Giusta causa, mezzi sbagliati?

Andiamo subito al nocciolo della questione. Una giusta causa racconta una storia importante, fondamentale per quanto riguarda la discriminazione di genere (e, in fondo, i meccanismi delle discriminazioni in generale), ma lo fa senza la giusta verve, un po’ spento. Di questo, almeno, sono convinti gli autori della maggior parte delle recensioni che abbiamo letto. Come se Mimi Leader, alla regia, avesse svolto il compitino, senza osare un po’ di più. Come se -aggiungiamo noi, non senza un certo piglio polemico- non si potesse raccontare una storia e basta, senza per forza stupire con effetti speciali.


La storia di Ruth Bader Ginsburg, una delle prime donne ad essere accettate al corso di legge di Harvard negli Anni ’50, poi rifiutata da tutti gli studi legali proprio perché donna e infine vittoriosa al processo che aprì contro le discriminazioni di genere e che creò un famoso precedente nella legalità degli Stati Uniti, dicevamo, la sua storia è già emblematica da sé, senza dover inserire altri colpi artistici o particolarmente rivoluzionari. È un film a volte fin troppo tecnico, come a voler dare un’impronta di realismo ulteriore, e da questa scelta probabilmente viene penalizzato. Eppure, ha il merito di portare a galla una tematica importante e decisamente attuale.


Non si tratta, accennavamo prima, dei diritti delle donne. Si tratta dei diritti, in generale, e di come spesso la discriminazione sia sottointesa, tra le righe. È un film che invita a tenere gli occhi spalancati, a rimanere vigili, narrando l’esistenza di una persona realmente esistita che ha alzato la testa, andando oltre. L’azione di Ruth diventa allora esemplare, ed è qualcosa di imitabile nei piccoli accadimenti quotidiani, attorno alle piccole ingiustizie che in certe occasioni tendiamo a trattare con sufficienza. Senza grandi colpi di scena, senza particolare maestria, Una giusta causa comunque informa e sensibilizza, e già solo per questo diventa una pellicola interessante.

Shake Your Mind!








FONTE IMMAGINI: cinemateatro.donboscorivoli.it