Immagine Header

La sfida contro il pregiudizio in "Philadelphia"

Nel 1993 Philadelphia uscì nelle sale cinematografiche. Il film fu una vera rivoluzione nel mondo del cinema, poiché per la prima volta una grande produzione aveva avuto il coraggio di affrontare tematiche tanto delicate come l’omosessualità e l’Aids, per di più in anni dove ancora il pregiudizio nei confronti di tali realtà la faceva ancora da padrone. L’accoglienza della critica fu ottima e il pubblico dimostrò apprezzamento per la produzione e per il cast, anche se non mancarono proteste sia da parte delle associazioni, soprattutto di stampo religioso, che si battevano contro l’omosessualità, sia da parte della comunità gay, che accusò il regista di aver perso un’occasione per tracciare un profilo veritiero della vita di una coppia omosessuale, ma soprattutto della vita di un malato di Aids. 
Il protagonista del film è Andrew Beckett (Tom Hanks), un giovane avvocato all’apice del successo. All’interno del prestigioso studio presso cui esercita brillantemente la sua professione, nessuno è a conoscenza della sua relazione con Miguel (interpretato da Antonio Banderas), con cui da anni convive felicemente, e della sua malattia, l’Aids appunto. Un collega fortuitamente si accorge di una ferita sulla fronte di Beckett, una lesione evidentemente riconducibile ai sintomi della malattia. L’avvocato viene dunque licenziato con il pretesto di improduttività e scarsa efficienza. Andrew è fortemente convinto che la causa reale che si cela dietro il suo ingiusto allontanamento sia la scoperta della sua patologia da parte dei datori di lavoro. Si rivolge quindi a diversi avvocati, i quali però si rifiutano di intentare una causa tanto rischiosa contro uno studio peraltro così influente. Sebbene inizialmente riluttante, l’unico che decide di portare avanti la causa è Joe Miller (Denzel Washington), un avvocato con fermi pregiudizi nei confronti degli omosessuali e fortemente infastidito dalla malattia del suo cliente. Il processo ha dunque inizio: la difesa nega con forza di essere mai venuta a conoscenza della malattia del suo affiliato e imputa il licenziamento alla totale inefficienza del giovane. L’Aids intanto logora il corpo di Beckett, consumandolo ogni giorno di più. Nel frattempo, Joe ha modo di conoscere più a fondo il suo assistito e grazie a lui supera i suoi pregiudizi, schierandosi con convinzione dalla parte di chi, come Andrew, è ingiustamente emarginato a causa di pregiudizi infondati. Verso il termine del processo, le condizioni di Beckett si aggravano ulteriormente, tanto da costringerlo a lasciare l’aula. Ormai in fin di vita, circondato dall’affetto della sua famiglia e del suo compagno di vita, oltre che da Joe, ormai molto legato al giovane, Andrew muore, poco dopo aver saputo dell’esito positivo del processo.
Si tratta di un film estremamente commovente, con un forte impatto emotivo. L’interpretazione di Tom Hanks, premiata dall’Oscar, è semplicemente magistrale; ottima, e non meno acclamata dalla critica, anche quella di Denzel Washington. La colonna sonora contribuisce a conferire al film una forte carica emozionale: la celebre scena in cui Andrew ascolta un’aria tratta dall’Andrea Chénier, interpretata da Maria Callas, è forse la più toccante di tutte. Intonando questo brano, il giovane fa capire al suo difensore che ciò che davvero gli interessa, nel giorno prima dell’udienza finale, non è tanto il verdetto conclusivo, ma superare la paura e accettare la morte ormai imminente.  Proprio il giorno dopo, nel suo letto d’ospedale, con grande serenità fa però capire ai suoi affetti più cari di essere finalmente pronto a morire. Il regista, Jonathan Demme, ha inoltre saputo dare una rappresentazione realistica del pregiudizio che in quegli anni era diffuso tra la popolazione americana nei confronti degli omosessuali. Il personaggio che meglio rappresenta questa realtà è Joe Miller, che però, avvicinandosi ad Andrew non solo come avvocato, ma anche come amico, comprende che in realtà le sue idee riguardo l’omosessualità e riguardo l’Aids sono totalmente infondate e basate piuttosto sul preconcetto che affonda le sue radici nell’ignoranza e nelle erronee convinzioni.