" Io C'è ": film su una religione su misura

Che dire di “IO C’E ’” di Alessandro Aronadio ?” Un film che inizia bene e finisce male.
Guardandolo ho intravisto qualcosa, soprattutto all’inizio. Un’idea e uno spunto per analizzare e confrontare le religioni, in maniera simpatica e divertente;
il film accenna infatti ad aprire una riflessione sul “credere” in qualcosa, il bisogno di appoggiarsi a qualche cosa di superiore, di divino; ma allo stesso tempo un qualcosa in cui credere che dia modo di stare bene, di farci conquistare quella felicità e serenità a cui tutti noi aspiriamo.

Sono molti i credi su questo pianeta e svariati i principi e i costumi che li regolamentano, alcuni anche anacronistici. Quello che in effetti accomuna (quasi) tutti è il fatto che ci sia qualcosa di onnipotente al di fuori di noi: cosa che per alcuni può risultare un po’ come “uno scarico di responsabilità”  e un invito a non fare e a non cambiare– sebbene l’ozio stesso sia ad esempio cosa negativa anche per i cristiani.

Così un po’ per caso e per fini personali Massimo, il protagonista, con l’aiuto di un paio di collaboratori, crea quel qualcosa che calza perfettamente su ciascuno di noi: ognuno di noi è dio di se stesso! E questo semplice concetto, alla fine funziona!
 L’oggetto divino – uno specchio- ci obbliga a guardarci, fuori e dentro e affrontare ciò che siamo e spronarci a essere ciò che vogliamo. In altre parole ci aiuta a fare i conti e a trovare il compromesso tra desideri e doveri. E sebbene il rischio sia diventare egoisti, forse è d’aiuto il fatto di parlare allo specchio davanti agli altri: una sincera confessione aperta che media il compromesso tra desiderio interiore e convivenza in una comunità. Insomma, è qualcosa che funziona!

Il punto di svolta, arriva inaspettato e, sinceramente un po’ forzato. C'è una cosa che Massimo non può tollerare dello Ionismo: il fatto che ascolti te stesso –solo te stesso – e non dai retta agli altri, neppure agli esperti di una certa materia – ad esempio i medici. Insomma, metti a rischio la tua vita perché il tuo Dio - che poi se tu-  ti ordina di fare in un certo modo.
Cosa che in verità è tipica di ogni estremismo, di ogni fondamentalismo. Questo è il problema dell’essere integralisti e fondamentalisti: il rifiuto di dialogare e confrontarsi con gli altri. Il credere ciecamente di avere ragione e non accettare i valori e le parole del prossimo.
   
Forte poi, fin quasi ad essere eccessivo e ridondante, l’attacco alla chiesa cattolica che d’altronde è padrona di casa nello stato laico Italiano – anche se alla fine è proprio al parroco a cui il protagonista si rivolge per cercare aiuto. In terzo piano tutte le altre, appena tratteggiate. Con un ritmo più serrato e un po’ più di impegno nella documentazione e nell'analisi delle religioni ne sarebbe potuto uscire qualcosa di ancora più grande!

Vi lascio con un  paio di domande
- Le religioni danno dei riferimenti: comandamenti che in buona parte altro non sono che consigli per convivere serenamente con il prossimo. Potessimo scegliere, quale sarebbe la religione più su misura per noi? E perché allora non scegliere?!
- E potrebbe co–esistere lo Ionismo  con altre religioni? Magari intendendolo non come religione ma piuttosto come filosofia di vita?

Shake Your Mind!