Amore VS Storia: "Se la strada potesse parlare"

Ogni film, bello o brutto che sia, presenterà sempre una trama e degli spunti di riflessione. Non è detto che questi due elementi siano strettamente connessi: al di là del contesto specifico, infatti, una pellicola può mettere una certa pulce nell’orecchio, far ragionare su concetti più generali. Ecco, non è questo il caso.


È il titolo stesso, tradotto in italiano, a indicare una precisa cultura, quella della Strada (volutamente in maiuscolo) che tanto caratterizzò soprattutto in passato una grande fetta di America – la comunità afroamericana. E così siamo negli Anni ’70 a New York, nel quartiere di Harlem, e ciò che potremmo semplicemente indicare come una storia di amore e fiducia simile a tante si mescola a problematiche più ampie, storicamente parlando. Ci sono dunque Tish e Fonny, giovani e sognatori, con la pelle di un colore che, nell’America di quel tempo, dava un bel po’ di grattacapi. Innamorati di un amore puro, presto coronato dalla nascita di uno splendido pargoletto. Schiacciati, però, dai pregiudizi di una società ottusa. Fonny viene ingiustamente arrestato, ma è di amore puro che stiamo parlando, e la fiducia di Tish non vacilla mai. Il cerchio si allarga presto ad una comunità fatta da tante persone diverse, tanti pensieri diversi, che ostacolano o sostengono questa storia d’amore.  


Scrivevamo, poco sopra, che trama e spunti di riflessione in questa pellicola sono strettamente connessi. Il legame della coppia, infatti, si rivela tanto intenso proprio grazie ai grandi avvenimenti dai quali viene investita, al modo in cui resiste al razzismo, ai giudizi affrettati, alla altrui mancanza di umanità. Risalta, tale legame, proprio perché inserito in un contesto realistico, macchia indelebile di un passato da cui occorrerebbe imparare per non commettere più gli stessi errori. Per fortuna, alla fine, l’amore trionfa: una parte di critica forse non ha apprezzato, eppure non esiste messaggio più bello.

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FONTE IMMAGINI: cinemateatro.donboscorivoli.it