Diametralmente uguali come un gatto in tangenziale

Questa è la storia di Giovanni (Antonio Albanese) e Monica (Paola Cortellesi), lui un pensatore, lei serve i pasti in una mensa per anziani. Lui vive in un quartiere alto di Roma, lei a Bastogi, uno dei quartieri periferici più problematici della capitale.Visti così sembrerebbero diametralmente opposti, invece non è così.

Il loro incontro è consacrato da un colpo di mazza da baseball (sul cruscotto di Giovanni!) e ciò non è casuale: è uno di quei momenti che ti cambiano la vita, come un fulmine a ciel sereno che modifica per sempre la visione delle cose. Ed è quello che succede per entrambi, uniti, inizialmente in modo inconsapevole, dalla preoccupazione che i rispettivi figli tredicenni hanno iniziato ad uscire insieme.
Lui non vuole che la figlia Agnese esca con un delinquente dei quartieri bassi, lei non vuole che suo figlio Alessio esca con una viziata dei quartieri alti. Ed è qui che giace l'uguaglianza dei due protagonisti: entrambi hanno dei pregiudizi.
Sono pregiudizi dettati dall'ignoranza nel conoscere uno la vita dell'altra.


Giovanni rappresenta quel personaggio che predica bene e razzola male. Infatti, il suo compito è esporre al Parlamento Europeo i problemi delle periferie e trovare una soluzione per migliorarle. Insegna alla figlia Agnese che siamo tutti uguali e non ci devono essere discriminazione nei confronti delle altre culture o stati sociali. Quindi, la figlia inizia a uscire con Alessio proprio perchè ha imparato questi principi, ma il padre subito tira fuori i pregiudizi che attanagliano la società nel profondo.

Monica, invece, è il personaggio che non crede alle promesse e a ciò che dicono i pensatori e i politici, Per lei è solo tutto un "magna magna". Abituata a lottare per il rispetto degli altri, a crescere e insegnare al figlio i buoni principi senza l'aiuto del padre (che è in "vacanza") e cercando di tenere a bada le due sorelle gemelle amanti dello "shopping compulsivo".

Sui pregiudizi, dunque, si basa l'intero film, ma che iniziano a cadere proprio grazie a quel colpo di mazza da baseball. 
Basta solo conoscersi e comprendersi, proprio come Monica ha fatto con i suoi vicini di casa immigrati dal Bangladesh o come Agnese ha fatto con Alessio.
Questo è un film che ognuno di noi dovrebbe vedere almeno una volta nella vita perchè ha tantissimo da insegnare e soprattutto perchè, alla fine, i pregiudizi sono come un gatto in tangenziale...e se non mi avete capito non vi preoccupate, "me so capita io"!