Fiaba metanarrativa sul cinema

Partiamo dal presupposto che un prodotto culturale che riflette sulle proprie origini, solitamente, finisce per essere piuttosto interessante. Aggiungiamo che le atmosfere fiabesche e forse un po’ inaspettate diventano, in questo caso, un ottimo condimento. Chiudiamo il cerchio affermando che, qualora ad una simile creazione si riesca ad aggiungere qualche riflessione attuale, probabilmente il film ha fatto centro.


Il messaggio che dovrebbe passare potrebbe essere qualcosa del tipo: “crederci fino in fondo”. Perché la fortuna aiuta gli audaci, e per essere audaci occorre non arrendersi alle prime difficoltà. Ma, artisticamente parlando, crederci vuol dire aver fiducia nei propri sogni e nelle proprie forze. Chi, sognando gloria creativa, non si è sentito almeno una volta nella vita come i cinque sgangherati protagonisti sognatori? Fregati dalle circostanze insomma, forse senza finire al di là del mondo, in Armenia, ma comunque fregati dalle circostanze. E allora ecco che entra in gioco la forza del gruppo, perché per riscattarsi occorre mettere in comune le forze, sostenersi a vicenda, reinventarsi. In questo caso, l’arte è il cinema, attraverso cui raccontarsi, anzi, raccontarsi di nuovo. Forse iniziavamo a dimenticarci di quanto il cinema possa essere importante, prima di tutto a livello umano: il regista Simone Spada -torinese, peraltro- è qui per ricordarcelo.


Potranno sembrare un po’ involute queste quattro righe, ma è la pellicola stessa ad essere complessa e ricca di rimandi, come suggerisce il nome dell’hotel, giusto per fare un immediato esempio. Forse, uno dei principali meriti del cinema dovrebbe essere proprio questo: suggerire, evocare.

Shake Your Mind!









FONTE IMMAGINI: cinemateatro.donboscorivoli.it