Immagine Header

Villa della Regina

Una “Vigna” a due passi dal cuore di Torino.

Riaperta al pubblico dopo un accurato restauro, ritrova l’antico splendore Villa della Regina, fondale scenografico della città, al centro dei giardini all’italiana con padiglioni, giochi d’acque e aree agricole nuovamente produttive.


Storia

Voluta dal Cardinal Maurizio di Savoia, edificata su progetto di Ascanio Vitozzi all'inizio del Seicento, venne ristrutturata su progetto di Juvarra che nella prima metà del Settecento prestò attenzione soprattutto alla villa in rapporto al complesso dei giardini.
Il cardinale era un uomo di grande cultura che rinunciò successivamente alla porpora cardinalizia per vivere in questa villa con la nipote Ludovica Maria di Savoia. Da principio venne perciò chiamata Villa Ludovica e in un padiglione di essa il cardinale Maurizio era solito organizzare dotte riunioni di accademici, scienziati e intellettuali. Questo salotto, era detto l'Accademia dei Solinghi e vi si discuteva di letteratura, scienza, filosofia e matematica. Il nome attuale del complesso deriva dal fatto che essa fu residenza delle regine sabaude nel corso del Settecento. Anna Maria di Orléans moglie di Vittorio Amedeo II, in particolare, la elesse a suo soggiorno prediletto. La Villa, inoltre, era spesso utilizzata dalla corte durante il mese di settembre. Con il trasferimento di corte sabauda a seguito della donazione fatta dal re Vittorio Emanuele II divenne la sede dell'Istituto Nazionale delle Figlie degli Ufficiali che combatterono durante le Guerre di indipendenza italiane. Da quell'anno cessò definitivamente di essere una proprietà privata della casa Reale.
Lungamente abbandonato, in anni recenti sono stati realizzati importanti interventi di restauro che hanno consentito la sua riapertura al pubblico nel 2006. I piani alti ospiteranno il Centro regionale di Documentazione e Catalogazione dei Beni Culturali. 
Nel giardino è stata riportata in vita la vigna, così che nel 2008 è stato possibile eseguire la prima vendemmia di Freisa


Interni 

La villa, al centro dei giardini all'italiana, si sviluppa al Piano nobile dal grandioso salone centrale con le straordinarie scenografie e dipinti. Dal salone si accede agli Appartamenti Reali riccamente decorati, nei quali trova posto in modo esemplare il gusto settecentesco per le "cineserie". All'interno della residenza si trovano affreschi e quadri, posti nel grande salone principale. Nelle sale adiacenti sono notevoli i quattro Gabinetti Cinesi in raffinato legno laccato e dorato.  
 

Esterni e giardino

La struttura è tipicamente seicentesca con un celebre giardino all'italiana ad anfiteatro nel retro.
Una volta percorso il viale di accesso, si ha di fronte l'antistante piazza-terrazza ellittica (il cosiddetto Gran Rondeau), ovvero una doppia scala con fontana. Dentro la fontana trova posto una scultura in marmo del dio Nettuno, mentre ai suoi bordi giacciono 11 statue di divinità fluviali. Lo scenografico Gran Rondeau permette di salire ad un piazzale di forma rettangolare che termina al fondo con uno scalone a tenaglia e una vasca centrata più piccola della precedente, detta Vasca della Sirena perché contiene una statua in marmo della Sirena. Dietro il palazzo si estende, scavato nella collina, un vasto giardino su 3 livelli suddivisi da filari di siepi. Dal corpo centrale della facciata retrostante si sviluppa un'esedra semicircolare che racchiude una piccola vasca in marmo. L'ambiente dell'esedra è delimitato da un muro semicircolare su cui sono scavate 20 nicchie quasi tutte adorne di statue. Nel mezzo del muro che circoscrive l'esedra, in corrispondenza di due obelischi, si apre una scalinata che porta ad un'ulteriore vasca prospiciente la Grotta del Re Selvaggio. Superata la Grotta, la scalinata prosegue verso il culmine centrale dell'anfiteatro: si tratta del Belvedere superiore, alla cui base sorge la circolare Fontana del Mascherone. La fontana alimenta dall'alto la cosiddetta Cascatella della Naiade. Il Belvedere superiore domina invece dall'alto palazzo e giardino ed è la costruzione più elevata della Villa della Regina. All'estremità Sud della Villa sorge il già citato Padiglione dei Solinghi, una costruzione a due piani isolata e seminascosta dal bosco circostante. L'acqua che alimenta dall'alto verso il basso il circuito delle vasche e fontane è attinta da varie sorgenti naturali nella collina circostante. A coronamento del giardino si estende un grande bosco. 



 
Shake your Mind!

fonte foto: Irene Fascio 
fonte sito: turismo torino, wikipedia