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L'esordio cinematografico di Doctor Strange

Debutta sugli schermi italiani il quattordicesimo film dell’universo Marvel, Doctor Strange, che nel suo weekend di esordio ha incassato ben 2 milioni e 403 mila euro, andando a posizionarsi così al primo posto al box office della scorsa settimana. 



Il protagonista è Stephen Strange, un ricco e oltremodo talentuoso neurochirurgo, che, in seguito a un grave incidente stradale, perde l’uso delle mani. Strange si rende presto conto che né i soldi né tantomeno il suo talento potranno servire a restituirgli la sua vita precedente. Rifiutando però l’idea di arrendersi ai limiti della medicina occidentale, decide di spingersi fino in Nepal, a Kamar-Taj, in cerca di una cura alternativa. Tuttavia, ben presto il medico si renderà conto di non trovarsi all'interno di un luogo di guarigione come da lui auspicato, ma proprio qui vedrà in realtà rivelate alcune verità che si distanziano notevolmente dalle sole conoscenze scientifiche e che lo costringeranno ad avvicinarsi maggiormente ad un mondo mistico e spirituale finora ignoto.

Il film, diretto da Scott Derrickson, introduce una novità assoluta, un concetto mai menzionato nei film precedenti, quello di multiverso, ammettendo dunque l’esistenza, all'interno del mondo Marvel, di molteplici universi coesistenti e paralleli. Come spiegato dallo stesso regista al Comic-Con 2016, si tratta di una vera e propria rivoluzione nell'universo creato da Stan Lee, poiché pone lo spettatore di fronte a una nuova sconvolgente verità: ciò che si è visto finora, non è altro che una piccola parte del mondo mistico e infinito in cui i personaggi Marvel hanno sempre operato. 

Il personaggio protagonista, sostanzialmente sconosciuto alla maggior parte degli amanti di cinema, si è in realtà fatto notevolmente apprezzare, pur essendo al suo esordio e pur portando con sé una lunga serie di elementi che lo distanziano sensibilmente dai supereroi che la casa di produzione americana aveva finora presentato al suo pubblico. Il merito di un così ampio e immediato apprezzamento è dovuto a molti fattori, primo fra tutti l'eccezionale interpretazione del britannico Benedict Cumberbatch. Il profilo psicologico che l'attore riesce chiaramente a fare emergere grazie alle sue brillanti doti recitative è il profilo di un uomo innegabilmente affascinante, carismatico, ma estremamente egocentrico; e un punto di forza di questa interpretazione sta proprio nel non lasciare che quest'ultima caratteristica - sebbene estremamente marcata - lo renda totalmente immune e indifferente rispetto alle emozioni dei personaggi con cui interagisce. Ad ogni modo, Cumberbatch non è l'unico membro del cast cui è andato il plauso della critica. Tilda Swinton è stata ampiamente apprezzata per aver dato vita al personaggio (peraltro originariamente maschile) dell'Antico, conciliando alla perfezione la saggezza che più di tutto lo caratterizza e il lato oscuro e letale che porta con sé. 

Un altro elemento che ha contribuito a rendere eccezionale questa pellicola è senza dubbio la meticolosità con cui sono stati realizzati gli effetti speciali, che hanno reso le scene in cui i vari personaggi facevano uso di magia assolutamente realistiche, restituendo perfettamente allo spettatore l'impressione di una reale manipolazione della materia nello spazio e nel tempo. 

Non si può invece certo dire che i dialoghi possano rientrare tra quei fattori che hanno contribuito alla riuscita del film, sebbene sia pur sempre vero che il protagonista esercita sullo spettatore un forte charme anche grazie all'uso di una sottile ironia che traspare proprio dall'abile uso delle parole. Un'altra critica che è possibile rivolgere alla pellicola è la scarsa attenzione riposta nei confronti della parte antagonista, quasi per nulla presa in considerazione e comunque scarsamente introdotta. 

In linea di massima, comunque, il film rimane uno dei più riusciti Marvel degli ultimi tempi. Dario Marchetti, critico cinematografico per La Stampa, è addirittura giunto a definire la pellicola "il miglior film Marvel di sempre". Considerata anche la tendenza negativa che le ultime produzioni hanno avuto, non tanto per impatto sul pubblico, quanto più per scarsa considerazione da parte della critica, probabilmente questo era il momento migliore per introdurre un elemento di novità in casa Marvel e Doctor Strange ha saputo rispondere bene a questa esigenza. 



Fonti testo:
- http://www.lastampa.it

Fonti immagini: 
1) www.loudvision.it
2) www.indiewire.com
3) www.loudvision.it