato ampia diffusione soprattutto a partire dal Rinascimento, dilagando durante il Sei e il Settecento con funzioni decorative, ma anche allegoriche, e caratterizzando in vario modo sia l’arte profana che quella sacra.
La mostra raccoglie più di sessanta selezionatissimi oggetti provenienti da collezioni pubbliche italiane e private (italiane e straniere) ed è articolata in sei sezioni tematiche che sviluppano il tema dal punto di vista privilegiato delle committenze sabaude e piemontesi. 

Nel percorso, che si articola partendo dall’ origine e diffusione del tema e passando poi per le sezioni dedicate a nelle vesti di Amore, Allegorie profane, Angioletti e cherubini, Giochi di putti, Putti e arti decorative, sono esposti dipinti, sculture in terracotta, in marmo, in legno policromo, mobili, stampe, bronzi e argenti. 

La mostra si suddivide in 6 diverse sezioni:

1.Origine e diffusione 
Hanno origine durante il Rinascimento come sculture dell'antichità sotto forma di genietti e cupidi.
Nella seconda metà del '500 erano solo di funzione decorativa come Spiritelli, forza invisibile e incontrollabile che animano il corpo.
Acquisiscono nuova fortuna durante il '600-'700. Celebre scultura di Donatello "Due Putti in lotta".



2.Nelle vesti di Amore 
Il Cupido romano, Eros greco, veniva raffigurato come un fanciullo ignudo, con arco e frecce. Episodio riferito alla giovinezza di Michelangelo. Ma il tema poteva essere trattato con diverse sfumature: addormentato attributi della Vanitas (Bartolomeo Guido Bono), Eros o amoreggiare con Psiche formando la Concordia (Beaumont). Cupido tra Venere e Mercurio ( Jean-Traval).

3.Angioletti e Cherubini 
Dotati di ali, messaggeri tra cielo e terra. Gli angeli dall'inizio del '400 smisero di essere adulti ma innocenti bambini. Nelle modifiche del '500 per il naturalismo. Tra la Francia e Bologna erano legati a forme di bellezza ideale mentre a Milano erano usati giochi chiaroscurali dopo il Concilio di Trento. In Piemonte era celebre Guglielmo Caccia "Moncalvo" chiamato anche "poeta della controriforma". '600-'700 si manifesta la festosa e teatrale religiosità nelle forme angeliche, stucco e legno. 

4.Allegorie profane 
Nel 1625, putti allegorici, traduzione di messaggi a figure femminili fu interrotta da Sementi, dipinto ispirato a una favola narrata dal Cardinal Maurizio di Savoia. Allegoria del Cardinal con 3 putti. Fu immediata la fortuna di Torino.
Nel '700 si diffusero Rusconi e Collino. "Allegoria d'inverno Rusconi".



5. Putti e arti decorative
Nel '500 si diffondono le "arti decorative". Raffaello con Amorini danzanti e formanti n cerchio, utilizzato per impreziosire arazzi,argenterie e splendidi piatti in maiolica. 
Nel '600 pittori bolognesi Caracci, Domenichino, Albani. Scultore fiammingo, autore di splendide tavolette in avorio raffiguranti giochi di bambini.
Nel 18° sec. fu un periodo d'oro dell'immagine del putto nell'arte decorativa europea. Meissen famoso per la porcellana, lavori in bronzo piemontesi, argento e legno. "Boucheron", Meissen con "Le venditrici di Amorini" Alla fine del '700 c'è un ritorno all'ordine globale. Bison "L'allegoria delle stagioni".

6. Giochi di Putti
Nel '700 diventa un vero e proprio genere artistico. Scene di gruppi di fanciulli impegnati in attività atipiche del mondo adulto.
I temi riguardano le stagioni, gli elementi, i continenti. A Torino Ladatte principale interprete di tale tendenza: putti teneri e gioiosi, chiamato anche il "Boucher della scultura". Mentre Vittorio Amedeo Rapous divenne specialista nel genere pittura, sovraporte e dipinti. Allegoria delle stagioni, Allegoria dell'Aria e Fuoco. 

L’organizzazione della mostra è stata occasione per alcuni significativi recuperi di opere, individuate nei depositi di collezioni pubbliche e restituite alla pubblica fruizione, anche futura, grazie a specifici restauri.

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fonte sito:http://www.fondazioneaccorsi-ometto.it/it/mostre/gallery/le-mostre-in-corso/

fonte immagini: http://www.fondazioneaccorsi-ometto.it/oggetti/344_725206.jpg, http://www.fondazioneaccorsi-ometto.it/it/mostre/gallery/le-mostre-in-corso/