Il riso amaro de “Il Tuttofare” di Attanasio

“Il Tuttofare” di Valerio Attanasio è una commedia di denuncia. Espone in maniera simpatica alcuni dei problemi e dei meccanismi che, purtroppo, sono presenti nel nostro bel Paese: corruzione, clientelismo, disoccupazione, criminalità. E sì, fa ridere, ma che riso amaro!

L’ambiente in cui prende forma la storia è quello legato all’attività di uno studio legale dove il giovane protagonista  è un aspirante avvocato tuttofare: in tutti i sensi! Dei più svariati compiti che gli vengono assegnati ben pochi hanno infatti a che fare con il lavoro di avvocato,  e molti altri sono gli espedienti e i trucchi a cui è costretto partecipare e che non dovrebbero esser propri di un avvocato onesto.
Il paradosso principale è che per diventare un rappresentante della legge si trova costretto a fare tutt’altro, compreso infrangerla!


La pellicola è un succedersi continuo di situazioni improbabili (ma non poi così impossibili) in cui ogni scena è occasione di denuncia. Il messaggio che passa è che, alla fine, il bene non vince, bensì si limita a sopravvivere in un mondo dove è il corrotto, colui che ha i soldi e che è pure disposto a fregare il prossimo, a farcela sempre.

Forse perché per affrontare questi problemi spetta a tutti noi, insieme, trovare una soluzione una volta identificateli! Forse perché spetta a ciascuno di noi, nel proprio piccolo, fare la cosa giusta.

Intanto nel “Il Tuttofare”” si ride, dicevamo all’inizio; si ride sì, ma per non piangere.

Shake Your Mind!