Il Corriere - The Mule

Earl Stone è un uomo di circa 80 anni rimasto solo e al verde, costretto ad affrontare la chiusura anticipata della sua impresa, quando gli viene offerto un lavoro per cui è richiesta la sola abilità di saper guidare un auto. Compito semplice, ma, ciò che Earl non sa è che ha appena accettato di diventare un corriere della droga di un cartello messicano. Nel suo nuovo lavoro è bravo, così bravo che il suo carico diventa di volta in volta più grande e per questo motivo gli viene assegnato un assistente. Questi non è però l’unico a tenere d’occhio Earl: il misterioso nuovo “mulo” della droga è finito anche nel radar dell’efficiente agente della DEA, Colin Bates. E anche se i suoi problemi di natura finanziaria appartengono ormai al passato, i suoi errori affiorano e si fanno pesanti nella testa, portandolo a domandarsi se riuscirà a porvi rimedio prima che venga beccato dalla legge... o addirittura da qualcuno del cartello stesso. 

Eastwood non nasconde i suoi 88 anni, quasi li ostenta, e sembra quasi voler giocare e smontare la sua icona per portarla avanti, coi miti di certo cinema americano per guardarli in modo nuovo. Non siamo più ai tempi di Gran Torino: qui Eastwood si lascia andare, fin troppo, ma è ancora in grado di colpire quando serve. E colpisce, il vecchio Clint, quando parla del tempo, che è sempre stato, e oggi è ancora di più, il vero lusso che in troppi non si possono concedere. 


Non perde tempo, allora, l’Eastwood regista. In pochissime sequenze disegna una situazione e una perturbazione che (ri)conosciamo in ogni sua piega emotiva proprio perché sullo schermo c’è l’Eastwood attore. Ogni gesto di Earl si carica così di un portato simbolico che affonda le radici in 50 anni di cinema americano rendendo superfluo ogni altra inquadratura.  Clint Eastwood è ancora il rude cavaliere pallido che riporta i conflitti nel “deserto” della frontiera. Nel momento in cui il rapporto con la famiglia entra definitivamente in crisi, la figlia Iris (interpretata proprio da Alison Eastwood) non vuole più aver contatti con lui e la moglie Mary gli rimprovera un intollerabile egoismo, Earl accetta di fare il corriere della droga tra El Paso e Chicago per conto di un cartello messicano. Non perde tempo ma impone il suo tempo: si ferma nei Motel di periferia, invita prostitute, mangia i panini più buoni dell’Illinois perché “bisogna sempre godersi la vita“, infine canta Ain’t That A Kick In The Head di Dean Martin sparigliando i piani dei detective e dei trafficanti che lo inseguono contagiati dal suo caos. Insomma, non si riesce mai a prevedere gli anarchici spostamenti di quel vecchio "mulo" opponendosi alle asfissianti geolocalizzazioni della nostra epoca.

Ma Il corriere - The Mule è più di questo, più del nuovo ritratto di un vecchio eroe reazionario che monda i suoi peccati. Per Clint Eastwood non è più il tempo di scrivere la sua leggenda e di giocare col suo mito. Perfettamente cosciente di quello che suscita, si diverte ma resta secco e autentico dietro le rughe di un uomo che non ha più l'angoscia di invecchiare ma la paura di morire.

#staytuned #shakeyourmind

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-https://www.sentieriselvaggi.it/il-corriere-the-mule-di-clint-eastwood/
-https://www.mymovies.it/film/2018/il-corriere/

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