Il significato nascosto di "Napoli Velata"

Io, “Napoli Velata”, non l’ho capito. E’ un film sul niente che abbraccia il tutto: tanti temi toccati, tante storie intrecciate … eppure tutto rimane lontano e intangibile. Etereo. E non è che manchino elementi potenzialmente capaci di attirare l’attenzione: sesso, pazzia e un giallo con omicidi multipli.
Insomma, di carne al fuoco ce n’è parecchia!

La scintilla che mette in moto la macchina della storia è la focosa passione tra due sconosciuti e conduce a tre delitti e a un’indagine che c’è eppure non c’è: è lontana sullo sfondo. Procede, e non procede. E persino quando la verità viene intuita, non c’è un concreto interesse da parte di chi indaga a consegnare i corrotti alla Giustizia.
 I colpevoli non vengono smascherati; in parte per corruzione, in parte perché “la gente non sopporta troppa verità”: la gente non vuole sapere (non sempre) e non vuole che si sappia. E questo vale sia per le verità familiari, sia per quelle che toccano gli estranei.

Questo perché far finta di non sapere è un po’ un modo per non affrontarla, la verità; soprattutto la verità che può risultare scomoda. L’ignoranza è un’ ottima scusa per evitare il dolore delle azioni, del passato. E quando la verità fa capolino resta lo stesso sotto forma di leggenda: “in quanto un fatto è leggenda se non può essere provato”.

Il regista Ferzan Ozpetek ha messo su pellicola bellissimi scorci di una città colorata, viva e pietrificata, allegra e triste, pulita e sporca. Giusti e corrotti si mischiano e si fondono, in un continuo cercarsi ed evitarsi, come a mantenere un mistico equilibrio tra bene e male.
Ma il tutto è tratteggiato, tutto è visto da una distanza che non è abbastanza vicina. I ricordi sono suggeriti, i personaggi si accendono e si spengono mossi da uno scrittore che sembra forzarli ad agire in una città - e una mentalità - antica e fuori dal tempo. Il ritmo è lento e costante. Le scene sono accostate per lo più in modo placido. Indizi son disseminati chiaramente lungo il percorso e fin dall’inizio si intuisce il finale di una delle due storie principali - quella sulla fragilità mentale della protagonista.

Detto ciò, la scena finale con l’amuleto perduto dal “ragazzo con lo zaino a spalle” e la protagonista che scompare nel vicolo, io proprio non l’ho capita. 

E voi? Che ne pensate?

Shake Your Mind!