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Cult Movies: The Rocky Horror Picture Show

La notte di Halloween, si sa, è l’occasione perfetta per dedicarsi a una maratona cinematografica di film dell’orrore. Pur distanziandosi parzialmente dal genere, il Rocky Horror Picture Show rappresenta un eccellente compromesso tra la commedia e l’horror.

Brad ha proposto a Janet di sposarlo e lei ha accettato con gioia. Decidono così di intraprendere un viaggio per far visita al prof. Scott, il loro insegnante di scienze al liceo, che avrebbe avuto il merito di farli incontrare. Durante il tragitto, però, i due forano uno pneumatico e si dirigono verso una casa – alquanto tetra per l’appunto – per cercare un telefono. Vengono accolti da Riff Raff e sua sorella Magenta, i fedeli servitori del Dr. Frank N Furter, i quali conducono i giovani nella sala principale dell’abitazione, dove è in corso il convegno dei Transilvani, che si esibiscono nel celebre brano Time Warp. Lo spettacolo ha un che di licenzioso e Janet ne è alquanto impressionata, tanto da chiedere a Brad di fuggire immediatamente da quel posto abitato apparentemente da viziosi e depravati. Proprio in quel momento entra in scena il Dr. Frank N Furter, uno scienziato bisessuale e travestito, che invita i due pudichi fidanzatini a seguirlo nel laboratorio, dove presenta loro la creatura cui è riuscito a dar vita, Rocky Horror, un attraente ragazzo dai capelli biondi, dotato di potenti muscoli, creato apposta per soddisfare i desideri carnali del dottore. Da questo punto in avanti il film prosegue in un incalzare di avventure erotiche e colpi di scena caratterizzati da sottili venature horror che si susseguono frenetici fino al sorprendente finale, che vede la morte del Dr. Frank N Furter per mano dei suoi fedeli servitori, i quali giustificano la decisione di ucciderlo sostenendo che i livelli di licenziosità e di crudeltà dello scienziato avessero superato ogni limite.

Il celeberrimo musical di Richard O’Brien, portato in scena nel 1973 al Royal Court Theatre di Londra, fu poi adattato cinematograficamente nel 1975 da Jim Sharman. Il debutto sui grandi schermi di tutto il mondo consacrò il film a un successo destinato a durare fino ai giorni nostri, tanto da essere considerato uno dei più influenti cult movie nella storia del cinema.

La trama non brilla certo per originalità, ma molti sono gli elementi che hanno reso questo film un capolavoro della cinematografia: anzitutto, l’abilità con cui O’Brien è riuscito a fondere l’elemento erotico e quello grottesco fino a creare una commedia di meritato successo. La scenografia, poi, è studiata nei minimi dettagli e il risultato è sorprendente: è elaborata, ricca di riferimenti alla cultura classica e ha il merito di colpire profondamente lo spettatore attraverso i suoi colori brillanti e la sua sfarzosità.

Il vero punto di forza di questo film è senza dubbio la spettacolarità che lo qualifica, ottenuta grazie all’uso di costumi appariscenti e di forte impatto visivo, ma soprattutto grazie alla creazione di coreografie fortemente scenografiche, accompagnate dai brani musicali che hanno contribuito a rendere questo film un classico senza tempo. 

Umorismo, provocazione e follia sono in assoluto gli elementi che più caratterizzano questo film, reso memorabile soprattutto dalla brillante interpretazione di Tim Curry, nel ruolo del Dr. Furter, personaggio liberamente ispirato a Frankenstein, ma riproposto in una versione glam rock, notevolmente apprezzata dal pubblico dell’epoca. Incarna alla perfezione molti ideali della cultura pop degli anni settanta, tra cui la libertà sessuale e la volontà di stravolgere la morale bigotta che fino ad allora aveva regnato sovrana. Egli pone come fine ultimo di ogni sua azione la ricerca del piacere, senza però mai raggiungerlo e proprio quest’aspetto colpisce e induce lo spettatore a considerare una vittima quello che era stato giudicato il carnefice.

“There’s no crime in giving yourself over to pleasure”.
(Dr. Frank N Furter)

Questo dualismo non è presente solo nel personaggio di Frank N Furter, ma è una caratteristica di altri protagonisti della vicenda: nell’animo di Janet convivono, ad esempio, l’amore per Brad e la voglia di trasgressione sessuale, cosa che induce a considerarla tanto virtuosa quanto immorale; Riff Raff passa dall’essere il fedele servo dello scienziato a diventarne poi l’assassino; infine, Magenta fa coesistere in sé la devozione per il fratello, che la porta a collaborare nell’omicidio di Furter, e la pietà per il suo padrone.

Lo spessore di quest’opera cinematografica non è evidente fin dal primo momento, ma non può sfuggire a un attento spettatore; ed ecco perché inizialmente il film non riscosse un grande successo, ma attirò schiere di fan solo col passare del tempo. Nel 2005 ha ricevuto l’onore di entrare a far parte del National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti e recentemente ha festeggiato i trentaquattro anni di proiezione consecutivi al cinema Mexico di Milano; segni, questi, dell’immortalità di un musical destinato a rimanere nell’immaginario comune come una delle produzioni più riuscite nella storia del cinema.

Fonti immagini:
1) en.wikipedia.org
2) www.cinema4stelle.it