Villa Reale di Monza

Monza città famosa grazie all'Autodromo Nazionale e la Formula 1, ospita proprio nel cuore della città la Villa Reale, dopo aver percorso il viale alberato che ricorda molto Stupinigi, giungiamo in questo posto magico e tranquillo ad appena due passi da Milano. Dietro la Villa troverete anche il Parco di Monza,  uno tra i maggiori parchi storici europei, il quarto recintato più grande d'Europa e il maggiore circondato da mura con una superficie di 688 ettari.


La costruzione
La Villa è stata costruita per volontà dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria tra il 1777 e il 1780 come residenza estiva per il figlio Ferdinando d’Asburgo, governatore generale della Lombardia austriaca.
Il sito, adagiato ai piedi dei colli brianzoli, fu scelto anche per la sua bellezza, per la sua vicinanza a Monza e per la posizione, strategicamente importante, lungo la direttrice Milano-Vienna.
L’architetto Piermarini progettò un edificio a “U”, in stile neoclassico, secondo la sobria tradizione tipologica della villa lombarda, ma ispirato al fasto e alla grandiosità della reggia di Caserta, alla cui realizzazione aveva partecipato come allievo del Vanvitelli. Al corpo centrale di rappresentanza si aggiunsero due ali laterali per le stanze padronali e degli ospiti, e altre due sezioni perpendicolari alla parte principale, destinate alla servitù, alle stalle e agli attrezzi, per un totale di quasi settecento stanze.

Il periodo napoleonico
Eugenio di Beauharnais, nel 1805 nominato viceré dell'appena costituito Regno d'Italia Napoleonico, fissò la sua residenza principale nella Villa che quindi in questa occasione assunse il nome di "Villa Reale".Il nuovo viceré commissiono al suo architetto di fiducia Luigi Canonica delle migliorie per la villa, tra cui la costruzione del teatrino di corte - raccolta struttura per musica, canto, danza e teatro - realizzato nell'ala nord.
Fu sempre per volere di Beauharnais che, tra il 1806 e il 1808, il complesso della Villa e dei suoi Giardini venne esteso in dimensioni, tramite la realizzazione del vasto parco recintato oggi noto come Parco di Monza.



Il ritorno austriaco
Dopo la caduta di Napoleone (1815) vi fu il ritorno degli Austriaci, con la nomina a viceré di Ranieri Giuseppe d'Asburgo-Lorena per il nuovo Regno Lombardo-Veneto. L'arciduca Ranieri era un appassionato di botanica e fu grazie a lui che il parco e i giardini si arricchirono di nuove e preziose essenze. Fu sempre grazie a lui che nel 1819 fu aperta nel parco una scuola per formare dei giardinieri professionisti atti a curare i giardini delle residenze imperiali. L'arciduca commissionò all'architetto Giacomo Tazzini un riammodernamento della villa. Operò in particolare sugli appartamenti riservati ai figli e alle figlie dell'arciduca, oltre che sui pavimenti, che furono arricchiti di decori preziosi, e sui bagni. Ranieri lasciò Monza nel 1848 e per un brevissimo lasso di tempo vi si stabilì il maresciallo Radetzky. Nel 1857 giunse il nuovo governatore del Lombardo-Veneto l'arciduca Massimiliano d'Asburgo che la occupò in modo sporadico per soli due anni, chiudendo definitivamente il periodo austroungarico della Villa Reale.


Il Regno d'Italia
Con la fine della seconda guerra di indipendenza dunque la Villa Reale divenne patrimonio di Casa Savoia. 
Nel 1868 la villa fu donata da Vittorio Emanuele II al figlio, il futuro Umberto I in occasione del suo matrimonio con Margherita di Savoia. La villa fu un regalo molto gradito e fu subito utilizzata dalla coppia reale; dopo la morte del re Vittorio furono intrapresi lavori di ammodernamento di cui furono incaricati gli architetti Achille Majnoni d'Intignano e Luigi Tarantola.

Il 29 luglio 1900 Umberto I fu assassinato proprio a Monza da Gaetano Bresci mentre assisteva ad una manifestazione sportiva organizzata dalla società sportiva "Forti e Liberi". A seguito del luttuoso evento il nuovo Re Vittorio Emanuele III non volle più utilizzare la Villa Reale, facendola chiudere e trasferire al Quirinale gran parte degli arredi.


Dal 900 ai giorni nostri.

Il 1900 per la Villa Reale di Monza è il secolo in cui inizia il suo crescente abbandono, causa del decadimento in cui versa oggi gran parte del patrimonio. Oltre all’uso improprio e degradante degli spazi della Villa durante le due guerre mondiali, il XX secolo è stato anche tempo di diverse installazioni ed esposizioni artistiche che hanno in vario modo contribuito a danneggiare molte parti della Reggia.
Ad esempio la prima edizione della Esposizione Internazionale delle Arti Decorative, promossa nel 1923 dal Consorzio Milano-Monza-Umanitaria, si è svolta nella Villa Reale, così come le successive del 1925 e 1927. Le 43 edizioni della Mostra Internazionale dell’arredamento che hanno trovato alloggio proprio nella residenza regia di Monza. 
La fine degli anni Novanta vede alcuni passi importanti per il recupero della Villa: nel 1996 avviene la cessione gratuita di gran parte del compendio ai Comuni di Milano e Monza e con il contestuale mantenimento in proprietà al Demanio dello Stato dell’avancorpo – un tempo utilizzato come cavallerizza – dell’ala sud e dell’Appartamento della regina.

IL PIANO TERRA
Il visitatore che arriva alla Villa Reale trova al piano terra i servizi di ristorazione e caffetteria, il bookshop e la biglietteria.

IL PIANO PRIMO NOBILE
Al piano primo nobile di Villa Reale si trovano le Sale di Rappresentanza della famiglia reale. Di spicco è la sala da ballo, l’unico salone a doppia altezza della Villa, con decorazioni sulle volte e sulle pareti, specchiature a finto marmo, ricchi lampadari e pavimento in seminato veneziano. 
Nell’ala sud del primo Piano Nobile si trovano, inoltre, gli appartamenti Reali di Re Umberto I e della Regina Margherita, dove è possibile osservare il mobilio originale dell’epoca. Nel salotto della regina, fanno bella mostra la tappezzeria di damasco cremisi con disegni portanti motivi floreali, e le quattro porte a vetro poste agli angoli della sala (la sovrana doveva avere totale percezione di chi era presente nei suoi appartamenti). La volta ospita decorazioni dorate con paesaggi ruineschi. Una piccola porta d’ingresso collega direttamente all’appartamento di re Umberto I.
L’itinerario comprende la visita agli appartamenti privati dei sovrani con l’ausilio di audioguide.


IL PIANO SECONDO NOBILE
Gli Appartamenti privati degli ospiti e quelli dei sovrani rappresentano gli ambienti più significativi del piano secondo nobile. A queste sale si accede dallo scalone d’onore, un trionfo di marmi con due grandi lampioni in bronzo e ferro dorato con i simboli di casa Savoia (il nodo e il motto Fert).
Il visitatore ha modo di visitare quindi l’appartamento degli imperatori di Germania, con la particolarità del pavimento a forme geometriche speculari a quelle del soffitto; l’appartamento del principe di Napoli, con l’armadiatura in legno coronata da vasi e ghirlande floreali scolpite che rappresenta l’unico arredo fisso degli appartamenti del secondo piano; l’appartamento della duchessa di Genova, in cui spicca la porzione di volta del Piermarini con l’apertura della “camino di luce” che permetteva l’ingresso della luce dal piano Belvedere.
Gli Appartamenti privati dei sovrani, invece, sono il risultato, nella sua veste attuale, dell’intervento operato alla fine dell’800 dall’architetto di corte Achille Majnoni d’Intignano, che adeguò al gusto dell’epoca tutti gli ambienti collocati a destra del salone centrale, da sempre destinati a tale funzione. Dell’Appartamento di Umberto I fanno parte la sala, lo studio, la camera, la sala da bagno, il guardaroba e l’armeria. Nell’Appartamento della Regina Margherita vanno citati il salotto, la camera da letto, il gabinetto, il guardaroba.

IL BELVEDERE
La visita si conclude all’ultimo piano, con la vista emozionante sul magnifico parco, da cui l’appellativo di Belvedere. 



Ecco il link per saperne di più!

All'interno potrete vedere anche mostre temporanee, di seguito il link

Mentre all'esterno potrete ammirare il bellissimo roseto della villa e perdervi nel parco

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fonte sito:
-http://www.villarealedimonza.it/ 
-http://www.reggiadimonza.it/it

fonte foto:
foto personali