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I cartoni animati di Natale più belli di sempre

Le feste di Natale si avvicinano! Quale modo migliore per celebrarle se non rispolverando i classici dell’animazione che hanno accompagnato le festività invernali durante la nostra infanzia? Ecco, dunque, la selezione dei migliori cartoni animati natalizi di tutti i tempi: buona visione!

 
Canto di Natale di Topolino (1983)

Il cortometraggio, un commovente classico senza tempo della Walt Disney Production, si ispira al celebre racconto Canto di Natale di Charles Dickens.

Ebenezer Scrooge (Paperon de’ Paperoni) è un avido uomo d’affari inglese. Il giorno prima di Natale, che naturalmente trascorre nel suo piccolo e tetro ufficio, non fa altro che contare le sue enormi ricchezze, bistrattare il povero Bob Cratchit (Topolino), il suo unico dipendente, e lamentarsi dell’imminente arrivo delle festività, in assoluto il periodo peggiore per i suoi affari, essendo tutti impegnati a festeggiare e non a pensare alle proprie finanze.

Una volta rincasato, Scrooge riceve l’improvvisa e spaventosa visita del fantasma di Jacob Marley (Pippo), l’avaro e crudele socio morto tempo prima. Questi si presenta con delle pesanti catene e avverte l’amico che, se non modificherà la sua condotta, sarà destinato anche lui a un simile supplizio per l’eternità. Gli preannuncia, inoltre, la visita di tre spiriti, che effettivamente non tardano a farsi vivi. Il primo a presentarsi è lo Spirito del Natale Passato (Grillo Parlante), che ricorda a Scrooge come la sua avidità gli abbia fatto perdere, diverso tempo prima, la sua amata fidanzata, Isabelle. Gli appare dunque lo Spirito del Natale Presente (il gigante Willie), che conduce l’avido finanziere presso l’abitazione del povero Cratchit, dove lui e la sua famiglia stanno festeggiando le feste natalizie, nonostante le difficoltà economiche in cui versano: qui Scrooge rimane molto colpito nel vedere il figlio più piccolo di Bob, Tim, affetto da una malattia incurabile a causa della mancanza di denaro. Lo Spirito del Natale Futuro (Gambadilegno), infine, porta Ebenezer in un cimitero, dove la famiglia Cratchit sta piangendo la morte del piccolo Tim. Turbato da questa toccante visione, chiede se ci sia almeno la possibilità di cambiare il futuro, ma sembra ormai troppo tardi: due becchini stanno scavando all’avaro una fossa, dentro cui viene spinto dal fantasma stesso. Scrooge si sveglia la mattina seguente nel proprio letto e comprende di aver ricevuto dagli spiriti una seconda possibilità, che decide di non sprecare: uscendo, dona in beneficenza una notevole quantità di denaro e si reca dai Cratchit, per annunciare la promozione di Bob a socio del suo studio e per portare dei giocattoli ai figli del suo fedele dipendente.

Tim Burton’s The Nightmare Before Christmas (1993)

Jack Skeletron è il re di Halloween, una tetra città abitata da creature mostruose, la cui vita ha come unico scopo quello di occuparsi, durante tutto l’anno, dei preparativi per la festa di Halloween. Col passare del tempo, Jack comincia a sentirsi insoddisfatto del suo ruolo e non prova più nessuna emozione nello spaventare le persone, se non noia. La notte successiva ai festeggiamenti della sua città, vagando nel bosco con il suo cagnolino-fantasma Zero, si ritrova in uno spiazzo delimitato da alberi, i cui tronchi presentano un aspetto decisamente particolare: infatti, su ognuno di essi si trova una porticina, che reca su di sé il simbolo tipico delle varie festività. Attirato dall’incisione di un albero di Natale, Jack si trova sbalzato nel coloratissimo e gioioso mondo del Natale, in cui rintraccia la felicità che andava inutilmente cercando nel suo regno. Fatto ritorno a Halloween, Jack decide di prendere il posto di “Babbo Nachele” – non prima di averlo fatto rapire – e di occuparsi in prima persona dell’organizzazione delle feste natalizie. I risultati saranno però disastrosi e i festeggiamenti di Natale saranno messi in pericolo, ma l’intervento di Sally, una bambola di pezza segretamente innamorata di lui, si rivelerà provvidenziale e aiuterà Jack a rimediare allo scompiglio creato.

Un film d’animazione semplicemente straordinario, che riesce a unire e a creare una perfetta armonia tra le atmosfere gotiche e vagamente grottesche tipiche del grande regista Tim Burton e quelle oniriche e fantastiche del mondo Disney.

Polar Express (2004)

Robert Zemeckis, che si era già cimentato nel mondo dell’animazione con Chi ha incastrato Roger Rabbit?, non delude le aspettative e porta in scena, con ottimi risultati, il celebre racconto di Van Allsburg.

Il protagonista è un giovane ragazzino, estremamente scettico riguardo l’esistenza effettiva di Santa Claus. La notte di Natale, però, è sorpreso dall’improvviso arrivo, proprio di fronte alla sua abitazione, del Polar Express, un treno diretto verso il Polo Nord, a bordo del quale si trovano già altri due bambini e il capotreno. Il viaggio si rivela faticoso e ricco di peripezie, ma la comitiva riesce a raggiungere la destinazione. All’arrivo, i ragazzi si rendono ben presto conto della reale esistenza di Santa Claus: questi offre in dono al piccolo protagonista una delle campanelle della slitta, il cui suono può essere udito soltanto da “chi crede veramente”. Accidentalmente il ragazzino smarrisce il prezioso regalo, ma la mattina successiva, dopo aver fatto ritorno a casa, lo ritrova proprio tra i doni di Natale: ben presto si accorge di essere l’unico a sentirne il suono, dimostrando così di credere fortemente nella magia del Natale.

Fonti immagini:
1) it.paperpedia.wikia.com
2) www.attimidicinema.wordpress.com
3) www.cameralook.it